Coronavirus, Lopalco: “In Italia sperimentazioni di plasma necessarie”

L'infusione di plasma nel passato era "gia' stata utilizzata per altre infezioni e recentemente sono stati trattati pazienti affetti da Sars e da Mers, che sono altri Coronavirus molto simili al nuovo"
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ROMA – “Possiamo affermare, in base a quello che e’ il metodo della ricerca scientifica, che le attuali sperimentazioni di plasma in Italia non solo sono utili ma anche necessarie nel panorama internazionale per aggiungere nuove evidenze, che possono sommarsi a quelle che oggettivamente al momento sono piuttosto scarse”. Cosi’ Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva all’Universita’ di Pisa, in audizione oggi in Commissione Affari sociali della Camera sulla sperimentazione in atto per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 con il plasma e sulle altre sperimentazioni in corso.

“Proprio ieri sulla rivista americana ‘Jama‘- ha fatto poi sapere Lopalco- e’ stato pubblicato uno studio clinico randomizzato che ha incluso 101 pazienti. Tale studio conclude che il plasma iperimmune puo’ essere somministrato senza particolare eventi avversi ai pazienti; ma dal punto di vista dell’efficacia, sebbene siano stati dimostrati un certo accorciamento della degenza e una certa riduzione della mortalita’ nei pazienti trattati, rispetto a quelli non trattati, questo studio non ha comunque raggiunto una potenza statistica tale da dire che il plasma iperimmune e’ effettivamente piu’ efficace rispetto al trattamento standard”.

Per quanto riguarda l’utilizzo del plasma iperimmune per il Covid-19, fino ad ora “abbiamo una revisione sistematica pubblicata il 17 aprile- ha aggiunto Lopalco- che contiene tutte le evidenze raccolte fino a quel momento. In tale revisione, gli autori hanno raccolto dati su un totale di 27 pazienti trattati prevalentemente in Cina con plasma iperimmune e parliamo ovviamente di serie di casi, quindi non di studi con controllo. Piu’ recentemente, il 27 maggio, abbiamo un altro studio su 25 pazienti negli Stati Uniti, che conclude che la somministrazione di plasma iperimmune e’ sicura, per cui non sono stati notati particolari eventi avversi sui pazienti, pero’ gli autori giustamente dicono che non e’ possibile trarre conclusioni perche’ si tratta di pazienti che oltre al plasma hanno avuto anche il trattamento standard. Oltre al fatto che non c’era un gruppo di controllo a cui fare riferimento”. 

Lopalco ha infine ricordato che l’infusione di plasma nel passato era gia’ stata utilizzata per altre infezioni, parliamo anche di due secoli fa, nel 1890, quando e’ iniziato questo tipo di terapia. Ma piu’ recentemente sono stati trattati pazienti affetti da Sars e da Mers, che sono altri Coronavirus molto simili al nuovo, cosi’ come e’ stata anche utilizzata nel corso della pandemia 2009 con influenza H1N1″.

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4 Giugno 2020
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