Catturato a Barcellona il pericoloso latitante Romeo, elemento di spicco della ‘ndrangheta

latitante Romeo
Il suo ruolo all'interno di una delle tre consorterie di cui era composta la vasta associazione per delinquere era quello di promotore, organizzatore e finanziatore dei traffici di cocaina in Europa
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REGGIO CALABRIA – È stato catturato alle 19:30 di ieri sera a Barcellona il pericoloso latitante di San Luca (RC) Giuseppe Romeo. L’arresto è stato portato a termine da l’Equipo Operativo della Guardia Civil spagnola nell’ambito di un’operazione di polizia resa possibile dalla cooperazione fornita dalla squadra mobile della questura di Reggio Calabria e dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale Anticrimine della polizia di stato sotto l’egida della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria diretta dal procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, in stretto raccordo con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) della Direzione centrale della polizia criminale nell’ambito del più ampio progetto I-Can (Interpol Coopeperation Against ‘Ndrangheta) promosso dall’Italia insieme al Segretariato generale dell’Oipc-Interpol di Lione.

Gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria e dello Sco – coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai sostituti procuratori Simona Ferraiuolo e Alessandro Moffa – hanno fornito ai colleghi spagnoli significativi elementi sulla presenza nella penisola iberica di Romeo che era riuscito a sottrarsi all’esecuzione dell’operazione internazionale “European’Ndrangheta Connection”, il 5 dicembre del 2018, da una squadra investigativa comune composta da diverse forze di polizia italiane ed europee (Bka tedesco, Fiod olandese e polizia Belga), con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, della Procura di Duisburg (D), dell’Autorità giudiziaria Olandese, di Eurojuste di Europol.

Romeo era inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi stilato dal ministero dell’Interno.
Colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere e destinatario di un decreto di sequestro preventivo nell’ambito dell’inchiesta “European ‘Ndrangheta Connection”, il 13 novembre 2020 è stato condannato dal gup di Reggio Calabria a 20 anni di reclusione per partecipazione, con ruolo di rilievo, ad un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, detenzione di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori ed auto-riciclaggio.
Originario di San Luca (RC), 35enne, conosciuto con i soprannomi di “u pacciu”, “maluferru” o “u nanu”, Giuseppe è figlio di Antonio Romeo, classe 1947, alias “centocapelli”, ritenuto contiguo alla cosca Romeo intesi “stacchi” di San Luca (RC), attualmente detenuto a Parma.
Il suo ruolo all’interno di una delle tre consorterie di cui era composta la vasta associazione per delinquere disarticolata con l’operazione European ‘Ndrangheta Connection, ovvero il gruppo “Pelle-Costadura-Romeo”, era quello di promotore, organizzatore e finanziatore dei traffici di cocaina in Europa.
Aveva, infatti, stabilito la propria dimora in Germania, ma faceva la spola fra la Calabria, la Lombardia e l’Europa nord-occidentale al fine di stringere accordi con i fornitori dello stupefacente e con alcuni intermediari in Belgio, Olanda e Germania, che prevedevano trasporti di 40 Kg di cocaina a settimana dall’Olanda a Milano, con la collaborazione di altri sodali calabresi, alcuni dei quali già condannati in primo grado a molti anni di reclusione al termine del processo scaturito dall’operazione di polizia.

Giuseppe Romeo è stato condannato in primo grado anche per aver intestato fittiziamente le proprie quote del bar gelateria “Café La Piazza” di Bruggen in Germania ad altri soggetti imputati nella stessa inchiesta, nonché per auto-riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti nell’esercizio commerciale tedesco.
L’arresto in Spagna è avvenuto in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso nel mese di novembre 2018 dal gip di Reggio Calabria su richiesta della locale Dda nell’ambito di “European ‘Ndrangheta Connection”.

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