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VIDEO | ‘Zerosettanta’, Renato Zero presenta il capitolo conclusivo della trilogia

Su 'Fonopoli' dichiara “Ho parlato con Raggi, stima il progetto"
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ROMA – Un viaggio lungo tre mesi, quaranta canzoni inedite: con ‘Zerosettanta – volume uno’, disponibile dal 27 novembre, Renato Zero chiude un cerchio, questa trilogia iniziata il 30 settembre con ‘Zerosettanta – volume tre’. Un grande impegno, ma che non ha impaurito affatto il cantautore romano. “Ho fatto anche di peggio”, spiega nella conferenza stampa di presentazione dell’album, prima di ricordare un aneddoto risalente ad un periodo intorno al 1974: “Eravamo a Tortoreto Lido, viaggiavo con un furgone che guidavo io. Ricordo che la donna che ci ha ricevuto, mi disse che avrei dovuto esibirmi in questo locale che era praticamente un bar. E non aveva il camerino, per prepararmi, uscivo da questo anfratto che doveva essere un palco, andavo fuori dal bar, entravo nel furgone e mi cambiavo, poi rientravo per l’esibizione. E poi di nuovo dovevo uscire per cambiarmi. Dopo aver fatto questo, nulla mi spaventa in più, persino questi tre volumi. Per me è stata una passeggiata”.

Un grande lavoro, coerente dal primo all’ultimo brano, caratterizzato dal pensiero costante di dare e ottenere sempre il meglio, dalla volontà fiera di arrivare alla radice delle emozioni e degli accadimenti. Una trilogia che scruta e legge il presente, composta col cuore lieve di chi ha il coraggio e l’onesta’ delle proprie convinzioni. 50 milioni di album venduti all’attivo, Zero ha voluto inaugurare questo progetto a partire dal giorno del suo settantesimo compleanno, il 30 settembre scorso.

IL PROGETTO RENATOZEROSETTANTA

Il progetto ‘Renatozerosettanta’ è stato anche l’occasione per Renato Zero di presentare i brani dei tre dischi in tv in forme differenti: in ogni apparizione televisiva infatti si e’ esibito per il pubblico con canzoni diverse tratte dagli album, sparigliando ancora una volta le tradizionali regole promozionali e attingendo a questo vasto repertorio di quaranta brani inediti.

TREDICI NUOVE CANZONI, TEMA PORTANTE AMORE

“Quando ho messo insieme le canzoni, ho messo in ordine le sequenze- ha detto il cantautore romano- Serviva una scaletta imprevedibile, mi sono convinto della bontà del progetto anche considerando la pandemia e le distanze. Ho cercato di riempire i vuoti della solitudine indotta che avrebbe causato la distanza”. In questo terzo ed ultimo capitolo, si snodano 13 nuovi brani e ancora una volta si ritrovano e si consolidano le collaborazioni che hanno arricchito tutti e tre i lavori. Il fil rouge che lega le nuove canzoni è ancora una volta l’amore: “L’amore c’e’ sempre di mezzo- ha detto Zero- Una persona socievole deve essere in grado di amare. Quando l’amore finisce si deve trovare il coraggio di trasformarlo in amicizia. Questo rende la vita meno complicata. Bisogna rendere l’amore duttile”.

In ‘Zerosettanta – volume uno’, tra le tracce spiccano il brano d’apertura, ‘Amara Melodia’, una richiesta di scuse proprio alle Signora Melodia che, agonizzante, tenta di sopravvivere nell’era in cui karaoke e plug-in sembrano aver preso il sopravvento. C’e’ poi l’ossimiro nel titolo di ‘Nemico Caro’ e il disco prosegue con ‘Io e Te’, una delicata cartolina d’altri tempi. ‘Ti ricorderai di me‘ è una ballata riflessiva e profonda mentre torna l’irriverenza con ‘Finalmente te ne vai’. E poi ‘Gli Anni Della Trasparenza‘, uno scorcio genuino della giovinezza più autentica. ‘Zerosettanta – volume uno’ è disponibile in pre-order a questo link: https://tattica.lnk.to/zerosettantavolume1 e dal 27 novembre in download e streaming su tutte le piattaforme digitali.

RENATO ZERO: “MARADONA NON AMAVA IL DIEGO SOPRA LE RIGHE”

“Ho imparato a conoscere Maradona grazie a Gianni Minà: la sua solitudine e’ un po’ complice della sua dipartita“, ha dichiarato Renato Zero a proposito della scomparsa di Diego Maradona, morto a 60 anni in Argentina. “Godo di questa amicizia con Minà- ha detto il cantautore romano- E pure non avendo conosciuto Maradona, è come se fosse mio cugino, con tutti i racconti di Gianni, ho imparato ad amarlo, ad apprezzarlo, anche se non sono uno stadiolaro, pero’ la mia quota agonistica c’e’, pure se la manifesto silenziosamente”. Ricordando la scomparsa di Gigi Proietti, secondo Renato Zero “non solo i napoletani ma tutto il calcio nazionale e internazionale piange la scomparsa di un grande. Bisogna fare una considerazione, piu’ si e’ grandi e piu’ si e’ soli. Forse la sua solitudine e’ un po’ complice della sua dipartita. Conoscendo la sua sensibilita’, credo che non avesse mai accettato quel Maradona sopra le righe. Ho anche visto una intervista dove lui quasi si autocensura, fa una sorta di ammenda rispetto al suo privato, alle scelte meno pubbliche. Mi associo a questo dolore, le persone che danno con generosita’ meritano di essere ricordate”.

