Consiglio Grande e Generale, 18 settembre (pomeriggio)

Il Consiglio Grande e Generale riparte dall’esame del Comma 6 (Istanze d’Arengo) e in particolar modo prosegue la discussione sull’Istanza numero 10
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Il Consiglio Grande e Generale riparte dall’esame del Comma 6 (Istanze d’Arengo) e in particolar modo prosegue la discussione sull’Istanza numero 10 (“affinché il Consiglio Grande e Generale individui le modalità e i provvedimenti atti a garantire un comportamento consono alla Sede Istituzionale da parte dei Consiglieri e dei membri del Congresso di Stato nel corso dei lavori consiliari”) successivamente approvata dall’Aula. Giunge ad approvazione anche l’Istanza d’Arengo n.15 del 7 aprile 2019: “affinché la scalinata della Cava dei Balestrieri sia intitolata al Professor Giuseppe Rossi”. Soddisfatto il Segretario di Stato per gli Affari Interni Guerrino Zanotti, che commenta: “Il professor Giuseppe Rossi è una personalità di spicco di questa Repubblica, che incarna i valori positivi di San Marino, non solo nella tradizione legata ai balestrieri, ma anche in altri campi”. Respinte le Istanze successive, le numero 21, 29, 23 e 24.

Ad accendere il dibattito è invece l’Istanza numero 13: “affinché siano spostate le antenne 5G posizionate presso l’Aereo Club di Torraccia, che porta il tema del 5G all’interno del Consiglio. Interviene il Segretario di Stato per le Infrastrutture Andrea Zafferani: “Come rilevabile anche dal documento emesso dal dott. Raimondi dell’Unità Operativa per la salute pubblica, emerge che sia la potenza dell’impianto stesso che l’impianto complessivo di tutto il sito rientrano abbondantemente nei limiti di ammissione previsti dalla normativa San Marino, che mi preme ricordare e lo dirò poi anche nella successiva istanza sul tema è tra le più restrittive del mondo”. Ad esprimere preoccupazioni – anticipando i temi di una Istanza successiva – sono invece i consiglieri del Ps Denise Bronzetti (“Non c’è niente di più deleterio per la salute della tecnologia 5G. Vale la pena fare un ragionamento più approfondito con pareri non solo tecnici ma anche medici e ambientali”) e del Pdcs Massimo Andrea Ugolini (“La nostra preoccupazione più grossa è che la nostra cittadinanza non faccia da cavia ad una nuova tecnologia, bensì che la tecnologia sia perfettamente sicura”). L’Istanza viene quindi respinta, così come le due successive, numero 27 e 17.

Approvata invece la numero 20: “affinché siano resi pubblici i dati relativi alle analisi chimico-fisiche-batteriologiche delle acque immesse quotidianamente in rete dalla Centrale di Potabilizzazione”. Dopo il riferimento del Segretario di Stato per il Territorio e l’Ambiente Augusto Michelotti sull’Istanza numero 16 (“affinché sia introdotta una regolamentazione della cannabis a scopo ricreativo”), i lavori vengono interrotti. Riprenderanno alle 21.

COMMA 6

Istanze d’Arengo

Istanza d’Arengo n.23 del 7 aprile 2019 – affinché la carica di membro del Consiglio Grande e Generale non possa durare oltre le tre legislature consecutive

Segretario di Stato agli Affari Interni Guerrino Zanotti: La richiesta riguarda un aspetto di carattere istituzionale che fa parte di un quadro più complesso e che non si ritiene possa essere promossa in forma di stralcio con una Istanza. Ritengo che in un momento di disaffezione della politica con poche liste che hanno presentato il numero massimo di candidati, una limitazione come quella proposta è da ritenersi negativa. Tale scelta è giusto che rimanga interna a forze politiche che possono regolare questi aspetti. Parere va verso respingimento istanza.

