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Comunali Milano, Salvini affonda Lupi e richiama Albertini: “Siamo davanti a Sala anche senza candidato”

matteo salvini
"La squadra e il candidato la presenteremo a brevissimo, ce l'ho in testa al 90%, compreso il sindaco", assicura il leader del Carroccio
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – Maurizio Lupi non sarà il candidato sindaco di Milano. A confermarlo è il leader della Lega Matteo Salvini, intervenuto a Milano a margine di una conferenza stampa a Palazzo delle Stelline. “Se abbiamo detto che non candidiamo parlamentari in carica, il problema non si pone- taglia corto perentorio Salvini- la partita su di lui non è mai stata aperta“. Anche se “sono stimabili amici con i quali ho condiviso anni di consiglio comunale- va avanti il leader del Carroccio riferendosi a Lupi- se uno dice una cosa la fa”.

Insomma, dopo mesi di resistenze targate Lega, alla fine anche Salvini conferma che il ciellino non sarà lo sfidante di Giuseppe Sala. “La squadra e il candidato- prosegue- la presenteremo a brevissimo, ce l’ho in testa al 90%, compreso il sindaco“. Scelte “condivise con gli alleati”, che saranno rivelate “all’inizio di settimana prossima”.

“Dal mio punto di vista- spiega Salvini rispondendo a chi gli chiede se Gabriele Albertini farà parte della squadra, magari da vice- se lui volesse sarebbe un perno fondamentale“. In ogni caso, il candidato sindaco verrà “dalla società civile, quello che ho in mente non è mai uscito e lo tengo per me, non l’ho letto da nessuna parte mi piacerebbe che fosse del mondo delle professioni, dell’impresa, con legame con il sociale o un’esperienza di docenza universitaria, con una bella famiglia. Una mezza idea ce l’ho”.

“Se fossi in Letta e in Sala sarei preoccupato, visto che il centrodestra anche senza candidato è avanti in città. Se dopo cinque anni sei in svantaggio rispetto all’opposizione che non ancora espresso un profilo vuol dire che molti milanesi che ti hanno votato non lo faranno più. Se un sindaco avesse fatto bene non avrebbe il 42% ma il 60%”, aggiunge Salvini provocando il sindaco, ‘forte’ del sondaggio di Antonio Noto circolato ieri, che vedeva il centrodestra avanti rispetto all’inquilino di Palazzo Marino (anche se il candidato testato era il ciellino Maurizio Lupi).

“Mi dispiace- continua Salvini- che la città, per il Covid e non solo, si sia fermata. Non ci sono grandi progetti. Anche lo stadio, che porterebbe un miliardo di euro di investimenti oltre a riqualificare interamente il quartiere, è fermo ormai da mesi, anni”.

Il capoluogo lombardo “ha bisogno di tornare a correre- aggiunge- recuperando le periferie, visto che Milano non è solo la Galleria Vittorio Emanuele, ma è anche Baggio, il Gallaratese o Gratosoglio”. Manca però ancora il candidato: “Ho incontrato tre persone convinte e vogliose– afferma Salvini, dopo l’ultimo dei ‘no’ incassati, quello del manager Mediolanum Oscar di Montigny- io presento sempre i lati negativi. Ti pagano poco e ti indagano tanto e devi tenere il telefono acceso h 24, anche ad agosto”. In ogni caso “ci sono persone che hanno detto di sì- conclude- si sta provando a creare una squadra di 4-5 persone. A tutti ho chiesto di fare verifiche aziendali e familiari. Potrebbe essere un divorziato (ride, ndr), ma non è un requisito”.

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