Report del Consiglio grande e generale del 27 aprile – mattina

I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 21 legato all'emergenza Coronavirus e ai decreti-legge promossi dal Governo.
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 21 legato all’emergenza Coronavirus e ai decreti-legge promossi dal Governo. “Questo momento è estremamente delicato e non possiamo permetterci di sbagliare con scelte non ponderate” avverte Alessandro Scarano (Pdcs), il quale punta anche il dito sulla “eccessiva burocrazia” di alcuni provvedimenti. “La gara per accaparrarsi il dottor Rinaldi mi sembra veramente non degna di questa Aula” è la critica di Luca Boschi (Libera), che puntualizza: “Abbiamo fatto bene noi a nominarlo e avete fatto bene voi a riconfermarlo”. Per quanto riguarda gli aiuti economici, il Segretario di Stato Marco Gatti ricorda che non è possibile “pensare che distribuendo risorse a pioggia a tutti, il Paese riparta. Le risorse pubbliche devono andare a incentivare le attività che andranno a ristrutturarsi per cogliere a pieno le opportunità”. Alessandro Cardelli (Pdcs) bacchetta il precedente esecutivo per quanto riguarda la gestione dell’ospedale. “Andiamo a vedere come nell’ultimo triennio sono stati spesi i soldi in consuleneze e appalti. Andiamo a vedere come sono stati gestiti i rapporti con i medici con azioni anche gravi”. Quindi una riflessione: Vi sembra normale che in un Paese un medico sia pagato meno o pari rispetto all’Italia e invece un insegnante venga pagato il doppio che in Italia? “Il nostro bollettino di statistica dice che a marzo c’è stato un incremento della mortalità del 200 per cento – evidenzia Giuseppe Maria Morganti (Libera) -. Pari all’incremento che si è verificato nei territori di Brescia e Bergamo”. Michela Pelliccioni (Domani – Motus Liberi) chiede maggiore attenzione nella “lettura dei dati sul numero dei contagi”, mentre per il Segretario di Stato Luca Beccari l’attuale situazione deve diventare l’occasione per “imparare a organizzare la nostra macchina organizzativa e sanitaria anche nell’ipotesi di forti emergenze”.

Perplessità sulla gestione delle quarantene da parte di Andrea Zafferani (Rf): “anziché usare strutture accentrate, abbiamo lasciato le persone nelle case”. Inoltre è stato un errore, secondo Zafferani, “bloccare senza motivo la vendita online”. Giancarlo Venturini (Pdcs) dà lettura di un ordine del giorno proposto dalla maggioranza con cui “si dà mandato al Congresso di Stato di sostenere la ripartenza del Paese, coniugando tutte le più opportune cautele di carattere sanitario alle necessità economiche e sociali della popolazione”. Terminato il dibattito, si passa alle repliche, a cominciare da quella del Segretario di Stato Roberto Ciavatta. Per quanto riguarda i decreti, “noi siamo sempre stati un passo avanti, le riaperture le abbiamo fatte la scorsa settimana” rivendica Ciavatta. “I test sierologici nelle Regioni come la Lombardia partiranno dal 4 di maggio, noi li stiamo facendo da tre settimane con ottimi risultati”. “C’è stata – aggiunge il Segretario – un’esplosione di 21 milioni di disavanzo dell’Iss: doveroso che un manager ne verifichi la sostenibilità”. Si accende quindi la polemica in merito ai test sierologici ai componenti del Consiglio Grande e Generale. “Non accetto che chi ha chiesto i test – afferma Ciavatta – venga qui a fare del populismo dicendo che passiamo avanti agli altri: il sottoscritto aveva chiesto e ottenuto per tutta la sua Segreteria di non fare quel test”.“Non abbiamo mai chiesto che fossero fatti i test sierologici, Ciavatta dice delle falsità” è la replica immediata di Sara Conti (Rf).



Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 21 – b) Ratifica Decreti-Legge relativi a Covid-19

Alessandro Scarano (Pdcs): Vorrei mostrare la mia sincera vicinanza a tutti coloro che hanno sofferto e stanno soffrendo. Delle criticità ci sono state e penso a quelle famiglie che devono convivere con una persona positiva in casa. Quest’ultimo periodo ha inciso sulle nostre vite. I sammarinesi hanno dimostrato un forte senso di responsabilità attenendosi alle misure restrittive. Questo momento pertanto è estremamente delicato e non possiamo permetterci di sbagliare con scelte non ponderate nei vari settori. La ripresa va pianificata al meglio. Bisogna evitare che prevalgano le prerogative delle singole categorie. Oggi è il tempo delle scelte non possiamo più tergiversare perché non ce lo possiamo permettere. Nel momento in cui si decide di intraprendere una strada bisogna essere consapevoli di quelli che saranno gli effetti. Salvaguardare e tutelare gli operatori presenti a San Marino. Dobbiamo essere in grado di comunicare al meglio qual è stato il percorso intrapreso negli ultimi anni: questa la strada per attrarre investitori anche attraverso l’ausilio del nostro corpo diplomatico. Non possiamo pensare di individuare risorse solo al nostro interno. Non sono pensabili politiche repressive e non espansive. Si sarebbe dovuto evitare di caricare gli operatori economici di eccessiva burocrazia, perché secondo m’è c’è eccessiva burocrazia. Ora vanno messi in campo tutti gli interventi che vanno nell’ottica del rilancio.

Gloria Arcangeloni (Rete): Cosa ci resta da questa esperienza? Ci resta la consapevolezza di quanto sia effimero il nostro sistema economico, quello della globalizzazione. La pandemia ci ha costretto alla chiusura dei confini tra Stati. Questo ci fa capire come il modello fin qui propugnato non sia andato bene. In campo sanitario dobbiamo tornare a puntare sulla prevenzione. Ci resta da questa esperienza l’accordo sottoscritto con il Ministero italiano, che getta le basi per un nuovo rapporto di amicizia e una immediata ripartenza. Accordo resto possibile grazie alla Segreteria alla Sanità. Ci resta una struttura ospedaliera implementata e migliorata con la creazione di un’area di isolamento prima inesistente. Quindi non solo macerie, ma una buona base da cui ripartire. I miei complimenti vanno al Segretario Ciavatta che è stato il vero collante in questa situazione così difficile.

Luca Boschi (Libera): Iniziare questa gara ad accaparrarsi il dottor Rinaldi mi sembra veramente non degna di questa Aula. Abbiamo fatto bene noi a nominarlo e avete fatto bene voi a riconfermarlo. Il dott Rinaldi è del Paese non di una parte politica. All’andrà tutto bene mi piace sostituire un più ottimistico ce la faremo. Siamo ottimisti, ma preoccupati, che vuol dire attenti: non dobbiamo mai abbassare la guardia. La politica deve aiutare i vari organismi a raggiungere i vari obiettivi. Attraverso supporto economico, formazione e controlli. L’altro giorno in Aula ho detto che serve una ingente iniezione di liquidità. Interi settori economici del nostro Paese sono e saranno in una difficoltà senza precedenti. Servono azioni senza precedenti.

Segretario di Stato Marco Gatti: Nel decreto legge che stiamo esaminando vi sono prevalentemente trattati aspetti di natura sanitaria. Io credo che il Governo e il Parlamento saranno impegnati nell’elaborare interventi che dovranno andare in progressione anche in funzione a come l’emergenza sanitaria varierà. Quello che dobbiamo fare e non possiamo non cogliere è progettare il nostro futuro cioè il dopo Covid. Tutti chiedono sostegno, questo lo capisco, però le risorse dello Stato per essere messe a frutto hanno bisogno di essere indirizzate verso un progetto. Non possiamo pensare che distribuendo risorse a pioggia a tutti il Paese riparta. Le risorse pubbliche devono andare a incentivare le attività che andranno a ristrutturarsi per cogliere a pieno le opportunità. Guardiamo anche gli emendamenti presentati dalle forze di opposizione, se presentano situazioni sostenibili. Oggi per lavorare bisogna avere una modalità che garantisce il distanziamento tra le persone. Dunque la riapertura deve essere funzionale a quello. Chi non è in grado, deve attendere un attimo. Questo il concetto che va portato avanti.

