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Gruppioni, l’imprenditrice-candidata: “Il primo impegno? Tagliare il costo del lavoro”

Gruppioni in corsa a Bologna per la Camera: "Qui il terzo polo supererà il 10%"

Pubblicato:20-09-2022 17:12
Ultimo aggiornamento:20-09-2022 17:12

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BOLOGNA – “Pensando al mio territorio d’origine, a Bologna e alla città metropolitana, innanzitutto mi concentrerei sulla defiscalizzazione del costo del lavoro”. Ecco il primo tema che Naike Gruppioni, candidata alla Camera per il terzo polo, si impegna ad affrontare se eletta in Parlamento. “Lo stipendio del lavoratore deve essere adeguato al reale costo della vita, questo secondo me è fondamentale. Inoltre- afferma Gruppioni, intervistata dalla ‘Dire’- mi concentrerei su una politica di sostegno e di formazione continua del lavoratore stesso, del cittadino. Perché questo servirebbe ovviamente alla riqualificazione delle competenze della persona, ma anche alla crescita aziendale”.

Nel programma “tengo molto a sottolineare, in quanto imprenditrice, la crescita dell’azienda, che è fatta di persone- continua la candidata- e l’internazionalizzazione, quindi il controllo di costi e competitività. Ovviamente per fare questo rafforzerei ulteriormente la ‘4.0’, in quanto è stata depotenziata dal Governo”. Un altro tema “importante e necessario per far funzionare la produttività, l’industria e anche per sostenere i cittadini- sottolinea ancora Gruppioni- è sicuramente l’attenzione sulle infrastrutture e sull’autotrasporto”. Quest’ultimo rappresenta “la connessione tra tutto il settore industriale e cittadino stesso. Non ci rendiamo conto di quanto sia questo importante- conclude Gruppioni- ma in realtà anche la penna che ho in mano, tutto quello che noi abbiamo intorno viaggia su quattro ruote. Quindi mi concentrerei molto in particolare su questa categoria”.


LA RICETTA PER LA SICUREZZA: SCUOLA E FORZE DELL’ORDINE

Il tema della sicurezza, invece, per Gruppioni “va affrontato tenendo in considerazione un duplice aspetto: innanzitutto educare alla realtà i nostri figli partendo dalla scuola fin dall’infanzia” e poi “sostenere le forze dell’ordine” che spesso sono bloccate dall’attività burocratica e sono comunque esposte a turni “estenuanti”. È questa la ricetta per affrontare l’impennata dei casi di violenza, in particolare contro le donne, che ha coinvolto la città di Bologna negli ultimi tempi, secondo la candidata del terzo polo.

Secondo Gruppioni, imprenditrice locale che per la prima volta si affaccia al mondo della politica, da una parte bisogna fare attività di prevenzione, partendo dalle scuole, inserendo “delle ore di educazione alla ‘realtà’: una sorta di educazione civica sui temi fondamentali come la violenza di genere, il rispetto, i social e tanti altri temi”. Dall’altra, invece, è necessario mettere nelle giuste condizioni di intervenire le forze dell’ordine “per combattere la poca sicurezza che oggi purtroppo respiriamo nelle nostre città”, sottolinea Gruppioni.

Infatti, spiega la candidata del partito di Carlo Calenda, bisogna sostenerle e proprio su questo “mi sono confrontata con il sindacato Siulp, cercando di capire le loro necessità”. Da questo dialogo, è emerso che bisogna “distribuire meglio il lavoro all’interno dello stesso reparto, in quanto spesso e volentieri ci si occupa anche di attività burocratiche che potrebbero essere demandate o all’ente territoriale oppure a un sistema di digitalizzazione che potrebbe essere implementato per supportarli”, ad esempio nel caso di una persona che perde la patente.

Una necessità, secondo Gruppioni poiché le forze dell’ordine sono sempre “sotto organico” e sottoposte a turni “estenuanti” e a questo si aggiunge la stima “che nei prossimi tre anni andranno in pensione almeno 40.000 poliziotti”. A tal proposito “deve essere snellito” anche l’iter per diventare poliziotto, “in quanto per diventarlo oggi ci si mette almeno tre anni”, e solo così “possiamo superare il problema organizzando le risorse e inserendo più poliziotti con un sistema più snello di reclutamento”, conclude la candidata bolognese di Azione.

“TAGLIARE LE BOLLETTE, MA ALLE AZIENDE SERVE UN CHECK UP”

Come affrontare il caro energia? Ecco la road map tracciata da Gruppioni: “Io credo assolutamente in una politica concreta. Perciò oggi la priorità è sicuramente intervenire sul rincaro delle bollette. Anche perché tutti oggi abbiamo paura e abbiamo il problema di pagarle e quindi immediatamente, visto che è l’unica soluzione possibile, interverrei con uno scostamento di bilancio per poi ovviamente riqualificare i rigassificatori e intervenire sulla transizione ecologica, come abbiamo indicato molto chiaramente nel nostro programma”.

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Da imprenditrice, “questo per me è un tema molto caro. Io ho un’azienda energivora, un gruppo industriale che consuma gas e elettricità a livelli altissimi e abbiamo già operativamente adottato delle migliorie. Innanzitutto, parlo in generale, per stabilire dove mettere le mani bisognerebbe compiere un audit energetico, cioè monitorare i consumi per capire che questi possono essere abbattuti. Questa, in generale, è un’operazione che ogni azienda dovrebbe fare”. Per Gruppioni “oggi tutto è importante per abbattere i costi sui nostri prodotti. Innanzitutto il cambio delle lampade, che può sembrare un dettaglio, ma in realtà sostituire le lampade con quelle a led porterebbe un abbattimento dei consumi importanti”.

