INTERVISTA | Asl Roma1: “Vaccini in gravidanza per immunizzare mamma e bambino”

Intervista ad Antonietta Spadea, direttore dell'Uoc di Tutela e promozione salute D14 della Asl Roma 1
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ROMA – Contrariamente a quanto si pensava fino a qualche anno fa, la gravidanza non è una discriminante per alcune vaccinazioni ma anzi è considerata una ‘condizione’ in cui è estremamente importate immunizzarsi non solo per proteggere la mamma ma soprattutto il nascituro contro malattie come l’influenza e la pertosse, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, relativamente a quest’ultima patologia, ha dichiarato che “l’obiettivo principale della vaccinazione contro la pertosse è quello di ridurre il rischio di forme gravi nei neonati e nei bambini piccoli, a causa dell’alta morbilità e mortalità causata in questa specifica fascia di età”. Numerose infatti le evidenze scientifiche che rilevano nei bambini nati da madri vaccinate in gravidanza una riduzione del rischio di pertosse, malattia temibile soprattutto nei primi mesi di vita, pari al 91,4% nei primi due mesi di vita e al 69% nel primo anno di vita.

In particolare per la vaccinazione antipertossica in gravidanza esistono innumerevoli raccomandazioni di società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche, nazionali ed internazionali, a supporto di tale strategia vaccinale come arma di protezione sia per la donna che per il nascituro. Ecco perchè il Piano nazionale di Prevenzione vaccinale 2017-2019 ha incluso i vaccini dTpa (difto-tetano-pertosse) e quello anti-influenzale, che si rivela strategico in questo periodo visto anche l’imminente picco influenzale annunciato proprio tra metà dicembre e gennaio. 

Forse per qualcuno queste informazioni sono scontate ma per altri possono fungere da monito ed essere utili a non sottovalutare la pericolosità di queste malattie, più o meno banali nell’adulto, ma che possono essere fatali nel neonato nei primi mesi di vita. Proprio per rispondere anche a queste esigenze, l’Asl Roma 1 ha istituito, presso il consultorio di Santa Maria della Pietà, lo Sportello Donna e l’ambulatorio vaccinale per offrire un servizio a tutte le donne in gravidanza a 360 gradi, assicurando loro 9 mesi di benessere e salute. “La Asl Roma 1- ha raccontato all’agenzia di stampa Dire Antonietta Spadea, direttore dell’Uoc di Tutela e promozione salute D14 della Asl Roma 1- ha attivato un percorso nascita che prevede la presa in carico totale della donna in gravidanza, che una volta arrivata nel nostro consultorio può prenotare ed effettuare, in una unica soluzione, esami del sangue ed ecografie. Si tratta dello sportello Donna, che garantisce alle donne in gravidanza diversi servizi come le prescrizioni di eparine, dei bonus bebè, di certificati di esenzione e tutto quello che serve alla donna in gravidanza e in gravidanza a rischio. E anche un ambulatorio vaccinale pensato tanto per le donne in gravidanza che per i conviventi”. 

“Dieci anni fa l’Oms ha raccomandato di vaccinare le donne in gravidanza contro la pertosse e contro l’influenza. Il ministero della Salute- ha proseguito Spadea- ha recepito questa raccomandazione attuando il Piano vaccinale e lo ha ribadito con una serie di circolari. L’obiettivo è stato quello di condividere questa informazione con tutti gli operatori, in maniera che possano informare le donne in gravidanza e i loro compagni e mariti. Questo perchè l’influenza in gravidanza non è banale come si pensa, ma è una malattia che può cagionare dei problemi severi. La donna che aspetta un bambino vede fisiologicamente diminuire la funzione del proprio sistema immunitario al fine di accogliere il bambino. L’abbassamento del sistema immunitario della donna, in questa fase della sua vita, le consente di portare avanti la gravidanza per i 9 mesi. E’ chiaro dunque che in questa periodo la donna è maggiormente suscettibile alle infezioni e alle complicanze che ne derivano. Va ricordato che l’influenza normalmente è una malattia autolimitante che dura cinque giorni e ha manifestazioni tipiche come la febbre, il mal di gola e un malessere generale. Questo quadro, che generalmente è circoscritto, in gravidanza si complica e può trasformarsi in polmonite virale che necessita di ricovero in terapia intensiva accompagnato da respirazione assistita. Proprio per questo raccomandiamo alle donne in gravidanza di proteggersi”. 

“E per rispondere in maniera veloce a questa necessità, abbiamo istituito questo ambulatorio con accesso libero tutti i giovedì mattina- ha detto ancora Spadea- L’unica richiesta che facciamo a queste mamme è sapere la settimana di gravidanza in cui si trovano. Il vaccino per l’influenza infatti può essere inoculato in qualsiasi periodo della gravidanza, mentre sussiste la raccomandazione per il vaccino contro pertosse che può essere inoculato dalla 27esima settimana. Già a partire dalla 30esima settimana gli anticorpi passano attraverso la placenta dalla mamma al bambino, il quale nasce a quel punto con un bagaglio ricco di anticorpi. Questo consente al piccolo di vivere serenamente i primi mesi di vita, poiché prima del 61esimo giorno di vita non può essere vaccinato contro la pertosse”. 

“La pertosse, per coloro che non lo sapessero, è una malattia grave che necessita di ricovero. Nel nostro Paese si registrano ancora casi di decessi per pertosse nel primo anno di vita. Ecco perchè immunizziamo la mamma, il marito ma anche i nonni proprio perchè vaccinando tutte le persone che vengono a contatto con il piccolo riusciamo a creare una protezione ‘cocoon’ a bozzolo. Così facendo il piccolo gode della protezione dei suoi cari e poi, come anticipato, dal 61esimo giorno potremo immunizzare anche il bambino che sarà in grado, a quel punto, di produrre i suoi anticorpi”, ha concluso l’esperta della Asl Rm1.

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16 Dicembre 2019
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