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Si spacca il fronte dei portuali di Trieste: il portavoce Stefano Puzzer si dimette

proteste porto trieste
Il Coordinamento aveva concordato un comunicato per annunciare lo stop dei blocchi allo scalo, ma poi l'ormai ex portavoce avrebbe smentito la volontà di interrompere la protesta
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ROMA – Prima l’annuncio dello stop del blocco al porto di Trieste. Poi lo scontro interno al movimento e infine le dimissioni. Il portavoce del Coordinamento lavoratori portuali Trieste (Clpt), Stefano Puzzer, ha comunicato tramite il proprio profilo Facebook la decisione di tirarsi fuori dall’organizzazione delle proteste per l’obbligo di green pass nello scalo del capoluogo friulano.

Inizialmente, il Clpt aveva minacciato di bloccare tutto nella giornata di venerdì 15 ottobre. Poi i lavoratori avevano aperto al dialogo chiedendo di rinviare il via all’obbligo di certificato verde a fine mese. Venerdì, alla fine, i portuali e i manifestanti no green pass hanno bloccato alcuni varchi del porto ma hanno permesso l’accesso a chi voleva entrare.


Nella mattinata di domenica, Puzzer scrive su Facebook: “Cosa molto importante, in data odierna ho rassegnato le dimissioni dal Clpt Trieste poiché è giusto che io mi assuma le mie responsabilità. Una di queste è la decisione di proseguire il presidio fino al 20 di ottobre. Firmato Stefano Puzzer. La decisione è soltanto mia, non è stata forzata da nessuno anzi non volevano accettarle, ma io l’ho preteso. Grazie”.

A quanto emerge, dopo che il Clpt aveva concordato un comunicato in cui veniva annunciato lo stop ai blocchi, Puzzer avrebbe smentito la volontà di interrompere la protesta senza consultarsi con gli altri portuali. Una confusione che ha spiazzato i lavoratori dello scalo e ha portato il portavoce alla decisione di dimettersi.

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