Servono, poi, “una manutenzione predittiva e una manutenzione ordinaria di tutti i vari impianti”, suggerisce l’aspirante parlamentare: ad esempio, i sistemi di ventilazione dovrebbero essere “puliti efficientemente in quanto se un kit fosse sporco, questo porterebbe a un aumento del consumo. Oppure una cinghia rotta di qualsiasi macchinario porterebbe a uno sforzo ulteriore e a un consumo superiore”.

Quindi si dovrebbe fare “un check up della struttura e della bontà dell’impiantistica per fare una riqualificazione. Questa- sottolinea Gruppioni- è la manutenzione che dovrebbe sempre essere comunque fatta normalmente e per abbattere i consumi quotidianamente, anche indipendentemente dal costo dell’energia oggi. Poi sicuramente degli accorgimenti come i sensori sono dettagli, ma anche questo, a seconda della tipologia di azienda, può servire. I sensori di presenza sicuramente possono portare al risparmio”.

Per quanto riguarda investimenti più strutturali, “potremmo sfruttare la cogenerazione- continua la candidata- che non è altro che la produzione di caldo e freddo contemporaneamente, tramite energia. Potremmo e dovremmo assolutamente investire sul fotovoltaico, perché è la fonte a chilometro zero, nonostante non sia sufficiente“. Durante il percorso “perdiamo almeno il 20% dell’energia che acquistiamo. Quindi comunque potrebbe essere una delle soluzioni migliori. Inoltre- afferma Gruppioni- potremmo anche proporre un credito d’imposta per lo stesso fotovoltaico e, invece che magari al 6%, portarlo al 20%”.

Per le aziende più energivore, poi, “si stanno utilizzando gli strumenti che abbiamo a disposizione, quindi riqualifichiamo e riconvertiamo gli impianti a gpl, che è un’alternativa al metano. Questa- segnala la candidata- è una ricetta che si può utilizzare. È qualcosa che potremmo fare oggi nella nostra azienda, indipendentemente dalle scelte governative e delle scelte europee alle quali giustamente dobbiamo sottostare”. In conclusione, le misure suggerite “sono alcune tra le tante che dovrebbero comunque essere compiute da ogni azienda ma- avverte l’imprenditrice- non sarebbero sufficienti a contrastare l’incredibile aumento di prezzo a cui siamo sottoposti”.

“A BOLOGNA CON IL TERZO POLO SUPEREREMO IL 10%”

A Bologna, storica roccaforte della sinistra italiana, il terzo polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi sarà in grado di superare il 10% e riuscirà ad avvicinarsi a questo traguardo anche su scala nazionale: ecco il pronostico di Gruppioni. In vista delle elezioni del 25 “sono molto positiva- afferma Gruppioni- ma lo sono per il progetto che stiamo proponendo, che non è soltanto un’alternativa bensì l’unico progetto concreto e plausibile che possa supportare l’Italia e i cittadini. Questo è un percorso che abbiamo iniziato l’11 agosto insieme e per me comunque il risultato sarà positivo, comunque faremo il massimo e ho anche ottime sensazioni, perché di riscontri ne abbiamo abbondantemente”.

Nonostante il territorio bolognese “sia sempre stato chiaramente connotato da un’ideologia- continua l’aspirante parlamentare- io credo che oggi l’obiettivo sia tutt’altro, cioè poter organizzare, agire concretamente e realizzare degli interventi per il nostro Paese”. Passando alle percentuali, dunque, sotto le Due torri “credo che supereremo il 10%- confida Gruppioni- e sul territorio nazionale arriveremo sicuramente molto vicini al 10%. Ecco, io ho questa sensazione, questo sentiment”.

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“IL REDDITO DI CITTADINANZA? È ANDATA MALE, VA RIORGANIZZATO”

Il dibattito sul Jobs act che si è riaperto in vista delle elezioni? “Noi del terzo polo abbiamo le idee chiare. Vedo un po’ confusi gli altri partiti, soprattutto il partito papà del Jobs act (il Pd, ndr). Ecco, in realtà si commentano da soli. Esprimono il loro pensiero e chi li ascolta può decidere liberamente che cosa pensare del Jobs act descritto da loro”, afferma Gruppioni.

“Il terzo polo è concentrato sul mercato del lavoro, che deve essere efficiente ed equo, quindi deve puntare su produttività e inserimento dei giovani al suo interno”, sottolinea Gruppioni. Per procedere su questa strada “il terzo polo introduce il salario minimo attraverso una serie di azioni concordate tra le parti sociali- continua l’aspirante parlamentare- che permettano di combattere innanzitutto i contratti pirata, che sono un vero problema”.

Si tratta poi di “detassare i premi di produttività e ovviamente di alleggerire le aziende che hanno intenzione di fare formazione sui loro dipendenti- aggiunge Gruppioni- e quindi riqualificare l’intero tessuto imprenditoriale. Inoltre, non ultimo, anche la semplificazione della burocrazia è fondamentale”. E il reddito di cittadinanza? “E’ andato male”, è il verdetto dell’imprenditrice: “Dev’essere ovviamente riorganizzato”, in modo che “chiunque lo percepisca dovrebbe avere l’eliminazione del sussidio al primo rifiuto del lavoro e ovviamente perdere questo sostegno entro due anni dal ricevimento dello stesso, nel caso in cui non impiegasse le sue risorse nel mondo del lavoro”.

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