Casa, idea contratti misti studenti-turisti

La proposta arriva da Local Pal, associazione bolognese senza fini di lucro che tutela i diritti degli affittuari privati a Bologna
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BOLOGNA – Un contratto integrato tra studenti e turisti per arginare il ‘disagio abitativo’ a Bologna: i ragazzi occupano la casa durante la settimana ‘corta’ (lunedì-venerdì) e i turisti alloggiano nel week-end. È una delle proposte di Local Pal, associazione bolognese senza fini di lucro che tutela i diritti degli affittuari privati a Bologna e conta una community di 600 persone e 200 soci attivi. L’idea è descritta dalla presidente Letizia Campo, intervenuta questa mattina all’istruttoria pubblica in Consiglio comunale a Bologna, iniziata ieri, sul disagio abitativo in città, promossa dal comitato cittadino Pensare urbano.

Se un privato decide di mettere il proprio appartamento in affitto su piattaforme online come Airbnb “non è per sfruttare il mercato o guadagnare di più ma è perché non è tutelato con leggi a livello amministrativo, soprattutto nei casi di morosità”, chiarisce subito Campo. Quella di Local Pal è una delle poche voci ‘fuori dal coro’ tra le 56 associazioni intervenute e che interverranno, tra ieri e oggi, in Consiglio comunale perché non ‘addita’ piattaforme di affitto online come Airbnb, pur riconoscendone limiti e difetti da perfezionare. Per questo, Local Pal “auspica di aprire un tavolo di lavoro e collaborazione con il Comune di Bologna” e propone una serie di soluzioni per tamponare l’emergenza abitativa.

Prima di tutto, bisogna lottare contro l’evasione fiscale “attraverso controlli incrociati per identificare i proprietari che affittano la propria casa su piattaforme (come Airbnb) senza avere prima provveduto a comunicarlo al Comune”, dice la presidente, sottolineando che solo in questo modo si possono togliere questi alloggi dal mercato turistico. Local Pal propone di “incentivare il turismo in periferia che può essere un buon esempio di gentrificazione. Una valida alternativa a percorsi turistici già consolidati”, ad esempio, in quartieri come la Bolognina o Cirenaica. E propone di sperimentare la formula dei “contratti integrati fra studenti e turisti”.

Campo suggerisce anche di introdurre politiche attive a favore di chi affitta a medio lungo termine, auspicando incentivi per i proprietari che passano da locazioni turistiche a medio periodo, per ospitare ragazzi e lavoratori magari in stage o in erasmus. Ma anche dare garanzie ai proprietari con la morosità, assistenza legale gratuita, e l’istituzione di un fondo di garanzia per il pagamento degli affitti. In un mondo “dove la mobilità è sempre più importante un proprietario di casa desidera essere tutelato sulla disponibilità del suo alloggio- dice Campo, chiarendo che il problema principale è la mancanza di norme sul tema- e per non incorrere in queste problematiche i proprietari preferiscono tenere l’immobile sfitto, visto che manca una legge che li tuteli”. Campo poi conclude chiarendo che non è vero che l’aumento degli affitti tolti al mercato ‘regolare’ e messi sul circuito di Airbnb sono la causa del disagio abitativo in città perché sono una “minima percentuale rispetto al mercato totale”.

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21 Settembre 2019
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