FOTO | Imprese, a Roma tornano ‘Donne ad alta quota’ del premio Bellisario

Domani XXXI edizione cerimonia 'Mele d'oro'
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Foto di Lavinia Inciocchi

ROMA – Domani, a Roma, presso gli Studi Rai Fabrizio Frizzi alle 16.30, torna l’appuntamento, ormai storico, con la cerimonia di premiazione e consegna delle Mele d’Oro 2019 della Fondazione Marisa Bellisario per le ‘Donne ad alta quota’. Tra coloro che riceveranno il premio l’attivista irachena e Premio Nobel per la Pace, Nadia Murad. Ecco le altre premiate: Gloria Tenuta, presidente e amministratore delegato Gias (Gruppo Industriale Alimenti Surgelati); per il Management a Elisabetta Ripa, amministratore delegato Open Fiber; per le Istituzioni a Mariangela Zappia, rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York; per l’Informazione alla giornalista Federica Angeli; per lo Spettacolo a Milly Carlucci. Premio alla Carriera alla ‘Mamma Erasmus’ Sofia Corradi; Premio speciale alla pianista e compositrice di fama mondiale Cristiana Pegoraro. Il Germoglio d’Oro va a Lucrezia Bisignani, giovanissima fondatrice e Amministratore Delegato di Kukua, società di ‘edutainment’ per l’alfabetizzazione dei bambini del continente africano.

Un lavoro di quasi un anno che la presidente della Fondazione Bellisario, Lella Golfo, ha commentato così all’agenzia Dire: “Il premio ha una storia lunga 31 anni. Le mele d’oro andranno a donne che si sono distinte nel management, ad artiste, protagoniste della vita istituzionale e dell’informazione, dello spettacolo e a tre brillanti ingegnere neolaureate Laura Montironi, Maria Federica Palmieri e Roberta Monteleone, scelte tra oltre quaranta Atenei italiani e due grandi Aziende – Acea, Leonardo Company e Terna che si sono impegnate in un rigoroso processo di selezione”. Domani le donne premiate saranno ricevute alle 12 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Lella Golfo ha aggiunto: “Non finirò mai di ringraziarlo”. 

“Se è vero che un’impresa e’ un’impresa, sia nel caso in cui sia a guida maschile che femminile, è pur vero- ha sottolineato Lella Golfo nel corso della sua intervista alla Dire- che per una donna è più difficile e vincere il Premio Bellisario vuol dire aver faticato molto. Scopriamo che in tante piccole e medie imprese c’è una grande attenzione a tutti i temi che riguardano le donne e che la Fondazione ha a cuore. Non a caso premieremo un’azienda della Calabria guidata da una donna di 56 anni, Gloria Tenuta: perché mettere risorse in quella terra è da eroi”.

LA SELEZIONE DELLE VINCITRICI

A capo della Commissione esaminatrice che ha vagliato centinaia di candidature Stefano Lucchini, e la presidente Golfo ha spiegato il metodo di lavoro e il percorso affrontato per arrivare alla selezione delle vincitrici: “Facciamo un bando attraverso cui scopriamo tante piccole e medie imprese. Quest’anno ben 459, tra cui abbiamo individuato 86 finaliste che abbiamo intervistato in tre incontri a Milano, Torino e Firenze. Due, tra queste, hanno vinto il Premio Women Value Company Intesa Sanpaolo e le premieremo grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo e Confindustria. Sono imprese che mettono le donne al centro della loro crescita. Ad aggiudicarsi la Mela d’Oro della III Edizione del Premio Women Value Company sono Le Antiche Mura, piccola azienda di produzione cosmetica di Empoli e Progetto 2000 Group, media azienda milanese di outsourcer e di system integrator”.

IL PREMIO AZIENDA WORK LIFE BALANCE FRIENDLY

Riservata alle grandi aziende è invece la II edizione del Premio Azienda Work Life Balance Friendly realizzato in collaborazione con Confindustria e assegnato a Novartis, leader mondiale nel settore della salute. La cerimonia di premiazione andrà in onda su Rai 1 il 22 giugno.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

13 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»