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Ictus, Asst Monza punta sulla telemedicina; Ginocchio valgo o varo non sono sinonimo di patologia 

edizione del 18 luglio 2018
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Denaro (UBCM): meno interventi grazie a fattori di crescita e staminali

Si sente sempre più parlare di fattori di crescita e cellule staminali impiegate in ortopedia che hanno il merito di ridurre il tasso di operazioni e ricorso a protesi. Per capire meglio l’utilizzo e i vantaggi di queste metodiche, la Dire ha intervistato il Professor Vincenzo Denaro, Primario Emerito di Ortopedia del campus Bio-Medico di Roma.

Ictus, Asst Monza punta sulla telemedicina in riabilitazione

Evitare che i soggetti con esiti di Ictus perdano la funzionalità e ritornino sedentari dopo il trattamento riabilitativo. È questo l’obiettivo dell’Unità operativa di Medicina fisica e riabilitazione della ASST di Monza, impegnata in un sistema di mantenimento e incremento a domicilio dell’attività fisica attraverso le più recenti tecnologie indossabili. Avvalendosi di un sistema progettato dal Politecnico di Milano che si indossa alla cintura, è possibile rilevare tutti i parametri utili per il controllo a distanza della quantità e della qualità del passo, durante le ore del giorno e di attività. Tutte le informazioni, registrate mediante un’applicazione installata sullo smartphone, vengono visualizzate dall’interessato e dal team riabilitativo.

Ginocchio valgo o varo non sono sinonimo di patologia

I vizi assiali degli arti inferiori ginocchio valgo e ginocchio varo non sono sinonimo di patologia. Possono essere semplicemente un aspetto morfologico transitorio e fisiologico che si può avere in età evolutiva. Ne parla Renato Maria Toniolo, responsabile del Dipartimento Chirurgico del Reparto di Traumatologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Al via ‘Prendersi cura di sé’ per 300 donne dopo la mastectomia

‘Prendersi cura di sé’ è un progetto pilota che ha coinvolto oltre 300 donne di età compresa tra i 35 ed i 75 anni che hanno subito un intervento di mastectomia. Il protocollo è stato attivato dalla struttura di Riabilitazione Territoriale del distretto di Terni dell’Azienda Usl Umbria 2, sotto la direzione del dottor Massimo De Marchi. Le donne, monitorate in gruppi di otto pazienti, hanno seguito un percorso di attività fisica effettuata da fisioterapiste altamente qualificate con cicli di dieci sedute di un’ora, con frequenza bisettimanale o settimanale. Una pratica utile per scongiurare le complicanze derivate dall’operazione, come ad esempio il linfedema dell’arto superiore, e una limitazione funzionale dell’articolazione scapolo omerale con associata sindrome dolorosa della spalla e disturbi posturali.

Nhimadè, nata senza una gamba oggi cammina grazie al Centro Ro.Ga.

Nhimadè, arrivata in Italia per un periodo di riabilitazione. Nata nove anni fa senza una gamba, con un accenno di piede e un sorta di piccola pinna al posto di una mano oggi cammina con le stampelle e potrà continuare il percorso grazie all’aiuto di Matteo Rizzo dell’associazione dei missionari di Acireale ‘Amici della Missione’.  La piccola era venuta alla luce in un villaggio della Guinea-Bissau dove i neonati disabili vengono abbandonati nella foresta e sbranati dagli animali. Rizzo l’ha trovata e salvata da morte certa, diventandone il suo tutore. Per lei si è battuto e, dopo una prima operazione a Valencia, è stata operata da Rosario Gagliano, direttore tecnico del Centro Ortopedico Ro.Ga. di Enna. La struttura ha realizzato e donato a Nhimadè una protesi di ultima generazione seguendola nella riabilitazione.

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