Alessandro Cardelli (Pdcs): Questo virus era del tutto imprevedibile e penso sia capitato a tutti all’inizio di sottovalutarlo. Non ho apprezzato da parte di alcuni consiglieri di opposizione il rimarcare alcuni dati che ho già detto essere fuorvianti. Non riesco a capire come i servizi dell’ISS stiano peggiorando e i costi siano aumentanti in maniera significativa. Andiamo a vedere come nell’ultimo triennio sono stati spesi i soldi in consuleneze e appalti. Andiamo a vedere come sono stati gestiti i rapporti con i medici con azioni anche gravi. Bisogna dare atto che nei recenti decreti sono state date delle risposte. In materia di responsabilità medica si è data una linea precisa per esentare da responsaibilità i medici con il criterio della buona condotta internazionale: provvedimento ad hoc per tutelare la classe medica. Questo Governo ha mantenuto e confermato il direttore Rinaldi nonostante fosse stato nominato dalla precedente compagine: qui non si guarda la persona, ma le capacità. Con le poche risorse a disposizione interventi sono stati fatti. Alcuni errori ci sono. Troppa burocrazia per alcuni operatori, lo dico da consigliere di maggioranza. Una piccolezza rispetto al grande lavoro che è stato fatto. Penso a quelle attività economiche che già erano in difficoltà: potremmo pensare un domani anche a piccole iniezioni di liquidità. Serve grande coraggio nelle scelte che dobbiamo fare. I diritti acquisiti non esistono in una fase come questa. Cercare di intervenire dove ci sono sprechi e cercare di redistribuire le risorse. Ritengo che laddove ci siano delle disponibilità sia giusto dare un contributo per quanto riguarda la sanità pubblica. Giusto pensare di chiedere un contributo per una prestazione medica a chi se lo può permettere incentivando però anche la libera professione. Vi sembra normale che in un Paese un medico sia pagato meno o pari rispetto all’Italia e invece un insegnante venga pagato il doppio che in Italia? Come possiamo pensare di attrarre medici se non siamo concorrenziali? Vogliamo continuare a pensare che le farmacie siano esclusivamente pubbliche? Se funzionano meglio, io credo che possano essere anche private. Si è parlato di dare la cittadinanza a chi investe forti disponibilità liquide: io sono d’accordissimo. Non è mai partito un cantiere in questo Paese, perchè non ci apriamo ai privati?

Giuseppe Maria Morganti (Libera): C’è stata una reazione da parte della nostra sanità che ha agito in maniera molto efficiente affinché la gravissima pressione andasse via via scemando. Dobbiamo ringraziare il Segretario Ciavatta e anche il Segretario precedente e anche il direttore sanitario Gualtieri che hanno difeso strenuamente il sistema pubblico sammarinese cercando di mantenere alto il livello della risposta. Vorrei far notare al consigliere Cardelli che i dati sul tasso di mortalità e di contagio riferiti a San Marino sono dimostrati dai fatti. Il nostro bollettino di statistica dice che a marzo c’è stato un incremento della mortalità del 200 per cento. Pari all’incremento che si è verificato nei territori di Brescia e Bergamo. Questo non dimostra nulla, ma che da noi il fenomeno si è verificato in maniera forte e la situazione va gestita in maniera attenta. La circolare sulla riapertura delle aziende senza mascherine non va bene. Oggi c’è la necessità oggettiva di ripartire ma di farlo in sicurezza. Ma non si può pensare di deresponsabilizzare gli imprenditori. Abbiamo elaborato un emendamento mirato alla fase 2, però una fase 2 in sicurezza. Il Governo ha fatto bene, ma di certo anche l’opposizione ha agito bene.

Maria Adele Selva (Pdcs): Quando si combatte un nemico per la prima volta, un nemico che per sua natura è soggetto a mutazioni, le azioni possono anche essere non ottimali. Ma la nostra Repubblica non ha lasciato indietro nessuno. Ringrazio il corpo docente per lo spirito di servizio a sostegno di alunni e famiglie. Se si delegittima l’istituzione scuola, si minano le basi di una società civile e democratica. Pur comprendendo le difficoltà espresse da alcune famiglie, ribadisco che in un contesto pandemico tutte le scelte devono primariamente tenere conto della salute: non si può rischiare.