Fabrizio Perotto (Repubblica Futura): Se nello spirito degli istanti c’è idea di incentivare un ricambio generazionale nel Cgg questo si va a scontrare col fatto che durante elezioni il corpo elettorale può esprimere liberamente la propria preferenza per i candidati. Sicuramente chi ha presentato l’istanza pensa che tre legislature siano un tempo sufficiente per l’attività politica. Non siamo d’accordo con il limitare l’accesso al Cgg a tre legislature perché il corpo elettorale è sovrano e può decidere liberamente chi delegare in Aula. Discorso diverso è sul congresso di stato. Ma c’è già il limite temporale dei 10 anni consecutivi. Gruppo voterà contro istanza.

Teodoro Lonfernini (Pdcs): L’istanza in oggetto non è superficiale ma Aula è priva di interesse in termini di dibattito. Come possiamo pensare di approvare in maniera così semplicistica un concetto così complesso come quello della riforma istituzionale presentata dai cittadini? O siamo indietro noi o sono troppo avanti i cittadini. Io sono per un ragionamento vero che vada oltre un dibattito come quello odierno. Le riforme di carattere istituzionale non sono più rinviabili. Serve però maggiore maturità dell’Aula.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Quello che chiede l’Istanza è ingiusto e anticostituzionale. Si va a ledere il diritto della cittadinanza attiva, coloro che si vanno a presentare nelle varie liste e nei vari movimenti sapendo che c’è questo vincolo. Noi abbiamo un regolamento interno sul limite massimo di legislature. Sono regolamenti che si danno i partiti per garantire il ricambio. Non può essere una legge dello Stato a imporre queste cose. Si pensano di dare delle regole a monte ma in realtà si limitano i diritti delle persone. Provvedimento limitante e molto pericoloso, a mio avviso. Perciò il mio voto sarà negativo.

Matteo Ciacci (Civico 10): Noi come movimento abbiamo già una normativa che prevede la rotazione dell’incarico per il Segretario di Stato. Proposta portata avanti all’epoca da diversi esponenti politici nei primi anni Duemila. La rotazione degli incarichi dovrebbe avvenire per ogni organismo non solo per quelli politici: federazioni sindacali, associazioni industriali, associazioni di categoria, federazioni sportive. Siamo aperti a ogni tipo di valutazione e lasciamo libertà di scelta al nostro gruppo consiliare. Andare a intervenire a livello normativo per limitare la capacità di candidarsi è un principio molto forte e quindi la riflessione deve essere ampia. Ma crediamo che questa valutazione di svecchiamento all’interno dei singoli partiti vada fatta. E’ un modo per dare dinamicità al gruppo politico.

Federico Pedini Amati (Movimento Democratico San Marino Insieme): Sarebbe come dire che un cittadino sammarinese può andare a lavorare sotto lo Stato solo per un anno. Le condizioni di incandidabilità non può darle l’Istanza d’Arengo ma la legge elettorale. Quella di darsi un limite di tempo è un’azione che devono fare i partiti, anche se probabilmente non c’è neppure bisogno. Sono quindi contrario a questa Istanza.

L’Istanza viene respinta dall’Aula.

Istanza d’Arengo n.24 del 7 aprile 2019 – affinché non sia più corrisposto il gettone agli ex Consiglieri

Segretario di Stato per gli Affari Interni Guerrino Zanotti: quanto esposto nell’Istanza sarà oggetto di trattazione nel testo della riformazione previdenziale. Nel documento sottoposto alle associazioni sindacali c’era anche questa parte. Quello è l’ambito in cui trova naturale collocazione questa tematica, che va affrontata con le diverse parti economiche e sociali. Riteniamo dunque che così com’è stata formulata l’Istanza non vada accolta; non perché manca la volontà di intervenire su questo argomento, che era già argomento di trattazione nella bozza di riforma previdenziale. Argomento che va affrontato tenendo in considerazione un istituto già previsto dalle normative vigenti e ciò che questo istituto dovrà diventare.

