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Il piccolo Luca ancora in casa famiglia, De Vito: “Vittima delle Istituzioni”

MAMMA CORAGGIO
Speciale mamme coraggio
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ROMA – Un sit- in nel weekend e una raccolta firme per aiutare il piccolo Luca (nome di fantasia) a tornare a casa dalla mamma: è di pochi giorni fa l’iniziativa di C., la mamma coraggio che lo scorso luglio ha assistito al prelievo forzato di suo figlio Luca da parte dei poliziotti della Squadra mobile della Questura di Viterbo, che dopo aver fatto irruzione nella casa dei nonni in cui il piccolo si trovava insieme alla madre, lo hanno trasportato in una casa famiglia, eseguendo così un mandato del Tribunale dei Minori.

La speranza di mamma C., adesso, è quella di riuscire a passare almeno il Natale insieme a suo figlio. Oltre all’allontanamento, è stata decisa anche la limitazione dei contatti madre- figlio. Michela Stucchi e Sonia Leone, avvocati di mamma C., hanno presentato nei mesi scorsi un’istanza urgente al Tribunale per i minorenni per i “peggioramenti dello stato di salute del minore”. Anche in questa storia era stata una valutazione di Ctu (del 2016) a ritenere la “mamma super protettiva e ostativa al rapporto padre-figlio“.

Il bambino, tra l’altro, a causa della sua patologia ha una invalidità al 100%, tanto che perfino al momento del prelievo, era stato portato via in ambulanza. E proprio la casa famiglia dove attualmente risiede Luca è stata l’oggetto di una visita, nei giorni scorsi, della senatrice Cinzia Leone e della consigliera della Regione Lazio, Francesca De Vito, che hanno voluto sincerarsi dello stato di salute psicofisica del bambino.

Hanno trovato il bambino in struttura in orario scolastico in quanto affetto da malessere e, se la senatrice Leone ha potuto rassicurare in merito allo stato della struttura “ben messa, con spazi interni ed esterni curati ed accoglienti”, la consigliera De Vito, in un suo comunicato stampa, ha constatato che “potremmo trovarci davanti ad una madre cui hanno tolto il figlio semplicemente perché rimasta vittima delle Istituzioni. Abbiamo ritenuto pertanto di doverci sincerare principalmente delle condizioni di salute del minore- prosegue la consigliera- e successivamente capire l’iter seguito per tutelare il suo benessere, a partire da un prelievo coatto per arrivare al divieto, per la madre, di ogni possibile contatto anche telefonico”.

La consigliera ha poi ricordato che “il fenomeno degli affidi movimenta una quantità incredibile di denaro pubblico. Ogni bambino costa allo Stato dai 100 ai 400 euro al giorno e oggi abbiamo oltre 44 mila bambini ospitati nelle case famiglia. Facendo un rapido calcolo scopriamo che ogni anno si spendono come minimo 1 miliardo e 600 milioni di euro”. Nel frattempo numerosissime associazioni, movimenti e comitati si sono uniti per sostenere la causa di mamma Chiara e riportare Luca a casa: oltre a Maison Antigone, il Comitato Madri unite contro la violenza istituzionale, Verità altre di Giada Giunti, Progetto Medusa e Il coraggio delle donne.

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