Report della Commissione Sanità dell’8 maggio – pomeriggio

I lavori della Commissione Sanità
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SAN MARINO – Nella seduta pomeridiana della Commissione Igiene e Sanità si continua a discutere dell’emergenza Covid-19 dopo le audizioni nella mattinata dei rappresentanti del gruppo di coordinamento. “C’è un motivo per cui non si è dato più spazio all’isolamento presso strutture al di fuori delle abitazioni? – domanda Guerrino Zanotti (Libera) – Infatti il Segretario Ciavatta ci ha già riferito che solo pochi casi sono stati isolati in strutture al di fuori dell’abitazione familiare”. Gloria Arcangeloni (Rete) chiede delucidazioni sui “soggetti positivi da lungo tempo con sintomatologie lievi o inesistenti” e sull’eventuale ricorso “alle cure al plasma di cui si parla tanto in questi giorni”. “Unitamente alla seconda fase – è l’appello di Giancarlo Venturini (Pdcs) – è importante che si possa riavviare quel percorso di ripristino delle attività in pertinenza dei singoli reparti dell’ospedale”. Giacomo Simoncini (Npr) chiede quale sia stato il riscontro in merito all’utilizzo dei farmaci off-label.

“Ho già detto che la prevenzione non sta negli screening ma nei comportamenti – rimarca il commissario straordinario Massimo Arlotti -. In questa fase stiamo facendo in modo di ridurre il numero di persone positive che vanno al lavoro. Altri paesi, come l’Italia, non fanno questo programma, è un programma made in San Marino”. “Quello con il plasma – continua Arlotti – è un approccio che reputo serio. Lo studio sul plasma è scientificamente corretto, tant’è che ho preso contatti con la Ausl Romagna che sta preparando un protocollo”.

Infine “con alcuni farmaci abbiamo avuto risultati certamente importanti, ma lo dico come impressione personale e non come evidenza”. In fase di replica, Miriam Farinelli (Rf) ritorna sulle polemiche della mattinata riguardanti le dimissioni dei medici. “Volevo puntualizzare che il dottor Romeo non va in pensione. Il dottor Romeo si è dimesso: non so se andrà in pensione, ma non ne aveva intenzione. Essere direttore non vuol dire fare l’ambulatorio, ma gestire il personale, fare formazione, linee guida, far sì che tutte le persone che entrano in quel reparto rispettino le linee guida. Vuol dire avere la responsabilità di tutto”.

“Pur con tutte le attenuanti del caso legate a una situazione straordinaria – dice Marika Montemaggi (Libera) – il ruolo dell’opposizione è di verificare se ci sono state responsabilità politiche o organizzative”. Il riferimento è in particolar modo “al reparto di Medicina e al Colore del Grano”. “La nomina del comitato esecutivo è urgentissima, dovremo provvedere nei prossimi giorni – dice il Segretario di Stato Roberto Ciavatta, evidenziando “che ci sono gravi carenze nella struttura ospedaliera” a partire dai “controlli su ciò che accade a livello di orari, presenza fisica e altre dinamiche, ad esempio sul lato amministrativo, le manutenzioni, gli appalti e la gestione del personale”.

Quanto alla diffusione del virus in determinate strutture, “ci sono state anche indagini amministrative nei casi in cui siano state segnalate ipotetiche condotte che potrebbero avere alimentato i contagi”. A tal proposito, “l’esito dell’indagine amministrativa sul Colore del Grano non mi ha soddisfatto e mi auguro che ci sia la possibilità di riaprire ulteriori indagini”. Viene quindi data lettura di un Ordine del giorno della maggioranza: le forze di opposizione propongono alcune modifiche ed integrazioni, che però non vengono recepite. Si va così al voto e l’Odg viene approvato con 9 voti favorevoli e 3 contrari. I lavori della Commissione riprenderanno martedì 12 con il Comma numero 3.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 2

Audizione del Commissario Straordinario, del Gruppo di Coordinamento delle Emergenze Sanitarie, del Capo della Protezione Civile o suo delegato, del Comitato Esecutivo dell’I.S.S., del Direttore del Dipartimento Ospedaliero, del Direttore del Dipartimento Socio Sanitario, del Direttore U.O. Cure Primarie e salute territoriale e successivo dibattito

