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Tokyo 2020, Diana Bacosi vince l’argento nello skeet di tiro a volo

diana bacosi tiro a volo
La 38enne umbra, oro a Rio 2016, si arrende solo alla statunitense English
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TOKYO – Altra medaglia per l’Italia ai Giochi di Tokyo 2020: l’azzurra Diana Bacosi conquista l’argento nella finale dello skeet per il tiro a volo. La gara è stata vinta dalla statunitense Amber English. Bronzo per la cinese Meng Wei. Le aspettative per la 38enne nata a Città della Pieve erano alte, dopo l’oro nello skeet alle ultime Olimpiadi di Rio 2016 e ai Mondiali 2019, ma l’argento è comunque un risultato prestigioso per Bacosi.

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BACOSI: “MOLTO SODDISFATTA, HO ANCORA TANTO DA DARE”

“Dopo cinque anni sono ancora qua e sono grandi emozioni. Avevo voglia di riconfermarmi e fare bene, di far vedere chi sono ancora una volta sportivamente. So che ho ancora tanto da dare e sono più che soddisfatta”. Così Diana Bacosi, subito dopo la conquista della medaglia d’argento nello skeet ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. L’azzurra, oro a Rio 2016, spiega gli errori nel finale che le sono costati il primo gradino del podio. “Sugli ultimi 10 piattelli purtroppo la testa mi ha giocato un brutto scherzo, perché più mi dicevo di non pensare che stavo sparando per l’oro, più il pensiero andava lì. Non riuscivo più a concentrarmi sui movimenti che dovevo fare, però la medaglia l’ho portata a casa. E non vedo l’ora di sentire al telefono mio figlio”, ha spiegato la nuova vicecampionessa olimpica.

“DURANTE LA PANDEMIA MI SONO RINCHIUSA IN CASA PER LA PAURA”

Una dedica speciale per reagire alla pandemia. Diana Bacosi non ci pensa un attimo: “Dedico la medaglia a tutti noi, a tutti gli italiani, perché conoscendo il nostro carattere abbiamo sofferto tanto lo stare lontani, il non poter stare insieme, anche se abbiamo reagito in ogni modo, a cominciare dal ritrovarci sui balconi”. Una situazione, quella dell’isolamento da Covid, che Bacosi ha sofferto particolarmente. È lei stessa a raccontare di aver “avuto un blocco, non sapevo più come reagire da gennaio fino ad aprile, non riuscivo a ritrovare la gioia di allenarmi”. Un periodo difficile in cui “avevo paura di entrare in contatto con qualcosa, di portarlo a casa da mio figlio. E quando uno vive con la paura, le cose non si fanno volentieri. Ho passato un periodo brutto – prosegue la sportiva umbra -, addirittura in cui mi sono rinchiusa in casa senza mai uscire. E allora ritornare a una qualche forma di normalità, non ancora totale perché ci stiamo adattando tutti, è stato veramente difficile”, conclude Bacosi.

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