Federico Pedini Amati (Movimento Democratico San Marino Insieme): questa cifra la si prende solo da quando si va in pensione. In Italia la politica è un mestiere, diversamente da San Marino, dove i politici prendono 6-700 euro al mese. Quando smettiamo di fare i consiglieri, non guadagniamo più niente. Questo emolumento arriva al massimo a 250 euro al mese e devono essere superate le tre legislature. Per me si può anche togliere questo emolumento. Quali benefit abbiamo noi? Nessuno: paghiamo tutto, com’è giusto che sia. Ormai a forza di tagliare veniamo qui dentro gratis. Vogliamo portarlo a 200? Togliamolo. Però andiamo ad adeguare anche le pensioni da 11mila euro.

Adele Tonnini (Rete): c’è una contraddizione all’interno del testo. Non è un gettone consiliare, ma è una indennità, che viene elargita sulla base degli anni trascorsi in Consiglio, ma che di fatto è una forma di rimborso pensionistico. Come Rete non diamo indicazioni di voto, ma avevamo già sollevato la questione dell’eliminazione del vitalizio al consigliere sottoposto a condanne. Rimarco che noi abbiamo scelto di lasciare al movimento il 20% dell’assegno consigliare.

L’Istanza viene respinta dall’Aula.

Istanza d’Arengo n.13 del 7 aprile 2019 – affinché siano spostate le antenne 5G posizionate presso l’Aereo Club di Torraccia

Segretario di Stato per l’Industria e le Telecomunicazioni Andrea Zafferani. Come rilevabile anche dal documento emesso dal dott. Raimondi dell’Unità Operativa per la salute pubblica, emerge che sia la potenza dell’impianto stesso che l’impianto complessivo di tutto il sito rientrano abbondantemente nei limiti di ammissione previsti dalla normativa San Marino, che mi preme ricordare e lo dirò poi anche nella successiva istanza sul tema è tra le più restrittive del mondo. Quindi da questo punto di vista io penso che anche i dati sanitari che ci sono stati forniti da parte dell’Unità preposta sotto quest’aspetto non debbano fare temere preoccupazioni. Relativamente alla richiesta di spostamento del sito stesso la cosa è stata già prevista nel piano di realizzazione della Rete mobile dello Stato nella seconda fase di realizzazione che dovrebbe avvenire – queste erano le attese poi ovviamente dipenderà dalla prossima legislatura – dovrebbe avvenire entro il primo quadrimestre del 2020. Quindi sotto l’aspetto dello spostamento del sito era una cosa che era già stata valutata e accettata. Il 5G è un tema che discuteremo anche nella Istanza successiva che non riguarda specificamente la rocca di Torraccia ma tutto il Paese: ci sono informazioni mediche che non ci devono far temere cose particolari.

Stefano Canti (Pdcs): Visto che parliamo del traliccio che emette questo sistema di onde elettromagnetiche, la prima domanda che voglio fare è se questa nuova tecnologia è stata autorizzata dagli uffici competenti. Io credo che un dibattito nella Repubblica di San Marino su questo tema, quello del 5G, è già stato aperto, va data un’informazione maggiore ai nostri cittadini. Il sito aveva avuto in precedenza delle autorizzazioni ma sulla tipologia di emissioni non abbiamo indicazioni. La popolazione è preoccupata, una risposta va data.

Denise Bronzetti (Partito Socialista): Non c’è niente di più deleterio per la salute della tecnologia 5G. Vale la pena fare un ragionamento più approfondito con pareri non solo tecnici ma anche medici e ambientali. Lo si faccia con esperti del settore e non soltanto con pareri non del tutto disinteressati.

Oscar Mina (Pdcs): Voterò in maniera favorevole a questa istanza soprattutto per una necessità di approfondire meglio l’argomento.