Guerrino Zanotti (Libera): Colgo l’occasione per ringraziare tutta la struttura ospedaliera e i professionisti che si sono adoperati in questo periodo. Obiettivo del confronto è di usufruire delle stesse informazioni che hanno i diretti responsabili della gestione di questa fase. Ci è stato detto che è importante fare test sierologici se questi vengono accompagnati in tempi rapidissimi dai tamponi. Quindi ci è stato detto che non siamo in grado in questo momento di aumentare lo screening in termini numerici perché non saremmo in grado di garantire i tamponi. Vogliamo evidenziare una preoccupazione che comunque fa pensare che il rischio latente di una recrudescenza dei contagi possa essere reale. Questo credo sia giusto evidenziarlo. C’è un motivo per cui non si è dato più spazio all’isolamento presso strutture al di fuori delle abitazioni? Il Segretario Ciavatta ci ha già riferito che solo pochi casi sono stati isolati in strutture al di fuori dell’abitazione familiare. Per fortuna non abbiamo registrato decessi tra il personale sanitario, nelle Rsa ci sono stati dei casi ma sono stati contenuti, purtroppo nel Colore del Grano ci sono stati quattro decessi, ogni perdita è un dolore immenso, ma dobbiamo essere grati per come si è lavorato perché i risultati vanno evidenziati. Un tema sul quale voglio sollecitare il Governo è quello della gestione dei rifiuti. Abbiamo accolto positivamente il fatto che l’aria e l’ambiente abbiano risentito in maniera positiva del lockdown. Dobbiamo pensare al dopo. C’è una produzione di rifiuti, che poi vanno trattati. Chiedo attenzione nella gestione dei rifiuti perché sarà un tema su cui bisognerà confrontarsi. Una richiesta direttamente al Segretario Ciavatta: abbiamo visto la delibera del comitato esecutivo della dottoressa Malpelli come responsabile della riattivazione delle attività socio-sanitarie. Si parla anche della creazione di un gruppo di lavoro che può essere interpellato. E’ un tema importantissimo, però credo che in questo caso debba esserci un lavoro di equipe e di gruppo. E’ pur vero che la coesione politica si ha quando c’è coinvolgimento. Coinvolgimento che fino ad oggi non è stato esattamente perseguito.

Gloria Arcangeloni (Rete): Le mie domande sono tecniche. Ci sono casi di soggetti positivi da lungo tempo con sintomatologie lievi o inesistenti. La domanda è: nel circondario sono state riscontrate queste tipologie di quarantene e come sono state affrontate? Il dottor Arlotti ha affermato che il virus sta diventando sistematico. Vorrei capire che cosa volesse dire. Dobbiamo aspettarci una aggressività diversa? Si è tanto parlato in questi giorni di cure al plasma: mi chiedono se questa è una opzione che è stata tenuta in considerazione.

Emanuele Santi (Rete): Parlo da genitore. Vorrei sapere da voi, in base alla vostra esperienza, qual è l’opinione che vi siete fatti sulla correlazione tra la sindrome di Kawasaki e il Coronavirus.

Giancarlo Venturini (Pdcs): Sono state convertite temporaneamente alcune parti dell’ospedale per fronteggiare questa emergenza e ricoverare gli infettati. Mentre altre realtà del circondario hanno inviato i pazienti in altre strutture sanitarie, solo un nostro paziente è stato mandato a Rimini, gli altri li abbiamo trattati nelle nostre strutture. Siamo consapevoli che nella fase iniziale alcune cose forse non sono andate come dovevano. E’ iniziata la fase 2: concordo con chi dice che la partita ora la si gioca sul territorio. Come ha detto il commissario Arlotti, importante sarà il ruolo che la sanità pubblica dovrà svolgere in questo periodo. In tale contesto si inserisce il discorso dello screening. Poi attivare gradualmente tutte le attività con il maggiore grado di sicurezza per tutti. Unitamente alla seconda fase è importante che si possa riavviare quel percorso di ripristino delle attività in pertinenza dei singoli reparti dell’ospedale. Al termine del dibattito presenteremo un ordine del giorno che naturalmente è aperto alla condivisione anche da parte delle forze di opposizione.

