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Milano, Bernardo dice no allo smart working: “Non può essere il futuro”

bermardo milano
Il candidato sindaco di centrodestra sottolinea i disagi psicologici di chi è stato costretto a lavorare da casa e l'impatto dello svuotamento degli uffici sul sistema immobiliare: "Occorre un'altra soluzione"
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – “Lo smart working non può diventare il sistema Italia, perché le persone hanno bisogno di lavorare anche fuori. Chi lo ha fatto in casa, oggi soffre anche per motivi psicologici, come di stress post traumatico. Lo smart working non può essere il futuro, occorre trovare una soluzione”. Ne è convinto Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra per Milano, intervenuto questa mattina durante la trasmissione ‘Aria Pulita’ su 7Gold.

LE CONSEGUENZE SUL SETTORE IMMOBILIARE

La sicurezza di cui tanto si sta parlando in questi primi accenni di campagna elettorale, per Bernardo, non corrisponde solo al degrado, alle strade rotte o alle piste ciclabili.
Ma è “sicurezza del lavoro”, e quando si ragiona in termini di produttività bisogna farlo “anche in relazione alla salute e all’ambiente”, visto che non è normale “che l’aria che respiriamo in periferia sia diversa da quella del centro”. E comunque, quando un’azienda decide di lasciare a casa per lavorare i propri dipendenti, ‘desertificando’ così una struttura, si va a colpire anche “l’ambito immobiliare, visto che cambia il valore di un palazzo – conclude Bernardo -. Così come cambia la situazione per chi là sotto ha un bar visto che i clienti non ci sono”.

“LOCKDOWN E DAD HANNO INFLUITO PESANTEMENTE SUI GIOVANI”

Molti “dei nostri giovani”, dal lockdown e la conseguente Dad, “escono con grandi problemi e li avranno per tanti anni a venire”, ha dichiarato Bernardo. Basti pensare che “le chiamate ai centri antiviolenze, l’autolesionismo, il cyberbullismo, o i tentati suicidio sono triplicati“, e dunque, “come città di Milano”, la cosa più importante “è stare vicino ai ragazzi. Dobbiamo porre un freno a tutto ciò”, rincara la dose il pediatra scelto da Salvini e compagni per soffiare il trono di Palazzo Marino a Giuseppe Sala.

Sul fronte della scuola, per esempio, “che certamente riaprirà salvo cambi di scenario”, gli studenti “devono essere tranquilli di poter prendere i mezzi pubblici, visto che lì c’è possibile trasmissione”. Ma quello che sta mancando “è l’ascolto nei confronti dei nostri ragazzi – va avanti Bernardo – ascoltiamoli prima, e poi condividiamo insieme a loro”. Infatti “oggi abbiamo più aggressività nei giovani”, proprio perché “non abbiamo voluto ascoltarli”. Detto ciò, in ogni caso, per Bernardo non bisogna abbassare la guardia: “Ultimamente vedo meno attenzione – sottolinea il candidato sindaco di centrodestra a Milano – mascherine abbassate anche nei luoghi chiusi e meno precauzioni rispetto a prima”. Anche perché “essere vaccinato non vuol dire che ‘me ne frego’ di distanziamento o lavaggio delle mani”, conclude il pediatra.

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