Spiagge libere, più di uno su due favorevole alla prenotazione

L'idea della prenotazione piace ai più giovani e agli over 65. Riscuote meno successo al Sud e nelle isole
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BOLOGNA – Con le prime giornate di sole molte spiagge italiane hanno cominciato a popolarsi e le immagini circolate nelle ultime ore mostrano come, soprattutto su quelle libere, non c’è certezza su come rispettare in modo corretto le distanze di sicurezza, ma nemmeno su quali esattamente queste misure debbano essere. Ecco perchè un italiano su due guarda con favore all’introduzione di sistemi di prenotazione per accedere alle spiagge libere. O almeno questo è quello che emerge da un’indagine condotta per Facile.it da mUp research e Norstat, che tra il 16 e il 17 maggio 2020 ha intervistato 505 persone a campione, sull’intero territorio nazionale, tra i 18 e i 74 anni. 









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In riva al mare… solo con la prenotazione

L’introduzione di un sistema di prenotazione obbligatoria per accedere alla spiaggia conquista consensi fra i più giovani ma anche tra gli over 65: i primi probabilmente sono meno intimoriti dall’eventuale gestione digitale della prenotazione (favorevole il 55,1% nella fascia 18-24 e il 57% in quella 25-34), i secondi sono sono forse più preoccupati dalla propria salute e dai possibili rischi di contagio (in questo sottocampione la percentuale di chi è favorevole alla prenotazione obbligatoria anche per la spiaggia pubblica sfiora il 58%).

A livello territoriale, invece, vedono con maggiore positività un sistema di prenotazione i residenti delle regioni del Nord Ovest e del Nord Est (con percentuali prossime al 54%).

Chi è che non ne vorrebbe sapere? A dichiararsi poco favorevoli o del tutto contrari all’idea di dover prenotare un posto anche sulla spiaggia libera è il  31% a livello nazionale. Nella fascia 55-64 anni la percentuale sale al 41%. A livello territoriale, i meno favorevoli risultano essere i rispondenti residenti nelle regioni del Centro, del Sud Italia e nelle Isole; forse perché abituati a godere in libertà delle spiagge pubbliche, tra loro più di uno su 3 boccia in partenza il sistema di prenotazione.

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Distanziamento sociale in spiaggia

Il distanziamento sociale in spiaggia è, e lo sarà sempre più con l’avvicinarsi dell’estate, un elemento particolarmente critico; ma se all’interno degli stabilimenti balneari privati saranno i gestori a garantire il rispetto delle regole, nelle spiagge libere, in assenza di norme precise come ad esempio l’accesso tramite prenotazione, molto dipenderà dal buon senso dei cittadini.

Ecco perché spaventa vedere che, come già evidenziato dall’indagine commissionata da Facile.it, quasi un italiano su 3 (il 32,4%) ha ammesso di non sapere con certezza quali siano le regole da rispettare in spiaggia; percentuale che sale al 44,1% tra i residenti al Nord Est. Se ad una situazione oggettivamente complessa si aggiungono regole che, magari, possono variare da regione a regione, la confusione aumenta.

Il risultato? Il 30,1% degli intervistati ha dichiarato di non sapere se riuscirà a rispettare il distanziamento sociale in spiaggia o, peggio, è già sicuro che non riuscirà a farlo.

A seguire alcuni dei dati emersi dall’indagine:

Lei è d’accordo con l’introduzione di un sistema di prenotazione obbligatorio per accedere alla spiaggia libera?

Sì, sono d’accordo

51,3%

Non so

17,6%

No, non sono d’accordo

31,0%

Conosce quali sono le distanze precise fra persone da mantenere in spiaggia?

67,5%

No

32,4%

Pensa di riuscire a rispettare le distanze precise in spiaggia?

Sempre/spesso

53,7%

A volte

16,2%

Raramente/mai/non so

30,1%

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