Trasgressivi e anticonformisti: i 70 anni di Renato Zero

Il 'Re dei sorcini' non si ferma: in uscita tre nuovi album, con 40 canzoni inedite
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ROMA – Metti insieme un gruppo di fan, a bordo di motorini, alla caccia del proprio idolo. E l’artista, che guardandosi intorno dice: “Sembrano tanti sorcini“. Siamo in Versilia, siamo negli Anni 80 e l’artista è Renato Fiacchini, che diventerà Renato Zero, nato il 30 settembre del 1950 e cresciuto tra via Ripetta e piazza del Popolo, nel cuore della sua Roma. Inconsciamente, con quella frase spontanea, Zero aveva aperto la strada alla leggenda del ‘Re del sorcini‘. Così lontano dai contenuti e dai colori del negativo, il giovane Renato Fiacchini è stato capace anche di prendere un insulto per trasformarlo nel suo ‘cognome’, di usare una battuta per la ‘nascita’ di una vera e propria moda e/o corrente (quasi) di pensiero che spopola ormai da decenni, quella dei ‘sorcini’. “Sei uno zero“, si sentiva ripetere, quando truccato e vestito di piume e paillettes, insieme alla sua storica amica Loredana Bertè, muoveva i primi passi nei locali romani.

GLI ESORDI

“Sei uno zero” gli dicevano, ma non lo pensava certamente Renzo Arbore, che lo recluterà fra il pubblico dei programmi Bandiera gialla e Per voi giovani e da Don Lurio che lo scritturerà tra i collettoni, corpo di ballo di Rita Pavone. E poi le prime apparizioni in tv, le prime pubblicità e pure i primi film: era diventato ‘Zero’, ma con la lettera maiuscola. ‘No! Mamma, no!‘ è il suo esordio discografico, datato 1973: scelta particolare come primo album, un live, anche se non nel vero senso della parola perché pare che gli applausi siano stati aggiunti dopo. Non benissimo l’esordio, meglio con il secondo album, ‘Invenzioni’ del 1974: non sarà un boom di vendite, ma gli aprirà le porte del successo, anche grazie ai temi forti trattati nei testi, come la pedofilia, con ‘Qualcuno mi renda l’anima’. 

IL SUCCESSO

La strada è ormai intrapresa, la consacrazione arriva nei 3 anni successivi. Nel 1976 la maturità artistica si tramuta in ‘Trapezio’, nuovo album seguito da un tour promozionale. Contiene 11 pezzi, 3 sono ripresi da precedenti album: qui spiccano Motel, Una sedia a ruote e Salvami, quest’ultima riproposta come chiusura di alcuni live. Un anno dopo, invece, tocca al 45 giri Mi vendo/Morire qui, con gli consente di rimanere in classifica per 57 settimane: farà da traino al nuovo disco (e spettacolo) intitolato ‘Zerofobia’, quello de ‘Il Cielo’ e ‘Vivo’ che riuscirà a raggiungere il quinto posto. Altro 45 giri, altro successo: Triangolo/Sesso o esse fa da traino a Zerolandia del 1978. Renato Zero non si ferma più. Nel 1979 pubblica EroZero: una sorta di primo bilancio della sua carriera, per questo chiude un ciclo con l’uscita del film ‘Ciao nì’. Pubblica anche il 45 giri Il carrozzone/baratto, che come l’album raggiungerà la prima posizione della classifica. Gli anni successivi consolideranno carriera e successi: ha scritto oltre 500 canzoni, ha pubblicato 43 album in tutto, di cui 30 in studio, 8 live e 5 raccolte ufficiali. Recentemente ha annunciato l’arrivo di altri 3 album, per un totale di 40 canzoni inedite: il primo in uscita proprio nel giorno del suo settantesimo compleanno, gli altri a distanza di 30 giorni l’uno dall’altro. La leggenda continua.

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30 Settembre 2020
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