Coronavirus, italiani bloccati a Tenerife: “Qualcuno si ricordi di noi”

Ci sono famiglie arrivate alle Canarie dall'Emilia Romagna e dalla Lombardia in gennaio, quando ancora la situazione in Italia non era scoppiata
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ROMA – “Chiediamo al Governo italiano di farci rientrare, a tutti i costi, sappiamo cosa sta succedendo in Italia e adesso anche qui in Spagna, vogliamo tornare a casa, chiediamo di prendere in mano la situazione, ci sentiamo totalmente abbandonati”. A parlare all’agenzia Dire è Loredana, italiana di 65 anni, che insieme al compagno e due amici sono bloccati nell’isola di Tenerife, alle Canarie. Ci tengono a precisare che non sono partiti in vacanza pochi giorni fa, dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia sono arrivati nell’isola spagnola a gennaio quando ancora la situazione in Italia non era scoppiata. Come molti a Tenerife ci sono andati per passare i mesi invernali in un luogo con un clima più caldo.

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“Siamo partiti da Bologna il 16 gennaio e avevamo il volo di ritorno il 17 marzo passando per Madrid- spiega Loredana- con il mio compagno però avevamo deciso, per motivi familiari, di anticipare il rientro ma è stato annullato così abbiamo provato a cercarne altri, prenotandone altri due ma senza successo perché mano a mano che in Italia la situazione peggiorava le compagnie hanno iniziato a cancellare le tratte”.

Su internet i voli però continuavano ad essere disponibili così, prosegue Loredana, “siamo andati direttamente in aeroporto qui a Tenerife, abbiamo girato tutte le compagnie possibili nessuno faceva un volo per l’Italia e l’unica cosa che ci hanno detto era che avrebbero potuto farci partire per qualsiasi altra destinazione europea ma senza poterci garantire che poi, da quei paesi, ci avrebbero fatto rientrare a casa nostra”. E all’aeroporto- sottolinea Loredana- “la situazione era drammatica con tante, troppe persone lì in fila e seduti al bar ad aspettare”.

Così si sono rivolti ad un’agenzia di viaggio che ha prenotato loro un volo per il 1 aprile “ma già lo sappiamo che non torneremo perché nel frattempo anche la Spagna ha dovuto fare i conti con la pandemia“. E così i quattro italiani bloccati a Tenerife sono chiusi in casa: “Ammesso che le cose in Italia migliorino qui la situazione è drammatica- denunciano- nell’isola ci sono tanti inglesi e americani, arrivano aerei carichi di persone, gli hotel sono pieni. Io voglio tornare a casa mia- dice Loredana con la voce rotta- ma se continua così noi rimaniamo bloccati nell’oceano rischiando anche noi di contrarre il virus”.

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C’è il dolore di non poter tornare nel proprio Paese, vicino alle famiglie, e la paura che anche a Tenerife possano verificarsi casi: “ci sono tanti anziani qui- spiega Marina, che insieme a Loredana è tappata in casa- io stessa ho un problema di salute, ci siamo registrati sul sito della Farnesina ma chi si prende cura di noi?“.

“Ho provato a contattare gli uffici, ho cercato di parlare con qualcuno ma nessuno mi ha risposto se non un centralinista molto zelante che ha provato a passarmi più di ufficio, ma senza successo. Il consolato qui a Tenerife– aggiunge Marina- è latitante, aprono alle quattro del pomeriggio, per loro non è cambiato niente, e noi siamo abbandonati a noi stessi”. Loredana e Marina iniziano ad essere preoccupate non solo di come tornare a casa ma anche di come affrontare la situazione sull’isola: “Qui nel sud dell’isola dove siamo bloccate, c’è un grande ospedale pubblico, da quanto sappiamo anche buono, ma quanto è in grado di sopportare una situazione di questo genere? quante terapie intensive?”, si chiedono.

Le uniche notizie dall’Italia e sul loro futuro le hanno trovate sul web, tramite i giornali ma di indicazione dirette e ufficiali non ne hanno ricevute. “Ci sembrano notizie aleatorie, nessuno a livello ufficiale ci ha fatto sapere nulla, i diversi paesi si dovrebbero accordare sul rimpatrio, gestire anche questi casi, vorremmo almeno avere una speranza, sapere cosa dobbiamo aspettarci”.

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15 Marzo 2020
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