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Covid, i pediatri: “Il vaccino sarà sicuro, testato ed efficace”

Villani (Sip): "Tempi rapidi perché la tecnologia ha fatto passi da gigante"
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ROMA – “Quando un vaccino arriva ad essere immesso vuol dire che è sicuro, testato ed efficace”. Il presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Alberto Villani, lo sottolinea ai microfoni di Unomattina intervistato da Marco Frittella e Monica Giandotti sui dubbi in merito alla sicurezza del vaccino anti Covid. “La normativa italiana è una delle più rigorose al mondo- precisa- Il vaccino deve passare tutta una serie di controlli e di verifiche attraverso le agenzie nazionali. Nel nostro Paese c’è l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e lo stesso tipo di organismo esiste a livello europeo e internazionale”. Per chi avanza perplessità sulla rapidità con cui si sta arrivando al vaccino, Villani sottolinea che “i tempi guadagnati sono dovuti innanzitutto al fatto che tantissimi laboratori e centri di ricerca in tutto il mondo si sono dedicati a questo vaccino, proprio perché c’era in corso una pandemia, e poi perché le metodologie e le tecnologie per produrre vaccini hanno fatto passi da gigante. Ci sono delle innovazioni- spiega il pediatra- che consentono di accorciare quelli che prima erano dei passaggi molto lunghi che dipendevano da procedure dovute a tecnologie che non erano ancora così sofisticate come quelle di oggi”. 

Intervistato poi sull’assistenza ai malati non Covid, in particolare quelli oncologici, Villani sottolinea che “è un problema sicuramente attuale e importante che ha rappresentato una criticità già nel periodo febbraio-maggio, soprattutto quando c’è stato il primo lockdown. Quello che deve essere chiaro, soprattutto ai pazienti- dice il presidente Sip- è che l’aver organizzato in tutta Italia delle strutture per pazienti Covid, con percorsi dedicati, fa sì che sia possibile ricevere cure in piena sicurezza in quelli che saranno o sono i luoghi dedicati ai pazienti non Covid”. Questo “è importante- ribadisce Villani- perché, soprattutto nella fase iniziale della pandemia, il timore rappresentato dalla possibilità di contagiarsi aveva scoraggiato a recarsi in ospedale anche chi aveva patologie croniche o necessità di cure”. Una situazione che “non deve esserci”, ribadisce il pediatra. La realizzazione di percorsi Covid e non Covid “è uno sforzo organizzativo non da poco- sottolinea il presidente Sip- dunque è importante fare tesoro di questa esperienza per programmare in maniera seria un nuovo riassetto del sistema sanitario nazionale”, conclude Villani.

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