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Referendum cannabis, raggiunto il traguardo delle 500mila firme

referendum cannabis
La campagna, lanciata solo sette giorni fa, ha centrato l'obiettivo grazie alla possibilità di sottoscriverla su Internet
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ROMA – Sono bastati sette giorni. Il referendum per la legalizzazione della cannabis ha raggiunto il traguardo delle 500mila firme necessarie per poter essere indetto. Lo annuncia il partito Possibile, uno dei promotori della consultazione insieme a Sinistra Italiana, +Europa, Radicali italiani e alle associazioni Luca Coscioni, il Forum Droghe, Meglio Legale, Antigone, Società della Ragione. “Sembrava impossibile, non abbiamo parole per ringraziarvi”, scrive sui propri canali social il movimento guidato da Pippo Civati. Che invita comunque i cittadini a continuare a discutere del tema e a firmare per il referendum, per avere la garanzia che il tetto delle 500mila firme valide sia raggiunto dopo il controllo delle autorità.

UNA RACCOLTA FIRME LAMPO GRAZIE A INTERNET

Mentre in Parlamento negli scorsi giorni è stato approvato il testo base sulla legalizzazione, la spinta dal basso è stata rapidissima. Merito della possibilità di firmare su Internet, andando sul sito referendumcannabis.it senza doversi recare fisicamente nei luoghi dove si raccolgono le firme. Infatti, si è trattato della prima raccolta firme italiana tenutasi interamente online, con un costo di 1,05 euro per ogni utente che ha aderito. La campagna aveva portato alla raccolta di 100mila firme in 24 ore, salite a 220mila dopo due giorni e a 330mila dopo 72 ore. Fino al raggiungimento delle 500mila sottoscrizioni, dopo una settimana dal via alla raccolta firme.

LE RICHIESTE DEI PROMOTORI DEL REFERENDUM

Tra le richieste dei promotori del referendum, c’è la rimozione delle pene detentive per tutte le condotte legate alla cannabis e la cancellazione della sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida per chi detiene cannabis per uso personale. Permane invece il ritiro della patente per chi viene trovato alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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