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Report del Consiglio Grande e Generale di San Marino del 20 gennaio – pomeriggio

REPUBBLICA DI SAN MARINO – Nella seduta pomeridiana si giunge alla Ratifica del Decreto legge n. 3 sul rafforzamento delle misure anticovid: nel corso dell’esame dell’articolato, sono approvati solo gli emendanti presentati dal governo, respinti tutti gli altri, diversi quelli ritirati. Una volta ratificato il decreto, con il voto unanime della maggioranza (30 presenti e 30 […]

REPUBBLICA DI SAN MARINO – Nella seduta pomeridiana si giunge alla Ratifica del Decreto legge n. 3 sul rafforzamento delle misure anticovid: nel corso dell’esame dell’articolato, sono approvati solo gli emendanti presentati dal governo, respinti tutti gli altri, diversi quelli ritirati. 
Una volta ratificato il decreto, con il voto unanime della maggioranza (30 presenti e 30 sì) e senza la partecipazione dei consiglieri di Libera ed Rf che escono dall’Aula, viene accolto l’Ordine del giorno in tema di obbligo vaccinale, sottoscritto da Pdcs, Rete, Npr, Dml, dai consiglieri Sandra Giardi e Denise Bronzetti del Gruppo misto. Il testo, in dettaglio, richiede al governo di “effettuare tutti gli approfondimenti necessari quanto prima, al fine di predisporre i provvedimenti normativi conseguenti circa l’obbligo vaccinale, da adottare con urgenza qualora si verifichi un aggravio della pandemia”. 

Nel corso dell’esame degli emendamenti al decreto, il dibattito si sofferma all’articolo 10, “Attività economiche con somministrazione di alimenti e bevande al pubblico” in cui sono diversi gli emendamenti presentati: 4 di Repubblica futura, 3 di Dml, uno del Gruppo misto. Andrea Zafferani, Rf, illustra i propri emendamenti: con il primo si chiede di “mantenere la logica del Green pass ‘base’ per l’accesso alle attività economiche sia più che sufficente e che non serva il Super green pass”. Mentre gli altri tre emendamenti li ritiene “riparatori di tre assurdità che rendono il sistema meno competitivo del circondario”. Il primo riguarda l’abrogazione di limiti al numero delle persone destinate ai tavoli: “In Italia hanno scelto di prevedere il Super Green Pass per l’accesso ai ristoranti, ma senza limitazioni ai tavoli”. Il secondo chiede l’abrogazione del comma 6 del’articolo. “C’era bisogno- domanda- di mettere nel decreto che se una persona che sta passeggiando e ha bisogno di andare in bagno possa farlo solo con green pass? E’ questione di puro buon senso, bisogna toglierlo- sottolinea- non è degno di una società civile”.  Gli emendamenti di Dml sono dello stesso tenore: “Riteniamo che il Super green pass metta in difficoltà le attività- spiega Mirco Dolcini- e non risponda alla logica sanitaria, perciò sia necessario abrogarlo”. Identica la richiesta poi di abrogazione del comma relativo all’accesso ai bagni dei locali: “E’ una questione di buon senso dell’avventore, non vedo come possa essere un problema sanitario di rilievo”. Infine, Dolcini annuncia il ritiro dell’ultimo emendamento relativo all’asporto, “è identico a quello presentato dal governo”. Anche il Gruppo misto ritira il suo emendamento sul comma 6 perché “identico a quello presentato da Dml”.  Il governo presenta infine il suo emendamento che, come spiega il Sds Ciavatta, accoglie la richiesta dei gruppi di maggioranza: non sarà previsto l’obbligo del green pass per chi accede ai locali pubblici solo per fare take-away e non ci saranno limitazioni ai tavoli fino al 31 gennaio, per tutta la durata del Super green pass. Alla fine, l’emendamento del governo è l’unico accolto. 

