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Rifiuti, “Hera è avanti di dieci anni”: il 90% della differenziata viene riusata

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Il rapporto presentato a Ecomondo. Venier: "Siamo 10 anni in anticipo sul Green deal, restituiamo 32 euro a famiglia, il 13% della bolletta"
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RIMINI – Sul territorio gestito da Hera il 90% della raccolta differenziata si traduce in recupero e riciclo, grazie a oltre 200 impianti di riciclo materiali. La multiutility presenta oggi a Ecomondo, il salone della Green economy organizzato a Rimini da Italian Exhibition Group (la società nata dalla fusione delle Fiere di Rimini e di Vicenza), i dati del 12esimo report “Sulle tracce dei rifiuti”. E l’amministratore delegato Stefano Venier sottolinea che il territorio servito è “in largo anticipo sugli obiettivi europei. Siamo 10 anni avanti e non ci accontentiamo, esplorando nuove strade“. Anche quella degli Ecogames per migliorare ulteriormente, e divertendosi, la differenziata.

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La pandemia, aggiunge, “non ha avuto un effetto particolarmente significativo, la gente ha mantenuto le sue abitudini e stando più a casa ha dedicato maggiore attenzione alla selezione del rifiuto”.

Il claim di Hera, entra nel dettaglio del report Venier, è “lasciare il segno non l’impronta” e per “dare gambe all’economia circolare serve la partecipazione di tutti”. Cosa che si ottiene garantendo “trasparenza e reputazione”.

La raccolta differenziata è al 65,3%, con punte dell’85%, e il 90% viene recuperato, per circa 300 chili di materiale per ogni cittadino: più nel dettaglio 69 chili di verde, con 23 impianti di recupero; 63 di carta, con 22 cartiere; 70 di organico, con 10 impianti; 42 di vetro, con cinque impianti di recupero; 23 di legno, nove; quattro di ferro, 20; infine 35 di plastica con 122 impianti di recupero. Per circa 19.000 lavoratori coinvolti.

Il tasso di riciclo dei rifiuti urbani, continua l’ad, è al 55%, quello degli imballaggi al 73%, mentre il rifiuto urbano che va in discarica ammonta al 3% rispetto alla media italiana del 23%, “grazie all’impiantisitica a valle”. Così, ribadisce, “siamo 10 anni in anticipo sul Green deal” e “restituiamo 32 euro a famiglia, il 13% della bolletta”. E non solo su carta, plastica e vetro, anche oli vegetali esausti per produrre biodiesel, precisa. Senza dimenticare i progetti sul riuso, da ‘Farmaco amico’, con un risparmio di mezzo milione di euro sulla spesa sanitaria regionale, a ‘Cambia il finale’, andando a coinvolgere le onlus. E ora, dopo l’app Rifiutologo con oltre 700.000 persone che la usano, ecco i tre Ecogames, ‘Memory ambientale’, ‘Labirinto ecologico’ e ‘Caduta rifiuti’, per imparare divertendosi a conferire correttamente i rifiuti: “Si crea competizione, ingaggio con concorsi e premi, per far vincere il giocatore con il risultato di far vincere tutti”, conclude Venier. La multiutility punta molto sull’impiantistica, gli fa eco l’amministratore delegato di Herambiente Andrea Ramonda, con una evoluzione che da discariche, termovalorizzatori e compostaggio ha portato alla produzione di biogas e biometano. “Ora si esplorano altre aree”, come quella dell’impiantistica di prossimità per i rifiuti industriali, anche pericolosi, con un occhio di riguardo in Emilia-Romagna per l’automotive e per il trattamento degli scarti da fibra di carbonio. In merito “si progetta un impianto- spiega Ramonda- per recuperare la fibra di carbonio, rigenerarla e rimetterla in consumo”. Sul recupero plastiche, inoltre, Hera investirà nei prossimi tre anni 20 milioni di euro per un impianto di rigenerazione in regione per quelle rigide. Nello stand di Hera a Ecomondo, infine, non possono mancare le ormai tradizionali opere d’arte legate al progetto Scart e dedicate quest’anno al regista Federico Fellini e ai suoi film.

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