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Nuovo raid nel Tigray, la città di Macallè colpita da un attacco aereo: è il secondo in una settimana

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Si registrano anche nuove violenze tra le comunità locali nell'Oromia, regione storicamente percorsa da tensioni e malcontento verso le istituzioni centrali
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ROMA – Oggi intorno alle 10 ora locale – le 9 in Italia – la città di Macallè è stata colpita da un attacco aereo condotto dalle forze armate federali dell’Etiopia, il secondo in una settimana. Ne ha dato notizia su Twitter Kindeya Gebrehiwot, un membro del comitato centrale del Fronte di liberazione popolare del Tigray (Tplf), il partito al potere nella regione, contro cui il governo di Addis Abeba ha autorizzato un operazione militare quasi un anno fa. Anche i residenti hanno confermato il bombardamento, ma al momento non è disponibile un bilancio delle vittime.

Le Nazioni Unite hanno invece confermato tre morti nel raid aereo di lunedì, che si è concentrato in particolare sulle infrastrutture per le comunicazioni impiegate dal Tplf, di cui è accusato sempre l’esercito federale. Il governo dell’Etiopia non ha ancora confermato né smentito l’attacco di oggi, che alimenta i timori della comunità internazionale per il coinvolgimento dei civili nell’escalation di violenze nel Tigray, che hanno raggiunto anche le regioni di Afar e Amhara, con ripercussioni nell’Oromia.

Proprio in quest’ultima regione, storicamente percorsa da tensioni e malcontento verso le istituzioni centrali, sono state registrate nuove violenze tra le comunità locali. Ne dà notizia sempre oggi la testata Addis Standard, che cita l’ultimo report della Commissione etiope per i diritti umani (Ehrc). L’organismo, statale, ha chiesto al governo di inviare forze di sicurezza stabili a difesa delle popolazioni, in particolare nella zona di Horo Guduru Welega, dove si sono registrate vittime tra i civili attribuite ad attacchi condotti da una milizia locale, il Fronte di liberazione dell’Oromia (Olf-Shane).

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