Giacomo Simoncini (Npr): Nel riferimento di oggi si è parlato di farmaci offlabel. I media hanno parlato dell’Avigan e del farmaco anti malarico. L’utilizzo di questi farmaci è stato utile oppure sono stati più rischiosi gli effetti collaterali? Una curiosità: per quanto tempo dovremmo convivere con il Covid-19 e se ci dovremo aspettare in futuro un Covid-20?

Oscar Mina (Pdcs): Questa mattina il dottor Arlotti ha parlato di prevenzione e controllo. La mia domanda verte di più sul controllo. Controlli oggettivi ad aziende ed attività che ripartiranno. E’ chiaro che la collaborazione con le aziende non so a che livello è nei termini di attuazione. Esiste già una fase di programmazione di questi controlli in questa fase e nella fase di avvio di altre attività?

Commissario Massimo Arlotti: Ho già detto questa mattina che la prevenzione non sta negli screening ma nei comportamenti. Stiamo accompagnando questa fase in modo tale da ridurre il numero di persone positive che vanno al lavoro. Altri paesi, come l’Italia, non fanno questo programma. E’ un programma made in San Marino. Piuttosto che criticare questo programma bisognerebbe vederne l’elemento di novità. La discussione è: quante persone si è riusciti a non far morire? Il confronto con altre realtà non credo che penalizzi questo Stato. Questa mortalità la ritengo un successo e non un problema. Il problema dei positivi per lungo tempo. Ci sono una infinità di variabili che non possono essere comprese. Le manifestazioni si distribuiscono lungo una curva gaussiana: chiaramente ci sono anche degli estremi. La maggior parte delle persone perde il virus dopo il primo mese. Ci sono persone che negativizzano dopo 5,6 giorni, altre dopo due mesi. Non c’è un farmaco per far negativizzare un tampone. Abbiamo test qualitativi per la ricerca del virus. Questi test dicono: c’è o non c’è. L’unica risposta che possiamo dare a queste persone e se si tratta di un residuo di virus ormai inerte e quindi il rischio di contagio non c’è più. Non è il virus sistemico, ma è la malattia sistematica: è stato trovato in una infinità di tessuti. Il Covid non è una malattia respiratoria, ma sistemica. L’approccio con il plasma lo considero un approccio serio. Ci sono studi che stanno cercando di capire la reale efficacia. Con cosa lo confronti? Con niente o con altre soluzioni? Lo studio sul plasma è scientificamente corretto, tant’è che ho preso contatti con la Ausl Romagna che sta preparando un protocollo. Tutte le persone positive a San Marino sono tracciate. La sindrome di Kawasaki è una sindrome da attivazione immunitaria. Il rischio è che possa dare delle alterazioni a carico delle coronarie. E’ legata al Covid? Sicuro che è legata al Covid. E’ certo che ci sia una correlazione. Molto del lavoro che è stato fatto è dovuto alla capacità di reazione di chi ha governato questo processo e delle persone che hanno lavorato in questo processo. Bisogna riaprire le attività dell’ospedale, il diritto alla sicurezza è un diritto per tutti. Bisogna riaprire l’ospedale facendo in odo che chi entri nell’ospedale non prenda altre malattie. I farmaci offlabel hanno funzionato? Difficile dirlo. Quando uno non fa uno studio con un controllo, quello che viene fuori sono impressioni, non sono evidenze. Noi abbiamo una serie di impressioni. Abbiamo cercato di avere il consenso informato. Con alcuni farmaci abbiamo avuto risultati certamente importanti, ma lo dico come impressione personale e non come evidenza. Non so se ci sarà un Covid-20, ma questo mondo avrà sicuramente altre epidemie. Più sfidiamo la natura più questo sarà possibile. Sui controlli nelle aziende. Mi sono raccomandato di tenere conto anche le persone con sintomi lievi. Ma se i datori di lavoro non fanno la loro parte, tutto questo rischia di essere un fallimento.

Dott.ssa Ivonne Zoffoli (Direzione Dipartimento Ospedaliero): In questa fase è assolutamente necessario arrivare a una riapertura dell’ospedale di concerto con tutte le figure che operano nell’ospedale: professionisti, direttori, collaboratori, coordinatori. Il documento per la riapertura è già stata scritto seguendo le linee di indirizzo del commissario. Ma sicuramente quel documento andrà rivisto quando tutta la situazione tornerà gradualmente alla normalità. E’ un primo documento che dovrà essere rivisto aspettando un tempo congruo per vedere cosa ci succede alla riapertura di tutte le attività. Quello che non vogliamo è un’altra onda d’urto come quella di marzo. Sarebbe una sconfitta.

