VIDEO | Nilde Iotti, l’eredità della “signora della Repubblica”

Alla Camera il convegno per ricordato Nilde Iotti, a 40 anni dalla sua elezione sullo scranno di Montecitorio, tra ricordi privati e pubblici
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ROMA – Un ritratto a tutto tondo, dalla vita politica alla famiglia, ai tratti più intimi e meno conosciuti di una donna che “affettuosamente veniva chiamata zarina. Sicuramente oggi si sarebbe fatta chiamare il presidente della Camera e non la presidente, perché il ruolo – avrebbe detto Nilde Iotti – prescinde da chi lo riveste”. È il ricordo commosso di Maria Pia Garavaglia che, quando conosce Nilde Iotti, ha 27 anni e un’appartenenza politica del tutto diversa, ma viene rapita dalla “delicatezza di quella che per tutti era una donna austera”.

È un convegno affollato quello che oggi nella Sala Regina della Camera dei deputati ha celebrato i 40 anni dall’elezione di Nilde Iotti a presidente della Camera dei deputati. A promuoverlo la Fondazione che porta il suo nome con Livia Turco presidente e un susseguirsi di interventi commemorativi da Giuliano Amato, alla figlia adottiva Marisa Togliatti, alla storica Tiziana Noce, alla lettura del contributo di Marisa Rodano.

È stata la vicepresidente della Camera dei deputati, Maria Edera Spadoni, a ricordare la biografia di Nilde Iotti: “Figlia di una famiglia di Reggio Emilia, una di quelle famiglie capace di sacrifici per far studiare i figli, orfana di padre a 14 anni, con una madre lavandaia e tanti sacrifici per lavorare e studiare insieme fino alla laurea alla Cattolica”. Origini umili e una vita di sacrifici per quella che è stata una “madre costituente- ha sottolineato Spadoni- confermata alla guida della Camera per ben tre legislature”.

È proprio il “grande rispetto delle Istituzioni, la capacità di dialogo, la difesa della Costituzione” ha ricordato Livia Turco “l’eredità alla quale esser grati, oltre al fatto che era un’europeista convinta, un aspetto molto poco conosciuto”. Poco conosciuto come il privato di una donna che nel suo amore per Palmiro Togliatti aveva messo in gioco la sfida alle regole del tempo e aveva pagato un ostracismo, anche nel suo stesso partito.

È la figlia adottiva, Marisa Malagoli Togliatti, a ricordare l’unione familiare in cui è cresciuta, le “conversazioni tra amiche” di Nilde Iotti: aspetti che sono rimasti “sconosciuti ai media e ai cittadini”. È il volto pubblico a scolpire la memoria di Nilde Iotti. La sua storia di dirigente comunista, ma è anche il suo privato a riassumere posizioni che andavano oltre i codici del tempo.

“Eguaglianza tra coniugi e tra figli”, ha ricordato Giuliano Amato nel suo intervento- erano l’idea di famiglia che aveva Nilde Iotti e fu determinante il suo voto per bocciare la posizione dell’Assemblea Costituente sull’indissolubilità del matrimonio. Il divorzio- ha rimarcato Amato- era un bel problema anche per il Partitio Comunista”.

È la lettera di Marisa Rodano a ricordare gli aspetti più intimi di una Nilde Iotti “ottima cuoca, che portava frappe alle riunioni all’arrivo del Carnevale, che aspettava l’autobus per andare a passeggiare con Togliatti, premurosa e calma nelle lunghe camminate in Val D’Aosta“. La sensazione, come ha spiegato la storica Tiziana Noce, è che “non si possa dividere il privato dal pubblico di questa figura emblematica della storia italiana”: una donna tutta orientata al rispetto sacro della vita istituzionale e delle “ragioni degli altri” come ha ricordato Giuliano Amato criticando lo spirito della vita politica attuale.

“Sembra di vederla qui, seduta in prima fila- ha detto Livia Turco- a difendere come una guerriera la Costituzione, con la stessa volontà riformista di allora. Non si definì mai femminista, ma fu sempre legata alle donne e la sua azione politica, la sua stessa vita di donna fu spesa per difenderne i diritti”. È il suo discorso, letto da Monica Guerritore, a chiudere il convegno e a lasciare un “messaggio ben chiaro- come ha sottolineato la storica Tiziana Noce- a noi, donne di oggi”.

TURCO: ISPIRIAMOCI ALLA SUA ELEGANZA POLITICA

“Per avere un’altra Nilde Iotti dobbiamo combattere e ispirarci alla sua lezione; imparare a praticare la sua eleganza nella politica”. E’ questo, secondo la presidente della Fondazione Nilde Iotti Livia Turco, ciò che bisogna fare per avere altre figure di questo calibro. All’agenzia Dire, a margine del convegno che oggi ha celebrato i 40 anni dall’elezione a presidente della Camera di Nilde Iotti, ha ricordato le doti di questa donna simbolo della nostra storia: “Capace di essere vicina alle persone, semplice eppure colta, aveva consapevolezza di sè e sapeva fare gioco di squadra. Individualismo e narcisismo- ha concluso Livia Turco- ci portano nel burrone. Lo abbiamo visto”.

CATIZONE: MI PIACEREBBE TRA 40 ANNI UN’ALTRA COME LEI

“Bisogna esserci e impegnarsi con rigore personale, di studio ma anche con rispetto e fiducia nelle Istituzioni e nel partito in cui si milita”. All’agenzia Dire, a margine del convegno che oggi ha ricordato Nilde Iotti, a 40 anni dalla sua elezione sullo scranno di Montecitorio, Andrea Catizone, del Comitato scientifico della Fondazione Nilde Iotti, ha riassunto così il messaggio che viene dalla storia e dal ricordo di questa ‘madre costituente’. “Dobbiamo guardare al passato, ma mi piacerebbe tra quaranta anni- ha concluso- celebrare altre donne grandi come Nilde Iotti”.

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20 Giugno 2019
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