Fabrizio De André, l’11 gennaio del 1999 se ne andava il cantautore e poeta ligure

ROMA – L’11 gennaio 1999 se ne andava a causa di  un carcinoma polmonare un grande artista italiano. Cantante, paroliere, poeta: in due parole De Andrè. Il cantautore genovese- tredici album- incise innumerevoli pietre miliari della storia della musica italiana.

Nato nel 1940 a Genova Pegli,  Fabrizio De Andrè intraprese la carriera di cantautore dopo lo straordinario successo de ‘La canzone di Marinella’, cantata da Mina nel 1965. Arriva la popolarità e arrivano i primi soldi, ed è lo stesso Faber (così lo chiamava l’amico d’infanzia Paolo Villaggio) a raccontare che a quel punto non c’erano lavoro o università a tenere: la sua vita sarebbe stata dedicata alle canzoni. 

Tra i suoi successi più amati ‘Via del campo’, ‘Bocca di rosa’, ‘La città vecchia’, ‘La guerra di Piero’ e ‘Il pescatore’, e gli album capolavoro ‘Storia di un impiegato‘ e ‘Non al denaro, non all’amore, né al cielo’, quest’ultimo un riadattamento dell”Antologia di Spoon River’ del poeta Edgar Lee Masters.

Fabrizio De André, un principe libero

A rendere omaggio al mito senza tempo quest’anno ci penserà l’attore Luca Marinelli protagonista di “Fabrizio De André. Principe libero” il biopic dedicato al grande cantautore ligure. Il film sarà nelle sale cinematografiche soltanto il il 23 24 gennaio, mentre a Febbraio arriverà su Rai 1.

“Principe” e “libero”, due parole che, accostate, raccontano molto bene De André: il magnetismo e il naturale distacco di un principe, sempre pronto a raccogliere e ad appassionarsi alle storie dei diversi, degli ultimi, dei diseredati, e a farne parabola, canzone, preghiera; la ricerca della libertà e il racconto di un viaggio fatto “in direzione ostinata e contraria”, per usare i versi di una sua canzone, che lo hanno reso il testimone e il cantore dell’uomo e della sua divina imperfezione, promuovendone valori come la tolleranza, il perdono, la comprensione, il rispetto, l’amore.

 

11 Gennaio 2018
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