Coronavirus, sale a undici il numero dei morti, oltre 300 i contagiati

Il capo della protezione civile Angelo Borrelli fa il punto sui casi di coronavirus. Tutte le persone decedute soffrivano di gravi patologie pregresse
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MILANO – Sale a undici il conto delle vittime del coronavirus in Italia. L’ultima è una donna veneta di 76 anni, già affetta da gravi patologie.  Gli altri decessi del pomeriggio sono un maschio di 84 anni, un maschio di 91 anni e una donna di 83 anni.

Le persone contagiate sono 322, l’incremento e’ di 39 rispetto alle 12 di oggi”, ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa.

Il dato disaggregato, spiega Borrelli, “vede 240 casi in Lombardia, con un aumento di 28 unità rispetto alle 12 di oggi, 43 casi in Veneto con un aumento di 5 unità, 3 in Piemonte e nel Lazio, 3 anche in Sicilia, tutti componenti della comitiva di turisti che viene dalla provincia di Bergamo, 2 in Toscana, uno a Bolzano e uno in Liguria, proveniente dall’area rossa del lodigiano”.

“C’e’ l’esigenza- annuncia poi Borrelli- di accentrare in capo al dipartimento della Protezione civile l’acquisizione di dispositivi di protezione individuale come le mascherine. Lo prevediamo in un’ordinanza della Protezione civile che firmero’ nei prossimi minuti. Veniamo cosi’ incontro alle richieste delle regioni”.

Sono chiuse le scuole nella ‘zona rossa’, ma non ci sara’ alcuna chiusura delle scuole nelle altre parti d’Italia”, precisa infine il capo della Protezione civile.

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PRIMO CASO A TREVISO, DONNA IN RIANIMAZIONE

Primo caso di positivita’ al Coronavirus a Treviso. Si tratta di una donna del 1944, con pregresse importanti patologie, che oggi, in seguito a un peggioramento della sintomatologia respiratoria, e’ stata sottoposta a test dai sanitari del reparto malattie infettive dell’ospedale di Treviso risultando positiva. Attualmente e’ ricoverata in rianimazione. Lo comunica la Regione Veneto.

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LIGURIA, SINDACO ALASSIO ORDINA ISOLAMENTO DUE ALBERGHI

Un’ordinanza per vincolare gli attuali ospiti degli alberghi di Alassio, “Al Mare” e “Bel Sit” di via Boselli, dove e’ stata ospite la signora di 72 anni affetta da coronavirus, i loro proprietari, i loro dipendenti a rimanere in isolamento obbligatorio nelle stesse strutture. E’ quanto emanato dal sindaco facente funzione di Alassio, Angelo Galtieri, dopo il primo caso di cononavirus registrato in Liguria.

PRIMO CASO LIGURIA È 72ENNE TURISTA DA ZONA A RISCHIO

E’ una signora di 72 anni che si trovava in un albergo ad Alassio e proveniva da una “zona a rischio”, il primo paziente trovato positivo al coronavirus in Liguria. Lo spiega il governatore Giovanni Toti nel corso di un punto stampa. “Stiamo ricostruendo tutto quello che c’e’ a monte, per la catena epidemiologica degli eventuali contatti- spiega Toti- era in un albergo di Alassio e fa parte del gruppo che era li’ dall’11 febbraio, di cui abbiamo gia’ parlato perche’ i due soggetti erano in vigilanza attiva”.

VENTURI: CASO RIMINI NON CREDO SIA FOCOLAIO ROMAGNOLO

Il caso positivo al coronavirus nel riminese non dovrebbe essere il segnale di un focolaio romagnolo. A sostenerlo e’ l’assessore regionale alla Sanita’, Sergio Venturi, nel corso della conferenza stampa convocata nel pomeriggio per fare il punto della situazione in Emilia-Romagna.

“Non escludiamo niente- premette Venturi- ma non credo rappresenti un focolaio romagnolo. Penso che possa essere piu’ probabile che abbia avuto contatti con qualche zona rossa“.

Il caso del riminese riguarda infatti “una persona di oltre 70 anni i cui ultimi 20 giorni sono stati un po’ movimentati- afferma Venturi- mi fa rabbia perche’ ha avuto molti contatti. Ci ha scombinato un po’“.

L’uomo e’ stato anche all’estero di recente ed e’ tornato da un paio di giorni. “Stiamo valutando i contatti che ha avuto- spiega l’assessore- ormai i nostri operatori sanitari sono diventati dei piccoli detective“.

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25 Febbraio 2020
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