Federico Pedini Amati (Movimento Democratico San Marino Insieme): Favorevole allo spostamento delle antenne dal sito in oggetto. Anche l’eternit una volta era un elemento che non arrecava danni alla salute, poi si è scoperto che è cancerogeno. Ci sono pareri autorevoli che dicono che il 5G fa male. Altri dicono che non fa male. Io non vorrei essere la cavia di questa apparecchiatura supermoderna che potenzialmente potrebbe arrecare danni alla salute dei cittadini. Io voglio le antenne ma non devono arrecare danno alla salute. Però dopo tre anni di Governo suo, Segretario, in alcune zone del Paese cade ancora la linea del telefono. Queste nuove tecnologie, posto che non sappiamo se fanno male alla salute, non funzionano. Ci dice quando funzioneranno?

Luca Santolini (Civico 10): Vorrei rispondere al consigliere Pedini: ad oggi non ci sono studi – possiamo verificarlo tutti – che dimostrano effetti nocivi della tecnologia. Ci sono studi che, al contrario, dimostrano che gli effetti immediati sulle cellule sarebbero meno rilevanti rispetto alle tecnologie che usiamo oggi. Ogni volta che c’è un cambio nella tecnologia mobile scattano gli allarmismi perché si teme comprensibilmente per la salute pubblica, ma in questo caso specifico l’allarmismo è stato ancora maggiore. Qual è l’unico punto su cui possono esserci preoccupazioni? L’intensità del campo elettromagnetico. Ma come ha detto il Segretario Zafferani la nostra normativa è tra le più stringenti al mondo.

Massimo Andrea Ugolini (Pdcs): Molte relazioni confermano quello che ha detto il consigliere Santolini, ma ci sono anche relazioni che affermano il contrario. La nostra preoccupazione più grossa è che la nostra cittadinanza non faccia da cavia ad una nuova tecnologia, bensì che la tecnologia sia perfettamente sicura. Sarebbe interessante capire se il sito sia stato autorizzato da tutti i dipartimenti ambientali e da tutte le strutture tecniche.

Teodoro Lonfernini (Pdcs): Abbiamo evidenziato che c’è un aspetto da approfondire: scendere in profondità nell’approfondimento del progetto non vuol dire bloccare la tecnologia. Nessuno di noi è in grado di fermare il processo tecnologico. Non vogliamo portare avanti questa filosofia di pensiero, ma pensiamo che il progresso deve incontrare la capacità di mettere in protezione i singoli soggetti a partire naturalmente dalla salute. Dobbiamo consentire ai cittadini di avere maggiori chiarimenti.

L’Istanza viene respinta dall’Aula con 22 voti contrari, 18 favorevoli, 2 astenuti.

Istanza d’Arengo n.17 del 7 aprile 2019 – affinché sia sospesa, a scopo precauzionale e a salvaguardia della salute pubblica, qualsiasi sperimentazione della tecnologia 5G in Repubblica

Segretario di Stato per l’Industria e le Telecomunicazioni Andrea Zafferani. La mia opinione è che occorra credere nell’innovazione tecnologica e cercare di essere tra i primi Paesi per quanto riguarda i cambiamenti tecnologici che diventeranno a breve un qualcosa di estremamente diffuso nelle nostre vite quotidiane. Il 5G, la blockchain e l’intelligenza artificiale saranno i tre principali driver dello sviluppo futuro e direi che abbiamo investito abbastanza in questi anni almeno su due di questi fronti. Affermare che vi siano migliaia di antenne già esistenti per la telefonia mobile nel territorio sammarinese è assolutamente errato, al momento ne abbiamo 11, tutte di un unico operatore, cioè TIM. La scienza non può ragionare che sulla base dei dati oggi disponibili altrimenti non sarebbe scienza. Lo studio Ramazzini che molti citano è stato eseguito sui ratti con modalità percentuali del corpo coinvolte e tempi di esposizione che non potranno mai avvicinarsi alla realtà dell’uomo. In ogni caso gli studi oggi riconosciuti dalla comunità scientifica non rilevano le onde elettromagnetiche come responsabili di malattie e soprattutto sono quasi tutti studi legati alle tecnologie 2G 3G e 4G. La tecnologia 5G infatti non è ancora una tecnologia commerciale utilizzata su larga scala ed esistono pochissimi dispositivi. Il pericolo massimo per la salute deriva dalla potenza che gli impianti cellulari e radio devono trasmettere per agganciare il segnale quando questo è debole e instabile a causa della lontananza delle antenne: è ormai pacifico per tutti che un maggiore numero di impianti riduce il pericolo per la salute delle persone perché riduce le potenze di trasmissione di ognuno di essi. Le Segreterie di Stato fanno ovviamente riferimento alle Agenzie specialistiche indipendenti accreditate presso gli organismi internazionali. Credo che il modo migliore che possiamo scegliere per applicare il principio di precauzione sia di mantenere delle basse soglie di emissione massima consentita ai nostri impianti elettromagnetici di tutti i tipi – compreso il 5G – più bassi dei valori soglia accettati da tanti altri paesi e monitorare costantemente, come viene fatto e come dovremmo fare ancora di più in futuro, magari installando degli impianti di misurazione in tempo reale su ogni sito.