Segretario di Stato Luca Beccari: Nonostante le tante problematiche e nonostante tutto poteva essere gestito meglio, siamo riusciti ad arrivare a una fase diversa di gestione della crisi. Non è passato il pericolo e non sono spariti i problemi, ma abbiamo imparato a gestire questa situazione e le prospettive di riuscire a uscirne migliorano. Non avrebbe avuto senso applicare misure diverse rispetto ai Paesi a noi confinanti perché avrebbero avuto l’effetto di vanificare i sacrifici compiuti in termini di prevenzione. Inutile chiudere negozi e aziende se non avessimo adottato il monitoraggio della mobilità oltre il confine. Questa sinergia è stata sicuramente un elemento vincente della nostra strategia. Lo abbiamo fatto non solo a livello locale, mantenendo un coordinamento con il Governo italiano, che ringrazio per l’attenzione che ci ha rivolto sempre. Stesso atteggiamento e disponibilità arrivati anche dall’Unione Euopea. Necessario andare verso una fase 2 di graduale ripresa ma dobbiamo stare attenti, perché se agiamo in maniera scomposta rischiamo di buttare al vento i sacrifici. Rimarrà indubbiamente il tema degli interventi strutturali. In ogni caso la progettualità nel far ripartire la nostra economia per accompagnare il Paese verso quella che sarà una fase più lunga. Attività da cui non ci possiamo esimere. I problemi non si risolvono solo attraverso finanziamenti e supporti esterni, ma attraverso politiche e progettualità. Su questo tema credo che poi ci sarà per il nostro Paese da fare alcune riflessioni. Da questa emergenza sanitaria abbiamo imparato che San Marino non è immune da eventi che possono sembrare lontani. Dobbiamo imparare a organizzare la nostra macchina organizzativa e sanitaria anche nell’ipotesi di forti emergenze. Sono state fatte diverse critiche sulla Decretazione di urgenza. L’espressione massima del presuspposto di necessità e urgenza ha avuto la sua massima espressione in questi giorni.

Michela Pelliccioni (Domani Motus Liberi): Un ringraziamento speciale per i nostri bambini e ragazzi che in questa situazione stanno dando prova di grande resilienza. Nella fase di ripartenza andrà prestata grande attenzione alle loro esigenze. L’obiettivo della politica deve essere quello di garantire ad ogni bambino e ragazzo un ambiente ricco di opportunità. La pandemia ha messo la politica di fronte a una grande sfida: conciliare la limitazione e la tutela dei diritti inviolabili delle persone. Questa sfida diventa l’opportunità per pensare a un modello Paese digitalizzato. Critico chi in questo contesto si è inserito con personalismi e polemiche non costruttive. Una su tutte quella sulla circolare Righi. Coloro che hanno chiesto chiarimenti su come abbia fatto Andorra a ottenere finanziamenti molto prima di noi: il capo di Stato di Andorra è Macron, a capo dell’Unione Europea. La stampa ha utilizzato parametri scellerati per analizzare l’emergenza Covid. Il comportamento dell’epidemia in termini di dati va trattato come quello di una città e non di un Paese. Va cercato un correttivo immediato con un’azione da parte di tutti i piccoli Stati evitando il danno nel danno. Mostrare al mondo l’azione virtuosa che si sta portando avanti. Il rischio è di ottenere un giudizio non adeguato a livello internazionale.