RENATO ZERO: “HO PARLATO CON RAGGI DI ‘FONOPOLI’, STIMA IL PROGETTO’

 Il progetto ‘Fonopoli’ si e’ rivelato “una intuizione esatta di Renato”, e’ un’idea “mai accantonata” e una decina di giorni fa “ne ho parlato al telefono con la sindaca Raggi”. Torna a parlare del suo storico progetto Renato Zero, una città della musica su cui lavora da una ventina d’anni.  “Si rivela una intuizione esatta. Avevo questo sentore che avremmo dovuto fare i conti con un impoverimento delle prospettive didattiche ed educative. Stiamo perdendo il minimo sindacale che e’ la scuola primaria, che ci prepara alla vita e al futuro. Ma tutto sommato anche nei mestieri, l’affievolimento della statura e della identita’ del teatro italiano si va perdendo anche per la carenza di collaborazione, di macchinisti, sarte, elettricisti, parrucchieri. C’e’ grande dispersione di queste categorie. Fonopoli oggi forse si sarebbe collocata in una posizione favorevole per generazioni a venire per consegnarli una didattica, per una formazione reale dei mestieri- prosegue il cantante-. Stiamo vivendo un periodo di approssimazione. Siamo tutti un po’ precari. Una volta questi nostri ruoli erano tramandabili, potevamo trasferire nostre conoscenze ai figli”. L’idea di Fonopoli “non l’ho accantonata, ho sfiorato l’inciucio con grande soddisfazione, altrimenti avremmo avuto Fonopoli ma ci sarebbe stata una vittima imperdonabile che si chiama Renato. Siamo tutti pronti a riprendere in mano filo di Fonopoli, a tessere una trama definitiva e futuribile”.

 A proposito del rapporto con il Comune di Roma, Renato Zero è chiaro: “Dopo l’esperienza di questi appuntamenti durati 16 anni, la mia pazienza ha avuto un limite e mi ero distaccato da questo fornire alibi al Comune di Roma per 4 legislature, per favorire magari altri sul quadrante della Magliana, dove invece sarebbe dovuta crescere Fonopoli”. La sindaca Virginia Raggi “quando si è insediata, il cassetto era privo di euro, e’ stata sprovveduta ad accettare un ruolo senza avere strumenti idonei”, ha detto ancora il cantautore. “Pero’ con me e’ stata attenta, oculata. Abbiamo parlato al telefono non piu’ di 10 giorni fa. Ha detto di aver sempre stimato l’idea e il valore di Fonopoli. Ho prospettato l’ipotesi di poter mettere a disposizione del progetto spazi in disarmo. Ci sono le caserme, degli spazi non usati e sono li’ a vegetare. Questa potrebbe essere una giusta prospettiva. Considerando poi che nel privato, superata questa pandemia, forse imprenditori sani che hanno voglia anche di contribuire al benessere della societa’ italiana, potrebbero contribuire per fare in modo che la struttura possa avere lunga vita e raccogliere i giusti frutti”.

Ad oggi, però, nessun altro imprenditore è coinvolto: “Io, sono il primo. Feci un tour con Carla Fracci e i Momix e l’intero guadagno l’ho messo sull’associazione. Noi avevamo il vantaggio di non aver chiesto nulla a nessuno. Ci siamo pagati progetti e plastici, fatto viaggi e siamo andati a Bruxellles per conferire con il Parlamento Europeo, dove ho anche cantato. Ho fatto tutto quello che potevo con 3 sindaci e 4 legislature. Nell’Italia che si ricompatta c’e’ la volonta di raccogliere energie e focalizzarle su progetti utili. Questo e’ il paese che vorrei che rinascesse”. 

RENATO ZERO: “A NATALE NO CENONE SFARZOSO, IN TAVOLA LA NOSTRA SEMPLICITÀ”

“Mi mancherebbe la mia funzione religiosa” ma “non c’e’ bisogno del cenone sfarzoso”. Il cantante dice la sua a proposito delle festivita’ natalizie che si preannunciano piu’ sobrie del solito a causa dell’emergenza sanitaria. “La formula natalizia nella gestione cristiana dell’evento prevede il minimalismo, questa riduzione di certe velleita’, di certe impalcature- ha detto il cantautore romano- Io sono abituato a vivere il Natale con ritualita’ essenziale”. Renato Zero crede che con “poca spesa si possa rivivere quella magia che credo almeno questa ricorrenza non tema l’intervento del tempo. È la sospensione dell’umanita verso un rifugio dell’anima dove il silenzio si festeggia. La mia funzione religiosa del 24 dicembre a mezzanotte, se non ci dovesse essere, e lo dico da persona che ha sposato questa tradizione, mi mancherebbe assai”.

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