Giustizia, Bonafede: “Non c’è nessun disegno della magistratura per dividere Lega e M5S”

"Bene Salvini, la magistratura va rispettata"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Esiste un disegno della magistratura per rompere l’asse Lega-M5S? “Queste mi sembrano ricostruzioni fantasiose c’e’ un sistema mediatico, un establishment che teme le iniziative di questo governo che ha le mani libere. L’unico disegno lo vedo sui giornali, andiamo avanti e non c’e’ nessun disegno di nessun tipo”. Lo dice il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a Sky Tg24.

Bonafede specifica poi che le sue parole in difesa della magistratura “non erano un attacco a Salvini. Un ministro ha il diritto di dire che un magistrato sta sbagliando, soprattutto nel caso di un provvedimento che lo riguarda”.

Per questo, aggiunge, “mi fa piacere che Salvini abbia ribadito che c’e’ rispetto per la magistratura“.

CORRUZIONE. BONAFEDE: DDL POTRÀ ESSERE MIGLIORATO IN PARLAMENTO

“La dicitura ‘salvo intese’, nell’approvazione del ddl ‘spazza corrotti’, serve per limare il provvedimento prima che vada in Parlamento. Camera e Senato avranno modo di migliorarla. Non ho pretesa aver scritto legge perfetta”. Lo dice il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a Sky Tg24.

“Se qualcuno, o la Lega”, finora “partner solido nelle battaglie di legalità, pensa di annacquare questa norma lo deve spiegare a imprenditori onesti che vogliono, ad esempio, il Daspo ai corrotti”, aggiunge il ministro.

“Nessuno deve immagine di annacquare una legge contro i corrotti di questo paese”, conclude.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»