Andrea Zafferani (Rf): Ci sono state alcune criticità nella gestione. Poca chiarezza nelle modalità operative di diagnosi. Differenza tra quello che ha detto Rinaldi e quello che ha detto Arlotti sugli screening. Intempestivi accertamenti sui sanitari: sottolineo l’esplosione del focolaio in Medicina. C’è un comitato esecutivo senza professionalità mediche operative. Gestione delle quarantene: rispetto alle quali anziché usare strutture accentrate, abbiamo lasciato le persone nelle case. Le paternali in conferenza stampa hanno lasciato l’amaro in bocca. A livello di gestione economica ci sono stati gravissimi errori. La possibilità di vendere online è stata bloccata senza motivo. Figuriamoci se non poteva essere trovata una forma per fare consegne a domicilio e garantire un minimo di sostenibilità alle aziende. Ora si è messa una toppa con mille inutili burocrazie. La responsabilità dell’errore iniziale però resta tutto. Chi sta pianificando la fase 2 in questo Paese? Chi sta elaborando i protocolli per la ripartenza? Chi si sta occupando di dare protocolli operativi sui presidi da mettere in campo? Come saranno aiutate le attività a sostenere i costi degli adeguamenti? Bisogna agire in fretta rifuggendo da politiche di tagli che abbassano la domanda in un momento in cui non è utile farlo. Quello che avete inserito nel Decreto 63 non è assolutamente sufficiente. Trovare finaziamenti è responsabilità del Governo, questo l’elemento vitale da considerare.

Denise Bronzetti (Npr): Non ci pare che il Governo precedente abbia trovato risorse anche dall’estero per far fronte alla grave crisi economica che attanaglia il Paese da diversi anni. Proviamo a vedere come nonostante una situazione molto difficile è possibile trovare delle opportunità per questo Paese. Mi riferisco anche a interventi del tutto interni che possono in qualche modo non solo far recuperare della liquidità ma cambiare l’impostazione del Paese stesso. L’impostazione che si sta portando avanti non è certo quella di far finta che abbiamo delle risorse limitate e quindi possiamo permetterci di dare fondi a iosa magari anche a fondo perduto. Questo Paese non ha più bisogno di interventi a pioggia come per tanti anni si è fatto partendo da un concetto che noi riteniamo fondamentale. Allora andiamo a vedere chi ha davvero necessità di essere aiutato. Cittadini da una parte e imprese dall’altra. Noi abbiamo intenzione di mettere in campo ulteriori aiuti ma lo vogliamo fare nei confronti di chi ha atteggiamenti virtuosi. Il nostro è un mercato del lavoro sui generis e bisognerà tenere in considerazione le tante persone che entrano in territorio. Dati alla mano, cerchiamo però di dare una lettura corretta perché su quello la fase 2 deve correttamente funzionare. Domani avrà bisogno di essere spostato sul territorio. Alcuni interventi fatti da questo Governo hanno anche preceduto quelli del Governo italiano. Non ci siamo semplicemente adeguati e questo ci va riconosciuto.

Eva Guidi (Libera): Oggi si sta iniziando a parlare della fase 2, anche se non potremo tornare alla completa normalità fino a quando non avremo un vaccino sicuro. Ci sarà una lunga fase di transizione in cui servirà un rigoroso piano che valuti attentamente tutte le situazioni. Anche a fronte di un grande numero di tamponi, il numero dei contagiati a San Marino tende a non scendere. Dunque la fase di riapertura dovrà tenere conto di queste differenze nei numeri. Quello che serve oggi e serve immediatamente è un piano di riapertura che sia preceduto da una massiccia campagna di informazione. Gli interventi dello Stato dovranno fare la differenza dando risposte a lavoratori che hanno percepito stipendi minimi o non hanno percepito lo stipendio. A loro occorre assolutamente dare risposte.

Emanuele Santi (Rete): L’emergenza non ci ha colto impreparati e per questo voglio ringraziare personale dell’ospedale, forze di polizia, protezione civile, volontari e tutti coloro che hanno gestito questa terribile emergenza. Non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Dobbiamo abituarci a convinvere con il virus usando tutti i presidi e tutte le cautele. I tamponi non sono la cura, ma la diagnosi, la fotografia del pregresso, che non ci rende immuni. Passata l’epidemia, credo sarà necessario fare una ricognizione dei costi dell’ospedale. Bisogna far ripartire il Paese in maniera graduale sostenendo l’occupazione senza dimenticarci degli aiuti alle famiglie. A proposito dei decreti di notte, credo sia inutile entrare in polemica: erano decreti necessari e che siano ben diversi rispetto a quelli del luglio 2017.

