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‘La pagella della mamma’, in un libro la storia di Cristiana Rossi e di sua figlia

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Presentazione il 22 giugno nella sala Rossa del Municipio VII di Roma. Rossi, amministratrice giudiziaria e perito della Procura, nel racconto ha ripercorso le tappe di una separazione da un compagno maltrattante
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ROMA – “Siamo portati a credere che un bambino passa essere allontanato dalla famiglia di origine soltanto in grado di grave pregiudizio e soprattutto che ciò si possa verificare soltanto in situazione di forte disagio sociale. Non è così”. S’intitola ‘La pagella della mamma, l’amore di una madre’ il libro di Cristiana Rossi, mamma coraggio che ha combattuto per l’affido di sua figlia. Edito da So. Germa, l’associazione da lei fondata, verrà presentato il 22 giugno alla sala Rossa del Municipio VII di Roma. Un vero e proprio esordio editoriale per Rossi, amministratrice giudiziaria e perito della Procura, che nel racconto ha ripercorso le tappe di una separazione da un compagno maltrattante, fino ad arrivare a una sentenza che disponeva l’affidamento condiviso e poi una successiva in appello che stabiliva di affidare sua figlia ai servizi sociali. Un libro che sintetizza il lungo percorso ‘tra giudizi penali e civili’ accompagnato da una costante: ‘la paura di andare a prendere sua figlia a scuola e non trovarla più’.

Una donna che “si è difesa da sola per sottrarre la figlia a soggetti che avevano interessi economici a inserirla in una casa famiglia e probabilmente a dichiararne l’adottabilità” come più volte ha raccontato all’agenzia Dire e che alla fine ha vinto. Il percorso giudiziario è “durato oltre nove anni, dove vengono messe in evidenza le incredibili criticità di un sistema in realtà nato per costituire un valido intervento di protezione dei minori da parte dello Stato, ma che evidentemente ha dimenticato le proprie finalità. Si è cercato di farlo nel modo più obbiettivo possibile con il desiderio di trasferire al lettore specifiche informazioni che possano stimolare lo spirito critico di ognuno, consentendo altresì di giungere alle proprie conclusioni”.

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L’autrice affronta anche come “negli ultimi anni i media hanno testimoniato con maggior interesse ciò accada anche in buoni contesti familiari definiti ‘normali'”. “Nel 2021- scrive la Rossi nella prefazione del libro- dobbiamo ancora sconfiggere quell’opinione comune che ciò possa accadere sempre e soltanto ad altri e non a noi. Soprattutto nei casi di violenza da parte del marito o convivente, le madri si troviamo nella condizione non soltanto di difendere la loro vita, ma anche quella dei loro figli”.

Salvarli quindi “non solo da un ambiente inadeguato poiché improntato sulla sopraffazione continua in ogni momento ed in ogni ambito, se non addirittura violento nei modi più diversi, ma anche dall’abuso dell’impiego di strumenti giuridici di protezione istituiti dalla legge per salvaguardare l’interesse superiore del minore. Riuscire ad evitare ai propri figli il danno peggiore realizzabile attraverso l’abuso dello strumento dei provvedimenti di urgenza con i quali il giudice colloca i minori nelle case famiglia, a volte con motivazioni incomprensibili, è un’impresa molto ardua se non quasi impossibile. È doveroso precisare però- conclude- che non tutti gli allontanamenti sono frutto di errori da parte dei giudici. Viene dunque illustrato, con indispensabile e doveroso riferimento agli atti giudiziari, come nei tribunali spesso si alterano fatti o si costruiscono percorsi giuridici volti a determinare l’allontanamento di un bambino dalla famiglia di origine”. È possibile acquistare il libro su Amazon.

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