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Comunali Torino, tensione tra il candidato di centrodestra Damilano e l’operaio Embraco

E il dem Lo Russo attacca il rivale per il cambio di atteggiamento dopo il primo turno: "Non sembra lui, ma Salvini e Meloni"
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Di Lucio Valentini e Chiara Barison

TORINO – L’incontro tra i candidati sindaco di Torino Stefano Lo Russo e Paolo Damilano di fronte ai lavoratori Embraco si colora di attimi di nervosismo. Damilano arriva cinque minuti prima di mezzogiorno, l’ora prestabilita dell’appuntamento dei due di fronte agli operai per prendersi l’impegno di sostenere la loro vertenza di fronte alle istituzioni di Roma.

Damilano però vuole andarsene subito, ma gli operai vogliono trattenerlo perché attenda Lo Russo e i due, insieme, si prendano l’impegno a favore della loro causa. Ma quando provano a trattenerlo, Damilano sbotta: “Tu non puoi dirmi quello che devo fare”, e si allontana.

A quel punto Mino Giachino della lista di centrodestra ‘Si Lavoro Si Tav’ ricorda all’operaio che Damilano si è appena preso un grande impegno a loro favore, visto che ha promesso di ricollocarli tramite imprenditori amici o Mise entro giugno 2022.

“Le sto solo chiedendo di rimanere, non usi questo tono autoritario”, si spiega l’operaio Embraco Maurizio Ughetto. Damilano ribatte: “E’ lei che sta usando un tono autoritario”. Alla fine l’imprenditore decide di andarsene proprio quando arriva il candidato di centrosinistra Stefano Lo Russo. A quel punto torna indietro e, abbandonato il nervosismo, si presta per una stretta di mano con l’avversario davanti ai fotografi, prima di lasciare Lo Russo da solo con gli operai. “Siete più contenti ora?”, si congeda. “Sì, ora sono più contento”, lo saluta l’operaio.

LO RUSSO: DAMILANO CAMBIA TONO, MA NON E’ LUI

Torino non ha bisogno di polemiche sterili e attacchi personali tra forze politiche”. Lo ha detto il candidato sindaco di Torino del centrosinistra Stefano Lo Russo questa mattina in piazza Castello durante l’incontro con i lavoratori di Embraco.

L’ex capogruppo dem si è detto rammaricato per il cambio di registro- attribuito alla destra- rispetto ai toni più morbidi del primo turno elettorale, ma soprattuto incredulo a proposito del nuovo atteggiamento del suo rivale Paolo Damilano: “un cambio di postura che non mi sembra neanche tanto la sua ma quella di Salvini e Meloni”.

Lo Russo ha colto l’occasione per ribadire la sua volontà di confrontarsi sui temi cardine del programma elettorale del concorrente. Come il progetto di creare un tunnel sotto al Po, per spiegargli “che secondo me il Po va rivitalizzando riqualificando le sponde“.

Il candidato di centrosinistra ha ricordato anche la monorotaia, contro la quale secondo lui è più opportuno concentrarsi sulla linea 2 della metro. Infine, Lo Russo ha menzionato l’emergenza abitativa, che propone di combattere non edificando ma assegnando i 50.000 alloggi sfitti di Torino. 

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