Giancarlo Venturini (Pdcs): Non nascondo che da parte della dirigenza della struttura ospedaliera, nominata dal precedente Governo, ci sono stati alcuni ritardi negli interventi nelle disposizioni operative. Procedure direttive estremamemnte necessarie per gli operatori che erano in prima linea. E’ il momento di ripartire un po’ alla volta con prudenza e attenzione. Gli atti posti in essere e i decreti messi in campo dal Governo oggi interpretando il desiderio di ripartire sono orientati ad offrire spazi di riapertura per i nostri ritmi di vita e la nostra economia. Bisogna mettere sul piatto della bilancia la responsabilità e le limitazioni della libertà. Certo, dopo quasi due mesi di restrizioni si avverte l’esigenze di allentare alcune restrizioni. Di fronte a tutto questo dobbiamo pensare oltre alla salute anche a rilanciare l’economia e sostenere le famiglie. Il problema della liquidità è prioritario. Qualche consigliere di opposizione ha sminuito il finanziamento che abbiamo ricevuto dal FMI. Auspichiamo che quanto prima vengano proposti altri interventi normativi per sostenere coloro che si trovano in condizione di precarietà economica e lavorativa. Nessuno deve essere lasciato indietro. Come Dc, anche in questi mesi, pur lavorando nella discrezione, abbiamo fatto il possibile per sostenere l’attività del Governo. Do quindi lettura di un ordine del giorno sottoscritto dalle forze di maggioranza.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta – replica: All’interno dei decessi correlati al Covid abbiamo conteggiato tutti coloro che sono deceduti con il Covid, cosa che non avviene ovunque. Se dovessimo fare la tara, forse avremmo molti meno decessi. E’ un argomento di cui sta discutendo tutto il mondo. Abbiamo fatto un primo test su una attività: 102 test effettuati, 1 positivo. Meno dell’1%. E’ brutto sentire un Parlamento che considera sempre i lati negativi come se ci fosse una forma di autorazzismo. Noi siamo sempre stati un passo avanti per quanto riguarda i decreti. Noi le riaperture le abbiamo fatte le scorse settimana. Tutti i nostri provvedimenti hanno avuto qualche elemento in più. Poi è ovvio che dobbiamo rapportarci a chi sta attorno a noi. In questi anni c’è stata un’esplosione di 21 milioni di disavanzo dell’Iss. Parliamo di 3mila euro a persone a testa. E’ un dovere avere un manager che verifichi la sostenibilità dell’Iss perché i medici possano avere ancora una sede in cui lavorare. Senza di questo, rischiamo di non avere più quell’ospedale. Per questo serve un manager e non un medico. Sulla stampa sono stato additato come un poco di buono: questo fa parte della politica e lo capisco. Ritengo doverose e non solo ben accette le critiche. Le polemiche un po’ di meno. Trovo scandaloso che un consigliere di Rf chiede come mai abbiamo sottoposto a test sierologici i consiglieri e altri no. Il sottoscritto aveva chiesto e ottenuto per tutta la sua Segreteria di non fare quel test. Considero che sia un segnale sbagliato, qui abbiamo il distanziamento e sarebbe bastato quello. Non accetto però che chi ha chiesto i test sierologici venga qui a fare del populismo dicendo che passiamo avanti agli altri. I test sierologici nelle Regioni come la Lombardia partiranno dal 4 di maggio, noi li stiamo facendo da tre settimane con ottimi risultati. Noi a test sierologici aggiungiamo anche i tamponi. Il contagio nel momento in cui facciamo il test del tampone è già avvenuto. Quelle che facciamo non sono cure ma fotografie di quello che sta avvenendo. Sui dispositivi di protezione individuale, c’è di tutto in giro abbiamo visto carichi di dispositivi che non sono utilizzabili. Se noi avessimo acquistato senza controlli, oggi avremmo delle interpellanze sul fatto che non abbiamo seguito l’iter sui dispositivi. E’ stato attivato uno sportello per il supporto psicologico. E’ stato attivato un supporto telefonico anch’esso psicologico a favore di tutti i cittadini e le istituzioni sammarinesi. Ci sarebbe costato molto meno mettere in hotel le persone che non potevano fare la quarantena a casa rispetto ad altre soluzioni.

