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Arrestato a Dubai narcotrafficante tra i latitanti più pericolosi

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Raffaele Imperiale, 47 anni, era da tempo protagonista di massimo livello del traffico internazionale di stupefacenti e del riciclaggio di denaro
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NAPOLI – È stato arrestato a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, il narcotrafficante Raffaele Imperiale, 47 anni, considerato uno dei latitanti più pericolosi e da tempo protagonista di massimo livello del traffico internazionale di stupefacenti e del riciclaggio di denaro. L’operazione, comunicata oggi, è avvenuta il 4 agosto. L’arresto, eseguito dalle autorità di Dubai, è avvenuto nell’ambito di indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Napoli e condotte dal Gico di Napoli e dalla squadra mobile della questura di Napoli, con il supporto dei servizi centrali della guardia di finanza e della polizia di Stato.

Il ministero della Giustizia sta perfezionando in questo periodo le intese per completare la procedura di estradizione in tempi brevi. Viene sottolineata la “cooperazione internazionale” giudiziaria e di polizia svolta dal ministero di Giustizia, dal servizio per la cooperazione internazionale di polizia, anche attraverso le agenzie di Interpol ed Europol.

Raffaele Imperiale è collocato ai primi posti dell’elenco dei latitanti di massima pericolosità della direzione centrale della Polizia criminale. Nato a Castellammare di Stabia il 24 ottobre 1974, inizialmente noto agli inquirenti come “Lello di Ponte Persica”, frazione del medesimo comune partenopeo, Imperiale è stato capace di costruire un imponente network di trafficanti internazionali, in particolare di cocaina.

L’attività di brokeraggio internazionale e il rapporto d’affari con la criminalità organizzata partenopea si sono palesati nella prima decade del 2000, quando sono stati documentati contatti con camorristi del clan Di Lauro di Secondigliano, tra cui Elio Amato e Antonio Orefice. Un legame sopravvissuto anche alla scissione degli Amato dai Di Lauro.

Nel corso degli anni numerosi arresti e sequestri hanno colpito l’organizzazione di Imperiale: tra questi un maxi-sequestro da 1.330 chilogrammi di cocaina avvenuto a Parigi il 20 settembre 2013, quando nell’occasione è stato tratto in arresto il fedelissimo Vincenzo Aprea, al quale era stato affidato il compito di sovrintendere all’importazione dello stupefacente proveniente con volo di linea Air France da Caracas, in Venezuela. Il patrimonio illecitamente accumulato gli ha permesso di acquistare sul mercato nero due dipinti di Van Gogh di valore inestimabile, rubati nel 2002 ad Amsterdam in Olanda e ritrovati dalle fiamme gialle del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, in una vecchia villa a Castellamare di Stabia nel 2016. Lo scorso 22 gennaio, Imperiale aveva rilasciato un’intervista al quotidiano “Il Mattino” dichiarandosi estraneo alla vicenda e asserendo di aver comprato i preziosissimi quadri in quanto appassionato di arte.

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