Ottanta anni di De Andrè, l’Italia e Genova ricordano Faber

Nato a Pegli il 18 febbraio del 1940, Fabrizio De Andrè oggi avrebbe compiuto 80 anni. Ma scomparve l'11 gennaio 1999
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ROMA – Forse se non avesse avuto due genitori così vicini, che ne hanno saputo cogliere la passione più grande, oggi non potremmo emozionarci con La Canzone di Marinella o con Hotel Supramonte, immaginarci la storia di Bocca di Rosa presa di mira dalle comari di Sant’Ilario o del Gorilla fuggito dalla gabbia di un circo. Insomma non avremmo avuto la fortuna di vivere la musica e le parole delle canzoni di Fabrizio De André. Oggi, se non fosse morto l’11 gennaio del 1999 avrebbe festeggiato 80 anni.

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Faber, come lo aveva soprannominato il suo amico di infanzia Paolo Villaggio per la passione per i pastelli di cui era appassionato, era nato a Pegli il 18 febbraio del 1940. Era poco più che adolescente quando mamma Luisa, assecondando la sua passione, gli regalò una chitarra che gli permise di prendere lezioni dal maestro colombiano Alex Giraldo. Fu invece il papà a fargli conoscere un autore che si rivelò fondamentale nella sua carriera: dalla Francia gli portò un 78 giri di Georges Brassens, del quale De André tradurrà alcune canzoni, tra cui il Gorilla.

“Ama e ridi se amor risponde/piangi forte se non ti sente/dai diamanti non nasce niente/dal letame nascono i fior”. E ancora: “Questa è la tua canzone Marinella/Che sei volata in cielo su una stella/E come tutte le più belle cose/Vivesti solo un giorno, come le rose”: quando la musica incontra la poesia al punto che De Andrè finisce sui banchi di scuola. 

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A testimonianza della qualità delle opere del cantautore, la Regione Liguria nel 2016 ha scelto di portarle nelle scuole, oltre a quelle di artisti come Fossati, Paoli, Tenco, Lauzi, Bindi. Ancora oggi l’Italia e la Liguria lo ricordano. Ad unire il paese il ‘Concerto ritrovato’, il docufilm di Walter Veltroni che racconta un vecchio live di De Andrè con la Pfm, in tutte le sale d’Italia. Ma da nord a sud è un proliferare di iniziative, celebrazioni, tributi alla sua memoria.

Nato e vissuto a Genova, ad un certo punto della sua vita ha scelto la Sardegna e la Gallura per vivere la sua vita con Dori Ghezzi. Ed è qui che il 27 agosto del 1979 fu rapito insieme alla sua compagna: furono liberati a dicembre, la vicenda ispirò Hotel Supramonte, dall’album L’indiano. E proprio la Sardegna con due mesi di eventi celebra il ‘suo’ Faber. L’Associazione Miele Amaro il Circolo dei Lettori, con la coorganizzazione dell’Associazione culturale Onlus Itzokor, della Ficc – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema e della Monserratoteca organizza il Festival Buon Compleanno Faber, iniziato il 6 febbraio e in corso fino al 28 marzo. Si tratta di una serie di eventi sulla figura di Fabrizio De Andrè, per ricordarlo e attualizzarlo, simbolicamente, proprio nei giorni di quelli che sarebbero i suoi 80 anni.

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18 Febbraio 2020
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