Segretario di Stato Stefano Canti – replica: Sono stato accusato dai consiglieri di Rf di essere stato bugiardo nel comunicare che c’è stato il coinvolgimento dell’opposizione. Coinvolgimento che c’è stato. Io ricordo almeno tre incontri. La Commissione quarta è stata debitamente convocata: darà la possibilità di rispondere ulteriormente a quelli che sono i dubbi. Il Governo ha inteso di far partecipare il gruppo per le emergenze sanitarie affinché si possano dare ulteriori chiarimenti su quella che è l’emergenza sanitaria. Oggi dobbiamo concentrare i nostri sforzi sulla fase 2 che va vista con una parola chiave: cautela. Detto questo, credo che le valutazioni su quelle che saranno le riaperture dovranno essere oggetto di ulteriori approfondimenti. E’ importante metttere in campo anche una cabina di regia che potrà definire la ripartenza del Paese. Un dibattito che ritengo sia stato fatto in maniera costruttiva. Oggi i numeri ci consentono di fare dei ragionamenti sulla riapertura. Numeri che ci dicono che oggi non c’è più un picco aggressivo come quello visto nei giorni scorsi. Un segnale che non deve farci abbassare la guardia. Cerchiamo insieme a tutta l’Aula consigliare di apportare i giusti correttivi.

Pasquale Valentini (Pdcs) – replica: Ho ricevuto una richiesta dal presidente della Commissione parlamentare del Regno Unito per i diritti umani su come ci siamo rapportati a queste problematiche. In questo senso la Repubblica di San Marino può vantarsi di avere già dei pareri importanti a riguardo. Poi una richiesta dalla Camera dei deputati di Lussemburgo di stabilire un rapporto in materia dell’emergenza Covid 19. Ritengo che anche su questo sia importantissimo dare comunicazione di come il nostro Parlamento sta seguendo questa vicenda. All’interno della pubblica amministrazione servirebbe un gruppo di lavoro che studi come fare le riaperture.

Sara Conti (Rf) – replica: Ciavatta ha detto delle falsità. Non abbiamo mai chiesto che fossero fatti i test sierologici. Segretario, non dica a quest’Aula e ai cittadini delle cose false.

Rossano Fabbri (Libera) – replica: Tutti i decreti legge devono essere portati in ratifica a prescindere da quello che pensate. E’ vero che questo è un caso scolastico di sussistenza dei casi per l’urgenza, ma i decreti legge vengono in ratifica, tutti. Ci sono alcune questioni di natura costituzionale che vanno affrontate perché mancano dei decreti e ci sono delle questioni incoerenti che non hanno alcuna coerenza. Sui test sierologici: si parlava di 500mila tamponi e reagenti ordinati dalla Regione Veneto il 20 di gennaio e questo è stato acclarato in una intervista pubblica da parte del dottor. Crisanti. Emblematico di come determinate Regioni abbiano fin da subito mentre noi abbiamo reagito dopo.

Carlotta Andruccioli (Domani Motus Liberi) – replica: La chiusura dell’e-commerce è stata disposta in maniera temporanea per evitare una incontrollata mobilità sul territorio in mancanza di una regolamentazione. Non è una toppa ma si tratta di ripartire in sicurezza e con regole più precise.

Alessandro Bevitori (Libera) – replica: L’ordine del giorno che avete presentato è in contraddizione rispetto a quello che hanno detto diversi colleghi di maggioranza. Un Odg che non fa il minimo riferimento alla condivisione della politica e che avete presentato in autonomia. L’apertura di credito purtroppo è già svanita. Allineate le vostre posizioni così ci comporteremo con responsabilità. Sicuramente ci sarà modo di verificare come intenderete proseguire.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liiberi) – replica: Nel dibattito di venerdì un consigliere di Rf, parlando della bontà di quello che viene fatto nell’Iss, ha fatto riferimento al fatto che ci sono gli avvocati che si accaniscono contro i medici. Spetta alla magistratura stabilire se un risarcimento è dovuto o no.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

27 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»