Luca Santolini (Civico 10): Nessuno può avere delle certezze perché gli studi scientifici sono in evoluzione. Non è secondario pensare di introdurre o meno questa tecnologia. Io vedo due problemi: è vero che ci saranno più dispositivi sul territorio, ma non è vero che saremo esposti in maniera massiccia ai campi, il limite di legge sulle emissioni elettromagnetiche è molto vincolante, anche di più rispetto alle indicazioni dell’Oms. Lo studio Ramazzini non è stato riconosciuto dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. In rete si trovano molte informazioni su come è stato condotto. Lo studio ha coinvolto ratti esposti per 19 ore su 24 a valori elevati. Sono condizioni estreme e non riproducibili nella vita reale. A San Marino, lo ricordiamo, non è previsto un aumento dei limiti precauzionali, e questa è la condizione che garantisce noi, i nostri figli, i cittadini.

Adele Tonnini (Rete): Se da un latola rete 5G promette di aumentare la velocità di trasferimento dati, bisogna dire che in tutte le nazioni europee si è sollevato un movimento ostile a questa nuova tecnologia. Insieme all’entusiasmo per gli ovvi miglioramenti nascono dei timori per la salute, che sono legittimi, che vanno soppesati per non creare un quadro ancora più caotico. Oggi sul 5G si sente di tutto: dalle bufale al complotto. Creare allarmismi è sbagliato tanto quanto puntare il dito contro chi pone dubbi legittimi sul 5G.

Pier Luigi Zanotti (Repubblica Futura): San Marino ha dei limiti ancora più bassi rispetto a quelli italiani. Quindi è ancora più prudente. Facciamo dei grandi discorsi allarmistici sul 5G, ma i cellulari che abbiamo in tasca a volte possono essere più potenti. Gli esperimenti sui topi raggiungono delle evidenze che non si possono traslare sugli esseri umani. A volte c’è questa tendenza allo scoop mediatico che è la cosa migliore per non capire il problema.

Teodoro Lonfernini (Pdcs): Non me la sento di fare da cavia umana. Io sarei dunque più per attendere in merito a questa tecnologia. O meglio: sarei per portare all’attenzione dei cittadini sempre più momenti di confronto e informazioni, nella consapevolezza che la tecnologia non si ferma ma la salute va tutelata. Chiariamo ai cittadini dove queste strutture saranno collocate. Non mi interessa dove verrà collocata la tecnologia, ma come io potrò proteggermi da quella tecnologia oltre che utilizzarla.

Oscar Mina (Pdcs): Preferirei che il compito di rassicurare la cittadinanza venga dirottato ad altri enti più competenti, anche se poi la stessa cittadinanza fa riferimento a noi politici, cioè a quest’Aula, per trovare delle risposte. Il Paese ha la tendenza a restare sui propri binari, ma questo fa sì che lo sviluppo economico si fermi. La politica deve fornire alla cittadinanza tutti gli elementi per poter prendere atto di quello che stiamo facendo.

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19 Settembre 2019
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