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Il sindaco di Campobasso scrive ai parlamentari: “Cancellare il debito sanitario del Molise”

Roberto Gravina: "Mantenete gli impegni presi in campagna elettorale: subito un decreto Molise e poi la difesa di un Sud morente"

Pubblicato:13-10-2022 14:19
Ultimo aggiornamento:13-10-2022 14:19

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CAMPOBASSO – Il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, in occasione della prima seduta della nuova legislatura, ha inviato una lettera aperta, incentrata sui temi della sanità, ai parlamentari eletti in Molise. “Credo che si possa e si debba avviare una nuova stagione, partendo dagli errori del passato, compresi quelli della mia parte politica, per dare una speranza alle nostre comunità, nessuna esclusa“, scrive Gravina, ricordando di aver ascoltato le proposte formulate in campagna elettorale e dedicate soprattutto all’obiettivo di “eliminare il debito sanitario attraverso un decreto Molise. Ora – chiede il sindaco di Campobasso – dovete cercare in tutti i modi di mantenere questo impegno, impegno per il quale anche dalla città capoluogo potrete avere tutto l’appoggio possibile”.

Per Gravina “l’azzeramento del debito della sanità regionale molisana è solo un piccolo tassello. Senza un intervento strutturale sulla finanza del sistema sanitario – sostiene – il debito, appena azzerato, si ripresenterebbe pari pari un minuto dopo dalla sua eliminazione contabile”.

L’APPELLO DI GRAVINA: “SIATE LOBBY SANA A TUTELA DI UN SUD CARENTE”

Ai parlamentari molisani Gravina chiede: “impegnatevi a parlare di sanità e ad agire puntando tutto sullo sviluppo ovvero sul lavoro. Siate lobby sana a tutela di un Sud morente e di una regione sempre meno popolosa e sempre più povera economicamente, incapace di pianificare e spendere le risorse provenienti dall’Europa. Una spesa pubblica lenta e improduttiva, priva di uno slancio di prospettiva e attenta solo a garantire piccola visibilità all’amministratore locale di turno. Su questi temi, quello del lavoro e dello sviluppo, avrete sempre la disponibilità e la collaborazione istituzionale che occorrerà, ma fatelo con tutte le forze possibili. Ne vale della sopravvivenza anche e soprattutto del sistema, quello sanitario compreso”. 

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