Bonaccini: “Pronti a zona rossa a San Benedetto, se serve”

stefano bonaccini
Il governatore è pronto ad intervenire con limitazioni forti ad hoc per fermare l'epidemia, di concerto con i sindaci dei luoghi in cui ci sono casi in aumento
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BOLOGNA – Zone rosse nei Comuni dove i contagi salgano troppo. L’Emilia-Romagna è pronta ad intervenire con limitazioni forti sull’Appennino bolognese e “dove serve”, per fermare l’epidemia. Lo assicura il presidente Stefano Bonaccini, interpellato in particolare sul caso di San Benedetto Val di Sambro. Il sindaco del municipio della montagna bolognese, ricorda il governatore, “ha fatto una ordinanza che chiude le scuole più un’altra serie di limitazioni delle attività. Siamo pronti, in contatto con i sindaci dei luoghi dove ci siano casi di epidemia che aumenta, a prendere provvedimenti ulteriormente restrittivi”.

Una scelta che verrà assunta “nelle prossime ore e nei prossimi giorni- prosegue Bonaccini- nel caso ci fossero queste esigenze. Come abbiamo sempre fatto siamo pronti, di concerto con gli amministratori locali e con quello che le Asl e gli esperti ci consigliano”, sottolinea ancora Bonaccini. Di sicuro ci sarà uno screening approfondito nelle scuole, dove sono emersi molti dei contagi. “Nei prossimi giorni faremo tamponi e tappeto tra tutti gli studenti di San Benedetto”, sottolinea ancora il presidente. Il governatore, ironia della sorte, ne parla proprio durante una conferenza stampa con il sindaco di Medicina Matteo Montanari: a poco meno di un anno dalla zona rossa nel paesino dell’imolese sono pronti a partire gli investimenti finanziati da viale Aldo Moro per la ripartenza.

“COL GOVERNO CONTE TROPPO POCA CONDIVISIONE SUL RECOVERY”

Sul Recovery plan “obiettivamente troppo poco si è fatto col precedente Governo di condivisione con le Regioni e coi Comuni” sottolinea il presidente dell’Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni all’indomani del primo summit con l’esecutivo Draghi. Nel prossimi giorni tra Regioni e il nuovo esecutivo ci saranno incontri più specifici sul nuovo Dpcm vista la scadenza di quello attuale il 5 marzo (“vedremo con quali regole”) e appunto sul Recovery. “In aprile dovrà essere mandato in Europa e vogliamo condividerlo”, torna a sottolineare Bonaccini.

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