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Un referendum contro il green pass: tra i Garanti anche Carlo Freccero

Gli organizzatori si definiscono "comuni cittadini e studenti universitari" e si richiamano alla Costituzione: "Ci sono state violazioni gravi dello stato di diritto"
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ROMA – “I cittadini italiani hanno gradualmente preso coscienza del fatto che il Green Pass costituisce un palese strumento di discriminazione che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico, considerati intangibili dalla Costituzione repubblicana”. Lo scrivono i promotori del referendum contro il Certificato verde sul loro sito referendumnogreenpass.it. L’estensione dell’obbligo per tutti i lavoratori pubblici e privati, che come segnalato dalla struttura commissariale per l’emergenza Covid ha portato a un aumento delle prenotazioni delle prime dosi di vaccino, divide la politica e l’opinione pubblica, e adesso arriva anche una raccolta firma per promuovere una consultazione popolare.

Gli organizzatori si definiscono “comuni cittadini e studenti universitari: ecco chi siamo. Il referendum abrogativo delle disposizioni legislative in materia di Green Pass, infatti, è il primo referendum ideato, organizzato e promosso da studenti universitari e da comuni cittadini, sulla base di risorse intellettuali, culturali, professionali e finanziarie offerte dai promotori stessi e dalla società civile“.

TRA I GARANTI ANCHE L’EX DIRETTORE DI RAI 2 FRECCERO

Il Comitato organizzativo è costituito dall’avvocato Olga Milanese del Foro di Salerno, dal professor Luca Marini, docente di Diritto internazionale all’Università La Sapienza di Roma, e dal professor Francesco Benozzo, docente di Filologia romanza all’Università di Bologna. C’è poi un Comitato dei Garanti, che comprende il professor Paolo Sceusa, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione, il professor Ugo Mattei, docente di Diritto civile all’Università di Torino, il giornalista ed ex direttore di Rai 2 Carlo Freccero e il professor Alberto Contri, past president della Fondazione Pubblicità Progresso e docente di Comunicazione sociale.

LE RAGIONI DEL NO

Per fare valere le loro ragioni, gli organizzatori si richiamano all’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza e la pari dignità sociale dei cittadini: “Il Green Pass esclude dalla vita economica e sociale della nazione quei cittadini che sostengono convinzioni ed evidenze diverse da quelle imposte dal Governo”. Secondo i promotori, inoltre, “il Green Pass, spingendo surrettiziamente i cittadini alla vaccinazione, aggira il divieto sancito dall’articolo 32 della Costituzione, secondo cui ‘Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario obbligatorio se non per disposizione di legge'”.

A detta dei promotori, poi, “sul piano internazionale, il Green Pass si pone in contrasto con alcune dichiarazioni di principio sancite da strumenti giuridici di natura programmatica, quali la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, secondo cui ‘Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione'”.

“VIOLAZIONI GRAVI DELLO STATO DI DIRITTO, INTERVENGA IL POPOLO”

Sul sito del referendum no green pass, gli organizzatori chiamano a raccolta i cittadini: “Di fronte a violazioni così gravi ed evidenti dello stato di diritto, come quelle introdotte e avallate dalle stesse istituzioni mediante il Green Pass, è il popolo che deve farsi garante della Costituzione e rendersi parte attiva per ripristinare i principi di uguaglianza e di parità tra cittadini su cui si fonda la nostra civiltà giuridica. È quindi giunto il momento di proporre il referendum popolare abrogativo delle disposizioni legislative in materia di Green Pass, allo scopo di porre fine a un subdolo strumento di discriminazione che mira a creare fazioni e schieramenti, a instillare l’odio sociale, a distruggere le fondamenta stessa della Costituzione repubblicana”.

I QUATTRO QUESITI

I quesiti referendari promossi dagli organizzatori sono quattro e chiedono di abrogare i decreti legge che hanno istituito e regolamentato l’uso del green pass: il n. 52 del 22 aprile 2021 convertito con modificazioni dalla L. 17 giugno 2021, n. 87, limitatamente all’art. 9, il n. 105 del 23 luglio 2021, il n. 111 del 6 agosto 2021 e il n. 122 del 10 settembre 2021.

COME FIRMARE PER IL REFERENDUM

I promotori del referendum no green pass spiegano che è possibile partecipare alla raccolta firme, con l’obiettivo di raggiungere le 500mila sottoscrizioni, sia via Internet, compilando il modello informatico che si trova sul sito con l’apposizione della marca temporale o l’invio attraverso la Pec, che fisicamente ai banchetti. Al momento, però, di luoghi fisici per firmare ce ne sono solo quattro in tutta Italia: uno a Este (Padova), uno a Venezia Mestre, uno a Piacenza e un altro a Latina.

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