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Tg Ambiente, edizione del 21 maggio 2019

ENI, VIA LIBERA AZIONISTI A BILANCIO 2018

Via libera dell’Assemblea degli azionisti di Eni al bilancio di esercizio 2018 chiuso con un utile netto di 4,226 miliardi di euro. Ok anche alla distribuzione del dividendo di 0,83 euro, di cui 0,42 euro già distribuito in acconto a settembre scorso. A Cassa Depositi e Prestiti, che detiene una quota del 25,76%, arriva un maxi assegno di 777,02 milioni di euro, mentre al ministero dell’Economia, che ha una partecipazione del 4,34%, arriva un assegno di 130,768 mln di euro. “Nel 2018 abbiamo raggiunto importanti risultati”, afferma l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. “Oggi tutti i nostri business sono in equilibrio e capaci di generare cassa anche in scenari congiunturali difficili- conferma la presidente Eni Emma Marcegaglia- abbiamo implementato una forte strategia di riposizionamento geografico nell’upstream, rafforzando la nostra posizione in Norvegia, Indonesia, Messico e soprattutto entrando in Medio Oriente”.

INCENERITORI, CORTE UE BOCCIA SBLOCCA ITALIA

Il Movimento Legge Rifiuti Zero esulta per la sentenza della Corte di Giustizia Europea contro l’artircolo 35 dello Sblocca Italia che poneva gli inceneritori come elemento di chiusura del ciclo dei consumi, in contrasto con la legislazione europea esistente e con quella in corso di approvazione. “Finalmente siamo riusciti a rimuovere il principale ostacolo al dispiegarsi di una vera economia circolare- sostiene il Coordinatore nazionale del Movimento, Massimo Piras- dato che l’incenerimento distrugge materia per recuperare una bassa quantità di energia”. Ora il TAR del Lazio dovrà emettere la sentenza finale, annullando il Decreto attuativo del 10 agosto 2016 e recepire quanto dichiarato dalla Corte di giustizia europea. “La mancanza di Vas è citata nel paragrafo 57 della sentenza- spiega l’avvocato Cesare Antetomaso di Giuristi Democratici- in cui si dice che la direttiva deve consentire al pubblico di partecipare dal basso all’iter decisionale, ma governo e parlamento hanno precluso questa partecipazione”.

ENEL, OK ASSEMBLEA A BILANCIO 2018

L’Assemblea degli Azionisti di Enel ha approvato il bilancio 2018 e, su proposta del Consiglio di Amministrazione, un dividendo complessivo pari a 0,28 euro per azione e ha deliberato la distribuzione di 0,14 euro per azione quale saldo del dividendo. “I solidi risultati del 2018 supportano buone prospettive per gli anni futuri”, commenta l’amministratore delegato dell’Enel, Francesco Starace, che per il 2019 conferma la guidance 2019 e si aspetta l’aumento di un altro 18% sia dell’utile per azione che del dividendo. I risultati del gruppo, sottolinea la presidente Enel Patrizia Grieco, “si sono riflessi sull’andamento del titolo in Borsa: Enel è riuscita a raggiungere tutti gli obiettivi fissati, rispecchiati nell’andamento del titolo che ha registrato un incremento di valore, a oggi pari a circa +8,7% rispetto a fine 2017”.

ALIS, CON INTERMODALITÀ 1,5 MLN CAMION IN MENO SU STRADA

Nel 2018 sono stati sottratti dalle nostre strade circa un milione e mezzo di camion grazie ai trasporti intermodali mare-ferro. Un guadagno pari a 40 milioni di tonnellate di merci in meno trasportate sull’intera rete stradale nazionale, con un abbattimento di oltre 1,2 milioni di tonnellate di emissioni di Co2 nell’aria. Il presidente di Alis, Guido Grimaldi, lo spiega a Piazza di Siena in occasione di un evento sulla mobilità a impatto zero. Alis, aggiunge il presidente, “sta lavorando per ridurre ulteriormente le emissioni di Co2: a partire dal 2020 saremo in grado di abbatterle ulteriormente soprattutto con lo sviluppo di nuove tecnologie”. Il rispetto per il mare e per l’ambiente, conferma il direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina, “è al centro della nostra missione rivolta alla sostenibilita’ del trasporto, ecco perche’ spingiamo sempre piu’ per l’intermodalita’”.

CON XYLELLA ADDIO A 6 BOTTIGLIE OLIO MADE IN ITALY SU 10

Sono aumentate del 7,5% le importazioni di olio extravergine di oliva in Italia provenienti per quasi tre quarti dalla Spagna. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti. Nel 2019 diciamo addio a 6 bottiglie di extravergine Made in Italy su 10 sugli scaffali dei supermercati per effetto del crollo del 57% della produzione che scende ad appena 185 milioni di chili. Per la prima volta nella storia la produzione nazionale e’ inferiore a quella di Grecia e Marocco, si avvicina a quella della Turchia mentre la Spagna allunga la distanza con ben 1,6 miliardi di chili e raggiunge un quantitativo quasi 9 volte superiore. Senza interventi strutturali l’Italia rischia di perdere per sempre la possibilita’ di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio.

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21 Maggio 2019
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