Tra gli emendamenti successivi su cui si sofferma il dibattito, anche“l’articolo 13 bis” di Repubblica futura “Disposizioni per il personale sanitario sospeso” che propone di concedere piuttosto la possibilità di usufruire di aspettativa ai lavoratori senza certificazione, così come di destinarli al potenziamento dell’attività del centralino per a segnalazione dei sintomi covid, per la prenotazione tamponi, vaccini e tracciamenti.“Oggi continuate a dirci che saltano gli esami e le visite perché non c’è personale- motiva Nicola Renzi, Rf- non si fanno tracciamenti perché non c’è personale, ma se decidete di non usare 40 unità di personale poi la colpa ricade su di voi”. Maria Catia Savoretti, Rf sottolinea come con aspettativa ci sia anche un vantaggio economico per lo Stato, dato che con l’aspettativa “non è corrisposto lo stipendio”. Dalla maggioranza, Denise Bronzetti, Gruppo misto, spiega che in alcuni casi, l’aspettativa sia stata concessa: “E’ una strada che se è già stata aperta”. Quindi coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino. “Per tutto quanto attiene questa fase, in relazione ai diritti dei lavoratori, francamente- manda a dire- mi aspettavo che chi per legge ha in carico la difesa del lavoratore avesse fatto sentire di più la sua voce”. Il Sds Ciavatta: su possibilità di utilizzar aspettativa sarà mia cura fare verifiche con capo del direttore generale che deve gestire queste dinamiche, nel decreto non è stato previsto percè tutti i non vaccinati sono stati ricollocati, c’è situazone in cui certamente hanno stipendio ridotto rispetto prima ma sono tutti ricollocati, forse eccetto uno. Sull’altro comma, ne abbiamo discusso da quanto introdotto questo provvedimento con parti sociali, chi ha deciso di non aderrire a campagna vaccinale i Italia è stato sospeso, noi abbiamo dato a tutti garanzia di ricollocazione e di piccola smma per sostentamento. Sistema sanitario è delicato, gli stessi pazienti ci chiedono garanzie, abbiamo avuto l’attenzione, io stesso ho un amico che è stato sospeso, ma non possiamo esimerci dal farlo. Su tracciamento, stiamo parlando di chi tratta sintomi covid, ci voglion oanche conoscenze di uncerto tipo, qualsiasi modifica non può che essere discussa con parti sindacali  enon può essrepresa da aula consiliare. Zafferani il fatto che sono stati tutti ricollocati è altro tema. Se un lavoaore preferisce fare altro anziché prendere 600 euro al mese invece che ‘fareil custode’ perché deve essergli impedito qualcosa previsto dal disposto contrattuale?  L’emendamento viene infine respinto.    

Con la ratifica del decreto e l’approvazione dell’Ordine del giorno della maggioranza la seduta si conclude. Domani mattina i lavori riprenderanno al comma 15, con la ratifica di altri decreti. 

Di seguito un estratto del dibattito sull’Odg di maggioranza.

Ordine del giorno  

Maria Luisa Berti, Npr dà lettuta del testo: 

Il Consiglio Grande e Generale considerato 

– i numeri molto elevati di nuovi casi di positivà al virus Sars Cov 2 (tra 300 e 400% più elevati dello stesso periodo dello scorso anno); che per quanto sia confermato che anche i soggetti vaccinati siano soggetti alla possibilità di contagio, altrettanto vero è che il contagio e la contagiosità di tali soggetti è in percentuale inferiore rispetto ai soggetti non vaccinati;

– che i dati relativi a sintomi gravi, ospedalizzazioni e terapia intensive sono drasticamente inferiori per ciò che riguarda i soggetti sottoposti a vaccinazione, rispetto ai soggetti non vaccinati;

– che il Congresso ha valutato doverosamente tutte le proposte pervenute dagli organismi tecnici dell’Iss, giudicando insostenibile un nuovo lockdown, ma considerando la possibilità di introdurre l’obbligo vaccinale, proposta dal Gruppo per le emergenze in data 16 dicembre 2021 tra le misure da adottare anche per singole categorie, alla luce della particolarità del nostro sistema normativo, ma che richiede ulterori approfondimenti anche alla luce dell’andamento del contagio; 

– il possibile ulteriore aumento di contagi e la conseguente necessità di valutare l’introduzione di misure più efficaci per ridurli e riconquistare al più presto la libertà di movimento e l’eliminazione dei sistemi di controllo;

-che tuttavia si rendono necessari ulteriori approfondimenti, sia di ordine sanitario che giuridico, circa l’introduzione della modalità di tale misura, 

manda al Congresso di Stato 

di effettuare tutti gli approfondimenti necessari quanto prima, al fine di predisporre i provvedimenti normativi conseguenti circa l’obbligo vaccinale, da adottare con urgenza qualora si verifichi un aggravio della pandemia e secondo quanto definito in premessa. 

Roberto Ciavatta, Sds di Stato per la Sanità: Come nel dibattito sull’emendamento Npr, non entro nella discussione, è argomento del Consiglio Grande e Generale.

Nicola Renzi, Rf: Non c’è nessun bisono di fare un Odg che dica al Consiglio di fare uno studio sull’obbligo vaccinale. Il consiliere Farinelli aveva chiesto da mesi di iniziare a studiare questa tematica, se lo avessimo inziziato davvero un confronto serio, non saremmo arrivati al ‘carnevale di Rio’ di ieri, quando qualcuno ha deciso di portare all’ultimo un emendamento che  voleva introdurre l’obbligo vaccinale e la maggioranza ha rischiato di implodere. Così dalla maggioranza e dal governo sono arrivati a una mediazione a ribasso come questa: è la politica dei rimbalzi che cerca di tenere dentro tutte le posizioni possibili. Sappiamo benissimo che i consiglieri indipendenti e di Motus non saranno mai disponibili ad approvare un obbligo vaccinale. E’ un contenuto meramente strumentale per cercare di tirare a campare per un alro mese o due. Alla faccia di una emergena covid. In modo surreale vediamo le firme di tutta la maggioranza. Non parteciperemo alla votazione.

