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Milano, Luca Bernardo e la polemica sulla pistola: “Posso portarla dove voglio”

luca bernardo milano
Il candidato sindaco del centrodestra torna sulla denuncia del consigliere di +Europa Michele Usuelli, che lo ha accusato di portare con sé l'arma anche in ospedale: "Il porto d'armi che mi è stato concesso lo permette"
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Di Marialaura Iazzetti

MILANO – “Io ho un porto d’armi da difesa personale. Il che vuol dire che su tutta Italia, tranne nelle aggregazioni politiche posso portare l’arma addosso: quindi idealmente anche in ospedale, in corsia, sul metro, in tram, in macchina, ovunque”. Il candidato sindaco del centrodestra di Milano, Luca Bernardo, continua a difendersi dopo le accuse del consigliere di +Europa Michele Usuelli di portare con sé una pistola anche in ospedale e spiega che, avendo un porto d’armi con motivazioni specifiche “rilasciato dalla Prefettura”, non deve “avvertire nessuno” sull’arma che porta con sé.

Una vicenda che, dopo la tragedia di Voghera, ha scatenato una bufera intorno al pediatra. Ma l’ospedale Fatebenefratelli per cui lavora, a detta di Bernardo, non doveva rilasciare nessun permesso o autorizzazione. Non avrebbe nessun senso, quindi, la richiesta che il consigliere dei dem Pietro Bussolati sta depositando all’ospedale per sapere se la dirigenza fosse a conoscenza della vicenda: “Il Pd ignora le cose – puntualizza il candidato sindaco – perché se uno ha un porto d’armi da difesa personale, ha la possibilità di trasportarla ovunque e sempre e non deve avvertire nessuno per legge perché si chiama ‘porto occulto’. Il Fatebenefratelli non deve neanche rispondere”.

SALA: “NON COMMENTO, NON CERCO POLEMICHE. DECIDANO GLI ELETTORI”

Sul porto d’armi del candidato del centrodestra su Milano Luca Bernardo “ho deciso di non commentare e di non cercare polemiche. Decideranno gli elettori milanesi
dove sta la verità”. Il sindaco meneghino Giuseppe Sala smorza i toni e replica così a chi gli chiede conto, a margine di una conferenza stampa in Prefettura, del fatto che Bernardo abbia un’arma, come denunciato nel week-end dal consigliere regionale lombardo di +Europa-Radicali, Michele Usuelli. “Rimane il fatto – aggiunge il primo cittadino – e l’ho imparato sulla mia pelle, che chi fa politica vive in una casa con pareti di vetro e la trasparenza deve essere totale“.

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