Migranti, a Lampedusa duemila sbarcati in 24 ore. Toti: “Ridurre speranza di farli arrivare”

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Al via i trasferimenti e le navi-quarantena per alleggerire la pressione sull'isola
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Di Salvo Cataldo e Nicola Mente

PALERMO – Oltre duemila persone sbarcate in 24 ore e due navi quarantena per cercare di alleggerire la pressione degli sbarchi. Questa la situazione al momento sull’isola di Lampedusa, alle prese con la prima vera grande emergenza immigrazione del 2021. Tra ieri e oggi sulla più grande delle isole Pelagie si sono verificati venti sbarchi: grandi barconi che hanno lasciato le sponde del Nordafrica per viaggiare verso l’Europa, ma anche piccole imbarcazioni alla deriva. Gli ultimi quattro sbarchi nella notte, che hanno portato sull’isola altre 630 persone. All’interno dell’hotspot di contrada Imbriacola la situazione è già al collasso, con oltre duemila e cento persone, mentre la prefettura di Agrigento studia un piano di trasferimenti che vede coinvolto il traghetto di linea ‘Sansovino’, che collega le Pelagie con Porto Empedocle, e le due navi-quarantena ‘Splendid’ e ‘Azzurra’. La prima è già a Lampedusa, la seconda arriverà in mattinata. E la polemica politica è pronta a montare.

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TOTI: “RIDURRE LA SPERANZA DI FARLI ARRIVARE IN EUROPA”

“Questa è la stagione dell’arrivo dei migranti, un aumento era atteso. Le tragedie in quel mare sono ormai una costante dolorosissima: se non troviamo una soluzione per non farli partire, è un problema. Non farli partire vuol dire anche ridurre la speranza di chi parte di riuscire nel suo intento, che è quello di entrare in Europa: capisco che sia brusco da dire, ma magari non partono”. Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a “Mattino cinque” su Canale 5. “Credo che ci vorrebbe più coraggio con la Libia: i blocchi navali magari sono inutili, ma credo che l’Italia dovrebbe avere il coraggio di essere sulle coste della Libia – prosegue il governatore – lasciarli nelle mani di aguzzini su quelle spiagge e non farli partire o rimpatriarli è un’alternativa che l’Italia non dovrebbe avere e, allora, bisognerebbe avere il coraggio di essere lì”.

MUSUMECI: “DA ROMA E BRUXELLES VERGOGNOSA IPOCRISIA”

“Non è con le sole buone volontà che si risolve il dramma umano dei migranti nel Mediterraneo. Tutti sanno che nelle prossime settimane moriranno altri innocenti (quasi sempre donne e bambini) nel loro disperato viaggio verso le coste siciliane, ma nessuno muove un dito, né a Roma, né a Bruxelles. A gestire questa infinita tragedia hanno lasciato la Sicilia, Lampedusa in testa, con i nostri sanitari, i nostri volontari e i pochi uomini in divisa”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, commentando lo sbarco di oltre duemila migranti a Lampedusa negli ultimi due giorni. “Ho chiesto di incontrare il ministro dell’Interno – ha continuato Musumeci – per rinnovare, con il sindaco dell’isola, il nostro appello: Roma punti i piedi con l’Unione europea e pretenda subito la solidarietà più volte invocata dal Pontefice: tutto il resto è vergognosa ipocrisia”.

SPIRLÌ: “SBARCHI VANIFICANO LOTTA AL COVID, IL GOVERNO INTERVENGA”

“Gli sbarchi incontrollati di migranti vanificano gli sforzi delle regioni del Sud nel contrasto alla pandemia di Covid-19. Il presidente del Consiglio Draghi e il ministro Lamorgese devono intervenire subito, prima che sia troppo tardi”. È quanto dichiara il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì che aggiunge: “A Lampedusa, nelle ultime 24 ore, si sono verificati 20 sbarchi, per un totale di più di 2 mila persone, di varie nazionalità, arrivate nel nostro Paese. Questi dati fotografano una situazione preoccupante, che i nostri territori non possono permettersi a causa dei rischi legati ai contagi da Covid-19 e dell’assoluta assenza di controlli. È una situazione paradossale rispetto alla quale il governo non può voltarsi dall’altra parte. La Regione Calabria – afferma Spirlì – è impegnata ogni giorno per contenere l’epidemia e, a fatica, sta rialzando la testa, anche per quanto riguarda la campagna vaccinale, che continua a essere sempre più incisiva ed efficace, come dimostrano gli ultimi dati ufficiali. La nostra macchina organizzativa è finalmente entrata a regime e non è accettabile che i risultati raggiunti vengano messi a repentaglio dal lassismo che, incomprensibilmente, ammanta le politiche e le misure sull’immigrazione. Mi auguro – conclude il presidente della Regione – che prevalga il buonsenso e che il governo Draghi prenda tutte le decisioni necessarie per scongiurare una nuova emergenza sanitaria“.

SALVINI: “DRAGHI SEGUA ESEMPIO DI SPAGNA, GRECIA E FRANCIA”

“Noi a Draghi porteremo i modelli degli altri Paesi europei. Siccome giustamente si parla di un governo europeista e di quello che ci chiede l’Europa, chiederemo che l’Italia si comporti come si comporta la Spagna, la Grecia e la Francia“. Lo ha affermato il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di un punto stampa organizzato davanti a Palazzo Lombardia, motivando i contenuti dell’incontro chiesto ieri dal Carroccio con il premier. “In nessun altro Paese ci sono i numeri, le dimensioni e i problemi che abbiamo in Italia“, tuona il leader leghista, il quale dapprima sostiene di astenersi dal giudizio (“Non do promozioni o bocciature”), mentre subito dopo affonda: “I numeri dicono che sono arrivati ieri, in una domenica di maggio, il doppio dei clandestini che sbarcarono in tutto il mese di maggio quando ero ministro, e in più c’è il Covid. Sicuramente così non si può andare avanti“. Intanto, il leader leghista ha ricordato che venerdì sarà a Catania “per rispondere di quello che ho fatto e ne vado fiero”. Qualcuno intanto chiede se il capo della Lega abbia sentito il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Ci siamo messaggiati ieri però se si aspetta la solidarietà europea – avverte Salvini – penso che andrà a finire come sui vaccini; il nulla”. Ecco perché per Salvini serve un’accelerata e maggiore autonomia. “Gli altri Paesi non stanno aspettando l’Europa, ma stanno difendendo i loro territori per conto loro con pieno diritto”, ha sottolineato. Poi, “il presidente Draghi dice che noi meritiamo rispetto e anche sul fronte dell’immigrazione meritiamo rispetto”, quindi “non possiamo invitare i turisti da mezzo mondo su un’isola come la Sicilia che ogni giorno vede migliaia di sbarchi. Non è serio”.

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