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Sanità, Lopalco: “Velocizzare riconversione ospedali pugliesi. In arrivo risorse per assistenza territoriale”

Pierl Luigi Lopalco
L'assessore regionale alla Sanità ricorda l'importanza del programma di assistenza domiciliare post Covid e punta sui fondi del Pnrr per potenziare il sistema sanitario pugliese
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Di Alba Di Palo

BARI – “Abbiamo immediatamente riconvertito otto ospedali che erano pronti per la ripartenza, ma nello stesso tempo abbiamo dato mandato a tutti i direttori generali di velocizzare la riconversione di tutti gli ospedali che oggi ospitano pazienti Covid man mano che i reparti Covid si svuotano”. Lo ha detto nel corso dei lavori del Consiglio regionale, l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, evidenziando che “invece di trasferire quei pochi pazienti in un altro ospedale creando comunque dei disagi per i pazienti stessi, l’idea era quella di aspettare il tempo necessario per le dimissioni”.


“Una volta fatta la riconversione si ritorna a ripristinare la situazione ex ante”, ha continuato sottolineando di non sapere quando “sarà dimesso l’ultimo paziente ma stiamo parlando davvero di termini di giorni o di pochissime settimane. La riattivazione di tutta l’attività ordinaria sarà il più veloce possibile e sicuramente il ripristino delle attività pre-Covid sarà garantito”, ha continuato l’epidemiologo. “Abbiamo rivitalizzato il programma di assistenza domiciliare per il post Covid. Grazie all’intervento e al reclutamento apposito di tecnici della riabilitazione – saranno un centinaio su tutta la rete regionale – si presterà assistenza domiciliare per la riabilitazione post Covid, che principalmente è una riabilitazione di tipo pneumologico”.

Intervenendo nel corso del workshop “Pandemia Covid 19 in Puglia” organizzato in Fiera del Levante a Bari, Lopalco ha aggiunto che “sull’assistenza territoriale c’è la buona notizia che arriveranno i finanziamenti del piano nazionale di ripresa e resilienza. Saranno risorse importanti che permetteranno di ristrutturare o costruire ex novo diversi presidi territoriali come ospedali di comunità o case della salute. La riforma di tutto il sistema della assistenza territoriale deve poi accompagnarsi alla riforma della prevenzione – ha continuato – La prevenzione deve cambiare, dobbiamo rivedere i dipartimenti di Prevenzione che erano fino a ieri fortemente improntati ad attività di controllo e verifica e che dovranno invece diventare le vere cabine di regia dei programmi di prevenzione. Il piano di vaccinazione ci ha insegnato quanto sia stato importante aprirsi al territorio, all’interoperabilità tra i settori, alla digitalizzazione. C’è davvero una prateria di riforme da fare che secondo me devono riguardare la prevenzione e l’assistenza territoriale – ha aggiunto – Il futuro lo dobbiamo costruire ora e lo dobbiamo costruire con il concorso di tutti”.

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