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Verso la chiusura dei campi migranti sulle isole della Grecia, le ong sono preoccupate

Piano: più polizia frontiera e centri chiusi richiedenti asilo
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ROMA – Amnesty International è “preoccupata” per la decisione del primo ministro greco, Kyriakos Mitsokatis, di trasferire in strutture chiuse i migranti presenti nei campi di Lesbo e di altre isole. Lo ha dichiarato all’agenzia ‘Dire’ il portavoce per l’Italia dell’ong, Riccardo Noury, a pochi giorni dall’annuncio di Mitsokatis. La settimana scorsa, il premier ha approvato il dispiegamento di 400 nuovi agenti alla frontiera con la Turchia, e 800 nelle isole, oltre a un aumento dei pattugliamenti in mare. Le sue dichiarazioni hanno suscitato una viva reazione del governo turco, che ha contestato il dato, fornito in questi giorni dalla stampa greca, secondo cui le migrazioni irregolari provenienti dalla Turchia sarebbero tornate a crescere. Oltre 37mila persone, si legge sul sito di notizie ‘Ekathimerini’, sono stipate nelle strutture di accoglienza situate sulle isole. Tremila sarebbero arrivate soltanto nell’ultima settimana, stando a fonti delle forze di sicurezza. Il governo di Mitsokatis punta a trasferire 20mila persone sulla terraferma, accelerando il processo di trattamento delle richieste di asilo. Misure, queste, criticate da diversi gruppi per i diritti umani, oltre ad Amnesty: alcuni ritengono che l’accelerazione del trattamento delle richieste possa portare molti migranti a vedersi negato il diritto d’asilo. “La creazione di strutture chiuse”, inoltre, significherà, secondo lo International Rescue Committee, “che persone estremamente vulnerabili, compresi bambini, saranno tenuti in condizioni simili a quelle carcerarie, senza aver commesso alcun crimine”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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