Vladimiro Selva, Libera: Ancora una volta si rinviano decisioni e i problemi. Si rinviano ad un ‘aggravio della pandemia’, ma noi dobbiamo anticipare i problemi, non inseguirli.  Si susseguono fatti preoccupanti, prima le dimissioni del Segretario  Ciavatta,  poi si dice che  è tutto tornato alla normalità e le dimissioni si ritirano, poi si arriva a un emendamento e a un’esplosione di criticità, al di là dei problemi del covid.  Il problema è tutto politico e di relazioni in maggioranza. Non parteciperemo alla votazione. 

Mirco Dolcini, Dml: L’Odg chiede e apre a una fase di confronto sul tema dell’obbligo vaccinale. Ritenendo noi, da sempre, il confronto costruttivo elemento necessario perché il govenro possa fare scelte ponderate, siamo favorevoli all’Odg.

Manuel Ciavatta, Pdcs: Il nostro gruppo consiliare ha preso in seria considerazione questo Odg cheh a sottoscritto, a differenza di quanto ha detto l’opposizione. Noi guardiamo anche altri Paesi d’europa e vediamo che- ad eccezione dell’Italia e di altri due Paesi europei, che hanno esteso l’obbligo ad alcune categorie- anche gli altri stanno facendo valutazioni. La scelta dell’obbligo deve essere calata valutando tutti gli aspetti. Per questo sosteniamo un Odg che chiede di fare valutazioni, predisponendo adempimenti normativi necessari e qualora ci sia una situazione urgente si proceda subito alla procedura. L’auspicio sarebbe che anche la minoranza aderisse e magari sottoscrivesse l’Odg. Il nostro partito ha sottoscritto e voterà l’Odg insieme al resto della maggiornza. 

Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete: Il mio movimento darà voto favoreole all’Odg perché scaturisce da un emendamento presentato e ritirato da Npr su cui il mio movimento ha avuto apertura. Sarebbe ipocrita non sostenere oggi cosa abbiamo sostenuto ieri. Questo Odg è certamente una mediazione al ribasso rispetto all’emendamento, ma una mediazione che arriva dopo uno scontro in Aula, mentre dovrebbe arrivare nella normale vita politica. Invece di tenere comportamente divisivi e che aumentano frizioni tra di noi, dovremmo arrivare a una sintesi comune, concetto della democrazia.

Sandra Giardi, Gruppo misto
Siamo sempre state contrarie alla questione dell’obbligo vaccinale. Su l’Odg abbiamo trovato interessante il fatto si possa aprire un approfondimento su un tema che ha aperto più di un dibattito e che in questo modo si possa giungere a una conclusione. All’interno del decreto covid ci sono stati dispositivi per mascherare l’obbligo vaccinale. L’Odg non era il modo migliore per arrivare ad approfondimenti, ma credo sia necessario. Lo abbiamo firmato io e la collega Bronzetti, gli altri del gruppo misto sono a casa e forse non lo avrebbero votato. Le sensibilità sono diverse e vanno rispettate.

Gian Nicola Berti, Npr: Grazie ai colleghi di maggioranza e alla persone dell’opposizione che hanno sostenuto obbligo vaccinale, non a caso mi riferisco all’unico medico presente in Aula. Non solo lei lo ha sostenuto sempre, anche io, mesi fa, ho fatto un intervento per aprire all’obbligo vaccinale. Se Renzi avesse presentato un emedandamento per introdurlo, noi lo avremmo sostenuto. Si tratta di tutelare vite umane e della salvaguardia della sanità pubblica. I dati forniti da Ciavatta sono inequivocabili: il vaccino è un’arma che ci consente di uscire dall’emergenza della pandemia.
Noi abbiamo rotto un tabù, nessuno aveva il coraggio di presentarlo all’Aula. Quando abbiamo visto che ognuno andava per i fatti suoi, abbiamo ritenuto doveroso presentare questo emendamento e introdurre quanto meno il dibattito. Non abbiamo risolto il problema, ma abbiamo intrapreso una strada importante che porterà il paese all’obbligo vaccinale. Spiace che l’opposizione- chi a parole sostiene l’importanza dell’obbligo vaccinale- non sia disponibile ad andare a  sostenere questa volontà di fare un percorso insieme a tutta l’Aula e insieme all’Iss. Certamente, se epidemia scomparisse domani, non ci sarebbe necessità, ma temo che il virus sia ormai endemico e che il prossimo autunno si riproporranno problemi. 

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2022-01-21T17:59:16+02:00