Venezia, il sindaco Brugnaro propone la cittadinanza onoraria per Liliana Segre

Lo dice il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, nel suo intervento al Teatro Goldoni in occasione della cerimonia cittadina per il 'Giorno della memoria'
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ROMA – “Carissimo Presidente Paolo Gnignati, la Comunita’ Ebraica di Venezia pago’ un doloroso tributo alla politica della discriminazione e dell’odio. La Citta’, tutta la Citta’, ha oggi l’occasione per tornare a stringersi a voi in quel sincero abbraccio che non verra’ mai a mancare”. Lo dice il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, nel suo intervento al Teatro Goldoni in occasione della cerimonia cittadina per il ‘Giorno della memoria’.

“Ed e’ proprio con questo spirito e con la ferma convinzione che Venezia sara’ sempre una citta’ libera, democratica e capace di ‘Fare Memoria’ dell’immane tragedia che fu la Shoah- prosegue, che voglio annunciare la mia personale volonta’ di proporre al Consiglio comunale di assegnare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre”.

“Dobbiamo, e in questo momento voglio fare mio l’appello lanciato dalla Segre, ‘coltivare la Memoria che e’, ancora oggi, un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo cosi’ pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la puo’ usare’. Siamo qui- aggiunge Brugnaro- anche per ribadire che il vero problema non e’ solo il non ricordo, ma il negazionismo, che, anche oggi, tenta di cancellare, soprattutto nella Rete, quella che e’ stata una delle pagine piu’ buie della storia dell’uomo”.

Brugnaro cita poi le parole della senatrice Segre: “‘Nel 1944, quando fummo deportati a Birkenau, ero una ragazza di quattordici anni, stupita dall’orrore e dalla cattiveria. Sprofondata nella solitudine, nel freddo e nella fame. Non capivo neanche dove mi avessero portato: nessuno allora sapeva di Auschwitz’. Lei e’ Liliana Segre. All’epoca era un’adolescente, quell’eta’ in cui la vita dovrebbe riservare spensieratezza e vivacita’ e che, invece, fu costretta a trascorrere guardando con i propri occhi e toccando con le proprie mani gli orrori dell’odio di cui solamente l’uomo e’ capace nei confronti del proprio fratello”.  

“Oggi, a 75 anni dall’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz- prosegue-, quella ragazza quattordicenne e’ una donna di quasi 90 anni. Ha avuto la fortuna di sopravvivere a quella barbarie e ha il grande onore di essere stata insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Senatrice a vita. Liliana Segre e’, per tutti noi, la testimonianza vivente che Auschwitz e’ esistito, che Auschwitz non deve essere dimenticato e, soprattutto, che Auschwitz e il ‘Giorno della Memoria’ servono per ricordarci che la nostra “civilta’” e’ stata capace dello sterminio. Si tratta di una consapevolezza enorme e terribile. Una di quelle che forse preferiremmo rimuovere. Invece no. Tocca alla mia generazione, nata dopo la seconda guerra mondiale, fare tesoro delle testimonianze dei sopravvissuti, difendere la verita’ storica, e soprattutto educare i giovani a non rimanere mai piu’ indifferenti”.

“La nostra presenza oggi, in questo Teatro- continua- non deve essere solamente un mero rituale da rinnovare anno dopo anno, ma l’occasione per prendere una netta posizione. Siamo chiamati a conoscere. Dobbiamo saper far ‘Memoria’ del male che siamo stati in grado di generare per evitare che esso possa tornare a travolgerci. E Venezia, in questo percorso, e’ e sara’ sempre in prima linea per difendere la liberta’ di tutti e per arginare episodi di richiami fascisti che, anche di recente, hanno tentato di infangare la nostra millenaria storia di Citta’ culturalmente, religiosamente e ideologicamente aperta”.

“Anche per questo e’ fondamentale fare “Memoria” di quanto avvenne. Abbiamo il dovere, attraverso coloro che ancora possono raccontarci da sopravvissuti quelle orribili pagine di storia, di tenere alta la guardia contro ogni forma di antisemitismo, razzismo, violenza e discriminazione e, ancor di piu’, dobbiamo ricordare tutti quei veneziani non ebrei che oggi hanno l’onore di essere stati inseriti nell’Elenco dei Giusti tra le Nazioni. Persone che hanno deciso di mettere a rischio la propria vita e quella delle proprie famiglie per dare rifugio ai propri fratelli strappandoli cosi’ dai campi di sterminio”.

Noi, come loro, prosegue, “dobbiamo avere quel coraggio e non girarci dall’altra parte. Lasciamo quindi da parte la tanta retorica e le frasi fatte che accompagnano questa giornata e partiamo dalla ferma convinzione che la storia e’ scritta da ciascuno di noi, con piccoli gesti quotidiani, che, uniti a quelli di altre donne e uomini, hanno la grande capacita’ di contribuire a costruire un presente e un futuro di pace”.

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26 Gennaio 2020
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