L’appello di Prodi al Pd e a M5S: “L’Italia si fida, non va delusa”

Romano Prodi, in una lunga intervista ad Avvenire, insiste e sfida Conte su Mes: "È una pazzia solo pensare di farne a meno"
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ROMA – “Nel Pd e M5S ci sono anche valori unificanti, ma ora serve un salto di qualita’. Serve un grande progetto di rinascita morale. Servono decisioni di respiro…”. Romano Prodi in una lunga intervista ad Avvenire riflette sul voto nelle regioni e punta deciso sull’alleanza Pd-M5S: “C’e’ una Italia che si fida, non deludetela piu’. E allora e’ inutile discutere ancora sulle controversie del passato. È il momento di tirare fuori idee sul futuro. Perche’ riuscirci vuol dire risollevare il Paese e anche vincere le prossime elezioni”.

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Il professore poi insiste. “I cittadini sono stanchi di chi accarezza i sentimenti superficiali. Vuole un progetto grande. Di prospettiva. Io penso a un riaccorpamento etico del Paese con un grande piano di lotta all’evasione fiscale. E penso alla grande questione giovanile. Ai diritti. A una scuola che funziona. E ai doveri. A un grande progetto di servizio civile obbligatorio. I nostri ragazzi hanno bisogno di esperienze e di sentirsi davvero comunita’”.

 È UNA PAZZIA ANCHE SOLO PENSARE DI FARE A MENO DEL MES

“I soldi del Mes ci servono, e’ una pazzia anche solo pensare di farne a meno. E non e’ politica, e’ solo buonsenso. E il buonsenso e’ il primo pilastro di ogni governo”. Romano Prodi, in una lunga intervista ad Avvenire, insiste e sfida Conte: “Non so se ha la forza che serve, ma so che ce la deve avere. C’e’ un proverbio calabrese che mi viene in mente: ‘Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia’. E poi un prestito a tasso zero lo prendi e basta. Poi se il creditore dovesse fare il furbo (e non sara’ cosi’) lo ridai indietro. È la meravigliosa mentalita’ contadina”.

Poi il Professore parla anche della partita gia’ iniziata sul Recovery Fund. “Abbiamo 200 miliardi e sono arrivate proposte per 600. Non va bene. Non funziona. La strada e’ individuare le priorita’ e poi discuterle. Non il contrario. E tocca a Conte e ai ministri economici di Pd e M5s, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, fare sintesi. Anche su questo si valuteranno il governo e le due forze che lo sostengono”. 

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