Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Tokyo 2020, per l’Italia storico argento nella 4×100 sl. Martinenghi di bronzo

staffetta nuoto italia
Miressi, Ceccon, Zazzeri e Frigo conquistano la prima medaglia d'argento azzurra nella storia della staffetta 4x100 sl centrando anche il nuovo record italiano. E Niccolò Martinenghi vince il bronzo nei 100 rana alla sua prima Olimpiade
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

TOKYO – È una notte piena di gioia per il nuoto azzurro. L’Italia è medaglia d’argento nella 4×100 stile libero maschile ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, per la prima volta nella storia. La staffetta composta da Alessandro Miressi, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo chiude in 3’10″11, nuovo record italiano. Oro agli Stati Uniti, bronzo all’Australia. E Niccolò Martinenghi centra il bronzo nei 100 rana. Risultati che fanno esultare il presidente del Coni Giovanni Malagò: “Due medaglie pesantissime. Se quella di Nicolò potevamo aspettarcela, quella d’argento della 4×100 stile libero è leggendaria. I ragazzi sono stati bravissimi tutti e cinque, anche Santo Condorelli che ha dato il suo contributo in batteria. La lucidità e la forza con cui sono rimasti sempre lì è impressionante. Complimenti a tutti loro e alla Fin”.

LEGGI ANCHE: Tokyo 2020, Diana Bacosi vince l’argento nello skeet di tiro a volo

MIRESSI: “SAPEVAMO DI POTER FARE LA STORIA”

“Prima della gara eravamo sereni e motivati, sapevamo che gli Stati Uniti erano favoriti ma siamo stati sempre tutti e quattro, cinque con Santo Condorelli (che ha nuotato nelle batterie, ndr), convinti di poter fare delle grandi cose insieme. Ci ha aiutato il gioco di squadra, lo stare sempre insieme anche nelle ultime due settimane. Prima della gara ci siamo abbracciati e ci siamo detti che potevamo fare qualcosa di storico”. Così in conferenza stampa Alessandro Miressi, uno dei protagonisti della staffetta 4×100 stile libero che ha conquistato la medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Insieme con Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo, il velocista spiega che “ieri siamo andati bene e sinceramente non mi aspettavo il tempo fatto con il record italiano, che ci ha molto motivati per oggi. Subito dopo la gara ci siamo detti di recuperare qualche energia per oggi e ci siamo riusciti direi, visto che abbiamo limato ancora il record in gara (3’10″11, ndr). Non abbiamo guardato al passato, a chi parla di occasioni perse”.

IL BRONZO DI MARTINENGHI

L’altra medaglia arrivata dal nuoto è quella di Niccolò Martinenghi, di bronzo nei 100 rana alla sua prima partecipazione ai Giochi. L’azzurro ha chiuso in 58″33. Oro al britannico Adam Peaty in 57″37, argento per l’olandese Arno Kamminga. “Ancora non mi rendo conto di cosa sia successo”, è il suo primo commento a caldo. Entusiasta l’azzurro di Varese tesserato per l’Aniene, allenato da Marco Pedoja e bronzo continentale nei 50 a Budapest 2021: “È una cascata di emozioni, non ci credevo troppo prima della gara, ma ho cercato e voluto da tempo questa medaglia. Mi sono sognato gli ultimi 15 metri tante volte in allenamento. È favoloso. Peaty e l’oro? Non c’è nulla di irraggiungibile: fino a un mezzo fa era la mia medaglia quella inarrivabile…”.


Martinenghi prosegue: “Non ho ancora realizzato, sfortunatamente e magari anche fortunatamente. Credo sia stata una pioggia di emozioni appena ho toccato la piastra e ora non sono in grado di metabolizzare tutto questo. È una gara che ho cercato per tanti anni, ogni singola bracciata dell’ultimo anno e mezzo era per arrivare fino a oggi. È una medaglia alla prima Olimpiade, la mia prima a livello internazionale”. Come è stato affrontare la finale alla vigilia? “La pressione c’è sempre. L’importante è non farla diventare paura. Il nostro sport si basa su pressioni, a volte che ci mettiamo anche da soli, ma ormai penso sia arrivata la maturità agonistica che mi permette di controllare e gestire queste emozioni”. Infine, un pensiero sulla sua vita oltre la vasca. “Credo proprio di pensare e parlare a nomi di tanti: viviamo in una bolla magica e credo che sia anche giusto pensare che non sarà sempre bello e così semplice, per certi punti di vista. Ma lo sport insegna che i sacrifici sono sempre ripagati”, conclude Martinenghi.

CARRARO E CECCON IN FINALE

Per il nuoto italiano arrivano buone notizie anche dalle batterie: Martina Carraro conquista con il settimo tempo la finale dei 100 rana ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, nuotando in 1’06″50. La genovese, allenata da Cesare Casella ad Imola, chiude lontano dal suo personale. “Obiettivo centrato, non era facile e si sapeva – spiega – Si lavora per tanto tempo per riuscire a centrare la finale ed è un motivo d’orgoglio averlo fatto. Ora ho un giorno di riposo, la gara è aperta me la giocherò con le altre. È faticoso gareggiare così in tempi stretti dalla sera alla mattina, vince anche chi è più bravo a gestire queste emozioni”. E oltre alla medaglia d’argento nella staffetta 4×100 sl, Thomas Ceccon centra con il quarto tempo la finale dei 100 dorso nuotando in 52″78.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»