Corte dei Conti: “Governo stia attento, margini di riduzione del debito molto stretti”

Il 2020 resterà lontano dai ritmi di sviluppo pre-crisi. Si sono innestati impulsi nuovi e in parte imprevisti. A pesare anche l'effetto del coronavirus
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ROMA – “Il nostro Paese, deve monitorare e valutare con grande attenzione l’evoluzione del quadro di finanza pubblica, al fine di prevenire il rischio di deviazioni dal percorso di risanamento di bilancio, a sua volta elemento indispensabile nel “rientro” del debito pubblico verso condizioni di minore vulnerabilità finanziaria. In condizioni di crescita economica bassa e di inflazione ancora al di sotto del target (2 per cento) da anni perseguito soprattutto dalla Banca Centrale Europea, i margini per la riduzione del rapporto debito/Pil si fanno molto stretti“. Così il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, nella sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario. “E ciò, a sua volta, rafforza l’esigenza di politiche di bilancio caratterizzate da un alto grado di selettività, imposta anche dalle urgenze, ben presenti nella realtà italiana, che provengono dall’invecchiamento della popolazione e dalla situazione di grave ritardo del sistema infrastrutturale pubblico”.

FRENATA DEL PIL SEGNALE RISCHIOSO, DEF OCCASIONE DECISIVA

“Il dato della crescita economica del quarto trimestre 2019 non è positivo, con il rischio di un ulteriore rinvio della ripresa. A fronte di ciò è necessario dare più spinta agli investimenti pubblici che già nel corso del 2019 avevano invertito la curva discendente, mostrando una buona dinamicità, soprattutto a livello locale: solo un’accelerazione nell’impiego delle risorse già stanziate potrebbe contribuire al conseguimento degli obiettivi di crescita precedentemente fissati. La fase di preparazione del Documento di Economia e Finanza 2020 diventa occasione decisiva, un banco di prova per tutti. Sarà necessario definire un programma in grado di invertire la tendenza insita nelle previsioni prevalenti per il nostro Paese”.

RIPRESA A RITMI PRE-CRISI RIMANDATA, PESA ANCHE CORONAVIRUS

Gli equilibri di bilancio “oggi costituiscono un obiettivo non facile, in ragione di un contesto economico internazionale e interno che non ne favorisce il conseguimento. Le previsioni sulla crescita sono in larga misura concordi nel ritenere che anche il 2020 resterà lontano dai ritmi di sviluppo pre-crisi, mentre l’inizio di una ripresa viene collocato nel biennio successivo”, aggiunge il presidente della Corte dei Conti. “Su questo quadro tutt’altro che confortante si sono ora innestati impulsi nuovi e in parte imprevisti, che sembrano riportare verso il basso le prospettive economiche: dalle tensioni geopolitiche agli effetti, difficili da stimare, del ‘coronavirus’ sull’economia cinese e, di riflesso, su tutte le altre aree economiche mondiali”.

CORONAVIRUS, RICADUTE NEGATIVE DI PORTATA SCONOSCIUTA

L’effetto del Coronavirus sull’economia rappresenta una “stima difficile” da prevedere “perché la formidabile crescita dimensionale della Cina negli ultimi quindici anni prefigura ricadute negative, di portata sconosciuta, sugli altri sistemi economici”, conclude Buscema.

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13 Febbraio 2020
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