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In Rwanda zittiti i muezzin: “Troppo rumore dalle moschee”

I muezzin non potranno più richiamare i fedeli alla preghiera dagli altoparlanti delle moschee di Kigali
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ROMA – I muezzin non potranno più richiamare i fedeli alla preghiera dagli altoparlanti delle moschee di Kigali: a imporre il divieto è stato il governo del Rwanda, secondo il quale l’adhan recitato dai minareti cinque volte al giorno disturberebbe gli abitanti della capitale.

Secondo la stampa locale, le associazioni musulmane hanno criticato la misura, definendola eccessiva e proponendo la riduzione del volume degli altoparlanti. I primi riscontri del governo sul rispetto della nuova direttiva, a ogni modo, è positivo.

“La comunità musulmana ha iniziato a osservare la regola e questo non ha fermato i fedeli dall’andare a pregare negli orari previsti”, ha detto Havuguziga Charles, responsabile di uno dei distretti della capitale. La popolazione ruandese è in maggioranza cristiana e solo il cinque per cento professa la fede musulmana. La disposizione sull’utilizzo degli altoparlanti delle moschee è giunta dopo che le autorità avevano cominciato a chiudere centinaia di chiese, per lo più pentecostali, accusate di non rispettare le norme di sicurezza.

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