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I portuali di Trieste aprono al dialogo e chiedono il rinvio del green pass a fine mese

Ma se un fronte si raffredda leggermente, emerge anche un altro quadro problematico: settori trasporti e logistica in crisi
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TRIESTE – Dopo aver minacciato il blocco di tutte le attività del porto di Trieste domani, contro il green pass, i lavoratori dello scalo aprono al dialogo. E chiedono di rinviare di 15-20 giorni l’introduzione dell’obbligatorietà della certificazione verde. La nuova posizione degli operatori è emersa dopo l’audizione convocata d’urgenza nell’aula del consiglio regionale a Trieste, nell’ambito della conferenza dei capigruppo, con il presidente dell’assemblea Piero Mauro Zanin, su richiesta di Diego Moretti del Pd. Sono intervenute le associazioni spedizionieri e agenti marittimi, e il comitato coordinamento utenti e operatori portuali e sindacati.

Obiettivo della richiesta consentire a tutti i soggetti coinvolti di organizzarsi al meglio a fronte di un decreto che, è stato da più parti affermato, non trova allo stato attuale una facile applicabilità anche a causa delle difficoltà di operare tamponature di massa. Nel frattempo, il consiglio regionale si farà parte attiva per favorire la mediazione e l’incontro odierno, secondo Zanin, ha “messo in luce maggiore chiarezza delle rispettive posizioni e garantito una comune assunzione di responsabilità in un momento molto complicato”.

Il presidente dell’aula inoltre evidenzia che “c’è stato un confronto franco in vista di una manifestazione che dobbiamo ancora capire quali conseguenze produrrà. Appare evidente a tutti la difficoltà di applicazione in termini tecnici del decreto green pass in quanto, tra l’altro, le agende delle strutture abilitate sono tutte piene. Problematiche concrete che, abbiamo appreso, coinvolgono anche il settore del trasporto locale e, in generale, di quello su gomma”.

Ma se un fronte si raffredda leggermente, emerge anche un altro quadro problematico, reso noto dalla Cisl trasporti, che ha preannunciato l’assenza dal lavoro di 90-110 autisti dei bus a Trieste, così come la Cgil ha segnalato le tante interferenze applicative che il settore della logistica subisce rispetto ai limiti imposti dal green pass. Grido d’allarme anche dall’associazione spedizionieri, che lamenta come siano stati dimenticati i trasportatori non comunitari.

Concludendo l’appuntamento di oggi Zanin ha anticipato una nuova riunione dei capigruppo lunedì, e ha ribadito che il consiglio “si impegna in un’ottica di buon senso nella ricerca del dialogo. L’invito ai portuali è quello di non prolungare una protesta che rischia di irrigidire posizioni contrapposte, creando effetti a catena che potrebbero mettere a grave rischio la stabilità della nostra economia e, di conseguenza, la vita dell’intera comunità locale, regionale e nazionale”.

PORTUALI TRIESTE, VACILLA IDEA DEL BLOCCO ATTIVITÀ

“Domani lo sciopero-manifestazione ci sarà”. Dopodomani? “Non lo so”. Così il rappresentate del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste, Massimo Giurissevich, all’uscita dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, rivela che l’azione dura annunciata, ovvero quella del blocco a oltranza delle attività portuali se il governo non ritirerà l’obbligo di green pass, non è più sicura.

“Domani sicuramente la manifestazione c’è. Domani, poi è tutto da valutare per il resto”, spiega Giurissevich, dopo l’incontro con il presidente dell’Assemblea regionale Piero Mauro Zanin e le altre sigle sindacali. “Abbiamo chiesto che la Regione si faccia carico di chiedere una proroga del green pass ‘lavorativo’, non quello precedente, di almeno 15-30 giorni- continua-, in maniera da dare modo a tutti, al governo in primis, di pensarci bene sul tipo di misura che è altamente discriminante”.

Se il governo non dovesse accogliere la richiesta, il sindacalista fa sapere che nel Clpt “ci penseremo”, ma non assicura che rimarrà lo sciopero a oltranza. “Ci sono anche altri modi”, spiega, “le idee sono tante e variegate ancora, e la discussione è in atto costantemente. E ci sono anche tante teste da tenere a bada”, conclude.

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