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La banca delle sementi delle isole Svalbard (-18°) festeggia 10 anni e conta 1 mln di varietà

La Global Seed Vault, la banca mondiale delle sementi scavata nel permafrost delle Isole Svalbard, ha l'obiettivo di salvaguardare la biodiversità del pianeta
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ROMA – Le patate di cipolla dell’Estonia o le arachidi di Bambara, le più resistenti alle siccità del Sahel: la Global Seed Vault, la banca mondiale delle sementi scavata nel permafrost delle Isole Svalbard, festeggia oggi dieci anni di vita accogliendo queste e altre 70mila varietà.

Con la nuova consegna, i semi custoditi a largo della Norvegia supereranno quota un milione di qualità, per l’esattezza 1.059.646. L’obiettivo della banca non è nutrire l’umanità dopo lo schianto di un meteorite o un terremoto devastante ma salvaguardare la biodiversità del pianeta, non da ultimo della Mezzaluna fertile ostaggio della guerra.

Negli ultimi anni milioni di chicchi di decine di migliaia di varietà sono infatti giunti nella Valle della Bekaa, in Libano, per ricostituire il patrimonio del più importante istituto regionale per la sicurezza alimentare: situato ad Aleppo, città siriana in macerie.

I semi custoditi a -18° C alle Svalbard sono stati consegnati agli esperti del Centro internazionale per la ricerca agricola nelle zone aride (Icarda), che da un paio d’anni li stanno facendo germogliare e riprodurre. “Grazie a 38mila sementi custodite alle Svalbard abbiamo creato nuove riserve cerealicole in Libano e in Marocco” ha spiegato il ricercatore Ahmed Amri: “Varietà non più coltivate potrebbero aiutarci a far fronte a condizioni climatiche estreme e nuove malattie”.



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