VIDEO | Pace, Pezzati (Oxfam): “L’Italia spinga per una tregua globale”

Oxfam Italia l’invito al "silenzio delle armi" durante la pandemia di Covid-19 lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Guterres
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https://youtu.be/5oy2Pea3UjI

ROMA – Far crescere con la propria influenza diplomatica il numero di aderenti al cessate il fuoco globale; sospendere le vendite e i trasferimenti di armi alle parti in conflitto che non hanno accolto l’invito alla tregua delle Nazioni Unite; incrementare l’impegno finanziario a sostegno del piano globale di risposta alla pandemia dell’Onu: questi i punti chiave della petizione che Oxfam Italia ha lanciato al primo ministro italiano Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Bisogna far sì che l’invito al “silenzio delle armi” durante la pandemia di Covid-19 lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, diventi realtà. E l’appello è rivolto anche ai cittadini, che possono firmarlo sul sito della ong. A parlarne con l’agenzia Dire è il policy advisor per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, Paolo Pezzati. Convinto che “l’unico modo per garantire una risposta efficace al diffondersi della pandemia nei Paesi in conflitto è interrompere questi conflitti”. Solo così, secondo il rappresentante di Oxfam, si “può dare modo alle strutture sanitarie locali rimaste e agli enti della comunità internazionale che operano in quei Paesi di agire nelle condizioni migliori”.

Firma la petizione qui

Pezzati sottolinea che la questione riguarda “una fascia di popolazione mondiale molto significativa”: secondo l’ultimo rapporto della ong, ‘Il coronavirus nelle zone di conflitto’, sono infatti circa due miliardi le persone “strette tra la morsa delle bombe e il diffondersi del virus”. Guterres ha lanciato il suo appello al cessate il fuoco il 23 marzo. “La prima strada – spiega Pezzati – è adottare una risoluzione al Consiglio di sicurezza, che però ha già fallito venerdì, affossata da tensioni interne e dal veto di Paesi membri pesanti come gli Stati Uniti”.





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La speranza potrebbe essere rappresentata allora dall’Assemblea generale, dove, secondo il rappresentante di Oxfam, “almeno 59 Paesi hanno aderito al messaggio di Guterres”. L’impegno dell’ong è far aumentare questo numero, facendo leva sull’impegno del governo italiano, che è tra quelli già aderenti. Sono tante le crisi che preoccupano, dal Burkina Faso al Sud Sudan, dalla Striscia di Gaza al Myanmar.

“Alcuni parametri – sottolinea Pezzati – ci permettono di comprendere che una delle situazioni più allarmanti è rappresentata dallo Yemen, un Paese che era tra i più poveri al mondo già prima dello scoppio del conflitto civile nel 2015”. Una crisi, questa, raccontata anche dai numeri: “Ventiquattro milioni di persone su una popolazione totale di 30 sopravvivono grazie ad aiuti umanitari; circa 18 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita, la metà degli ospedali del Paese sono stati abbattuti durante la guerra, quelli ancora in piedi sono carenti di equipaggiamento e strumenti”.

L’effetto della pandemia, che per ora ha fatto registrare solo 72 casi accertati, potrebbe essere devastante. “Anche i numeri non sono affidabili” avverte Pezzati. “Fino a poco fa in tutto il Paese c’erano solo 20 tamponi per il test diagnostico”. Presto, però, secondo Oxfam, ne dovrebbero essere resi disponibili altri: “Ne sono in arrivo tra i 35.000 e i 40.000 e la capacità di indagine migliorerà di molto”.

di Brando Ricci

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