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Tg Ambiente, edizione del 10 ottobre 2023

Si parla di clima, pesticidi e transizione energetica

Pubblicato:10-10-2023 11:21
Ultimo aggiornamento:12-10-2023 11:27
Canale: TG-Ambiente
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UNICEF: 20.000 BAMBINI SFOLLATI AL GIORNO CAUSA CLIMA

Un numero in crescita di bambini è costretto a fuggire dalla propria casa a causa di eventi estremi legati al clima. Ad oggi, sono in gran parte rimasti invisibili. E troppo spesso non protetti. Per far luce su questo numero di bambini altamente vulnerabili e in aumento nel mondo, l’Unicef ha pubblicato questa prima analisi per stimare il numero di bambini fra gli sfollati. Secondo il rapporto, in media 20.000 bambini sono stati sfollati a causa di eventi legati al clima ogni singolo giorno negli ultimi sei anni. In altre parole, i disastri legati al clima, come tempeste tropicali, uragani, inondazioni o incendi, hanno causato più di 43 milioni di sfollati in 44 Paesi in soli sei anni. Alcuni bambini sono costretti a sfollare più di una volta e altri non tornano mai a casa. Il rapporto Children Displaced in a Changing Climate rileva che il 95% degli sfollamenti di bambini è dovuto a inondazioni e tempeste, in parte grazie a una migliore segnalazione e a un maggior numero di evacuazioni preventive. La Cina e le Filippine sono tra i Paesi che hanno registrato il maggior numero assoluto di sfollati, a causa della loro esposizione a condizioni climatiche estreme, della numerosa popolazione di bambini e dei progressi compiuti nelle capacità di allerta precoce e di evacuazione. Tuttavia, se si esaminano i dati in relazione alle dimensioni della popolazione di bambini, i bambini che vivono in piccoli Stati insulari, come Dominica e Vanuatu, sono stati maggiormente colpiti dalle tempeste. I bambini in Somalia e Sud Sudan sono stati i più colpiti dalle inondazioni. Gli incendi hanno provocato 810.000 sfollati, con Canada, Israele e Stati Uniti che hanno registrato i numeri più alti. La crisi climatica sta portando il caos nelle vite di milioni di bambini e peggiora di giorno in giorno. Nel frattempo, le emissioni continuano ad aumentare.

ENEA: TRATTAMENTO A ULTRAVIOLETTI PER DIMEZZARE PESTICIDI

Trattare frutta e verdura con raggi ultravioletti per ridurre del 50% la quantità di pesticidi e incrementarne il valore nutraceutico e la freschezza. È quanto punta a realizzare Enea nell’ambito del progetto di ricerca ‘Ormesi’, che prevede la progettazione di un piccolo robot a controllo remoto per irraggiare frutta e verdura in modo da stimolarne le difese e rafforzarne la resistenza ai patogeni. I primi test su basilico, mele e limoni trattati con raggi UV-C hanno mostrato una migliore reazione di piante e frutti ai comuni patogeni che causano le muffe, aprendo la strada ad applicazioni in serra e su colture estese. ‘In laboratorio abbiamo dimostrato che un’opportuna dose di luce ultravioletta UV-C irraggiata su piante e frutti determina una maggiore resistenza ai patogeni e alle malattie pre e post raccolta’, spiega Paolo Di Lazzaro del Laboratorio ENEA di Applicazioni dei plasmi ed esperimenti interdisciplinari, che cura la ricerca. La luce ultravioletta crea uno stress positivo a cui la pianta reagisce con la produzione di particolari metaboliti, che per analogia e semplicità potremmo definire ‘anticorpi’ in grado di aumentare le difese naturali e quindi la resistenza ai patogeni delle piante stesse. ‘E questo effetto è noto come ‘ormesi’, da cui prende il nome il nostro progetto’, spiega il ricercatore. L’irraggiamento UV-C di frutta e verdura produce inoltre un aumento del contenuto di antociani, flavonoidi, con conseguente incremento del valore nutraceutico, mentre agisce sulle poliammine che inibiscono la maturazione, con un impatto positivo sulla commercializzazione per l’aumento della durata dei prodotti.

RISTORAZIONE VELOCE, POSSIBILE 90% RICICLO IMBALLAGGI

Mangiare fuori casa si conferma una pratica costante degli italiani: considerando i consumi alimentari complessivi, nel 2022 l’incidenza di quelli fuori casa è salita al 31%. Tra bar, ristoranti, pizzerie e altri esercizi commerciali, la ristorazione veloce raccoglie circa il 7% delle visite complessive. Le potenzialità del riciclo dei materiali cellulosici nei quick service restaurants indicano una differenziata superiore all’80% dei prodotti cartacei impiegati, inclusi tovagliolini al 90% degli imballaggi. La circolarità degli imballaggi è al centro della ricerca ‘Economia circolare e ristorazione veloce: raccolta e riciclo degli imballaggi cellulosici il caso McDonald’s Italia’, presentata da Comieco, Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica. Nei ristoranti McDonald’s la carta costituisce il 96,4% del totale degli imballaggi immessi al consumo. Si tratta di contenitori in fibra vergine – in Italia non è utilizzabile fibra da riciclo nel contatto con gli alimenti – che rappresentano una risorsa preziosa che può e deve essere valorizzata attraverso il riciclo. Lo studio – e il caso McDonald’s – dimostrano che esiste un modello sostenibile di gestione dei rifiuti estendibile a tutta la ristorazione veloce in grado di garantire questo obiettivo grazie a contenitori appositi per la raccolta differenziata, un servizio comunale dei rifiuti differenziati puntuale e ben organizzato – con un numero di prelievi maggiore sulla carta e minore sull’indifferenziato – utilizzo di imballaggi rinnovabili e riciclabili e collaborazione degli operatori della ristorazione e dei consumatori che vanno attentamente informati e coinvolti.

PARTE ROADSHOW GSE: COINVOLGERE TUTTI IN TRANSIZIONE ENERGETICA

“Affinché sia efficace, la transizione energetica presuppone il coinvolgimento da parte di tutti: non solo imprese e amministrazioni pubbliche, ma anche cittadini”. Parola di Paolo Arrigoni, presidente del Gestore servizi energetici, in occasione dell’evento organizzato a Roma dall’agenzia Dire e da Tecnè dal titolo ‘Il climate change e l’energia: gli operatori dell’energia si preparano alle nuove sfide’. Proprio per coinvolgere tutti, quindi, partirà un roadshow del Gse che toccherà tutte le regioni del Paese per incontrare studenti, imprese, associazioni di categoria, sindaci e non solo. Per Gaetano Annunziata, direttore generale di Energean Italia, “c’è però bisogno di altre due componenti: aprire nuove concessioni, ma soprattutto di certezza del diritto. Una volta che il Governo ha deciso e gli investimenti degli imprenditori sono partiti- ha spiegato- le regole non devono più essere cambiate”.

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2023-10-12T11:27:06+01:00