FOTO | Coronavirus e cucina: con la startup “Blackalicious” l’Africa la (ri)scopri con il take away

La startup della sacerdotessa delle tradizioni culinarie, Delisia Essono, dal 2019 cucina piatti da asporto 100% "neri" e deliziosi
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ROMA – Vuoi mettere il deguè con mikatè. Oppure il vegan brownie con caramello di banana. O magari il bobolo, il baccalà con pane di manioca. Ricette africane al 100 per cento, “blackalicious”, “nere” e deliziose, da gustare ora rigorosamente a casa.

CLIENTELA CURIOSA/ APPASSIONATA/ NOSTALGICA

“Mi contattano tre tipi di persone” spiega Delisia Essono, startupper trentenne, food coach nonché sacerdotessa delle tradizioni culinarie dell’Africa centrale e francofona: “Ci sono i curiosi, gli appassionati e i nostalgici”. Tipologie differenti, mondi e motivazioni a volte opposte, accomunate però dalla voglia di sperimentare il catering di Blackalicious. Anche ai tempi del Covid-19. “Mi sta aiutando il fatto di aver puntato sul servizio da asporto” sottolinea Essono. “E poi l’Italia, nonostante questo periodo difficile e straordinario, resta un Paese multiculturale, aperto al mondo e agli stranieri: e cosa c’è di meglio per conoscere le persone che sedersi a tavola e condividere un piatto?”

SPIEDINI E ANTROPOLOGIA

Si va avanti, allora, con le ordinazioni a domicilio. Incontri di aromi e sapori che si fanno virtuali ma mantengono il loro significato, assicura Essono. Originaria del Gabon, già fondatrice in Italia dell’associazione Donne panafricane nella diaspora, condisce gli spiedini di vitella con un pizzico di antropologia culturale. “A provare l’afrofood sono magari persone di background misto, che non appartengono né all’una né all’altra cultura e vogliono assaggiare entrambe le cose” dice. “Poi ci sono i diplomatici e soprattutto gli afrodiscendenti, anche di seconda o terza generazione, con i genitori che sono arrivati in Italia da piccoli o magari non sanno cucinare: non hanno mai provato i piatti tradizionali e con Blackalicious assaporano un ritorno alle radici”.

SANE CONSEGNE A DOMICILIO

La startup è nata nel gennaio 2019, a Roma. Nel suo primo anno di vita ha colorato appuntamenti culturali, pubblici e privati. La cucina è take away e finger food, dietetica e ricca di sostanze nutritive, naturalmente povera di glutine, a basso contenuto di zuccheri trasformati, di grassi malsani e di sodio. “Mi piacciono – dice Essono – foglie verdi, tuberi, fagioli di ogni tipo, noci e tantissimi cereali, oli sani, salse fatte in casa, erbe e spezie, pesce, uova, pollo e yogurt”.

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9 Aprile 2020
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