Segretario di Stato Stefano Canti: Vorrei fare riferimento a quello che diceva il commissario Zanotti in riferimento all’aspetto ambientale sui rifiuti. Da quando è partita questa emergenza sanitaria, la questione dei rifiuti prodotti da persone positive, l’argomento è stato subito posto all’attenzione del gruppo per le emergenze. La Segreteria e l’AASS hanno emesso un regolamento dove si dice che il rifiuto va chiuso in sacchetti neri e gestito come rifiuto indifferenziato.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Tanti medici e tanti infermieri hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e ci hanno messo del loro. Per questo vanno ringraziati. Dovremo integrare la necessità e l’urgenza di fa ripartire l’ospedale con l’obbligo di mantenere il personale impegnato nel contrasto al virus nei ruoli che stanno seguendo in questo momento. Sulla normalità per l’ospedale in futuro si dovrà aprire un ampio dibattito che condurrà a una rivisitazione della struttura in una forma più dinamica e integrata rispetto alle sfide che verranno. Rispetto al gruppo per le emergenze, si tratta di un gruppo interno all’ISS e gratuito. Crediamo sia indispensabile indicare le persone che devono occuparsi di ogni reparto. Abbiamo inteso non mettere alcun primario se non il primario di chirurgia.

Miriam Farinelli (Rf): Abbiamo capito tutti che dobbiamo investire in sanità, tecnologie e persone. In più dobbiamo essere sempre pronti a far fronte a delle situazioni improvvise. Dobbiamo cercare di fidelizzare le persone che lavorano con noi e proteggono la nostra salute, a cominciare dai precari. Ciavatta ha parlato di un manager per la struttura sanitaria. Assolutamente vero, ma si parla di manager sanitari. Ci sono dei percorsi di formazione specifica. Volevo puntualizzare che il dottor Romeo non va in pensione. Il dottor Romeo si è dimesso: non so se andrà in pensione, ma non ne aveva intenzione. Essere direttore non vuol dire fare l’ambulatorio, ma gestire il personale, fare formazione, linee guida, far sì che tutte le persone che entrano in quel reparto rispettino le linee guida. Vuol dire avere la responsabilità di tutto.

Marika Montemaggi (Libera): Sentire etichettare ogni richiesta di chiarimento come una polemica sterile crea del disagio. Non abbiamo fatto polemica sul numero dei decessi. Dobbiamo andare a capire cosa è successo in determinate situazioni. Ho il ruolo di capire se ci sono state delle responsabilità. Visto che il livello di informazioni che può avere l’opposizione è limitato, vorrei capire le dinamiche che si sono sviluppate quando è cominciata l’emergenza, cosa è successo nel reparto di Geriatria, nel Colore del Grano e nel reparto di medicina, con tutte le attenuanti del caso perché si tratta di una emergenza per tutti. Se sono state fatte delle scelte con una responsabilità politica e gestionale e si sono decise chiusure di alcune cose e sono stati lasciati aperti altri spazi, bisogna indagare. Credo che sia dovere della politica sapere cos’è successo in certi ambienti. Nessuno vuole scaricare o addossare la colpa, non si vuole trovare un colpevole, ma abbiamo bisogno di avere maggiori informazioni.

Guerrino Zanotti (Libera): Frustrante partecipare a riunioni della commissione come questa dove in maniera civile abbiamo posto delle domande. Questa è l’unica sede dove possiamo svolgere il nostro ruolo. C’è stato un intervento di un membro della maggioranza che ci ha bollato come sterili polemiche. Quantomeno vi prego: il confronto, se civile, va accettato. I gruppi di studio per il riavvio delle attività ospedaliere: il Segretario dice che si è scelto di non coinvolgere i dirigenti dei dipartimenti perché impegnati su altri fronti, io non la ritengo una scelta giusta.

Emanuele Santi (Rete): Quello che è emerso questa mattina in maniera chiara è che non ci siamo fatti cogliere impreparati rispetto all’emergenza. Sono stati creati percorsi destinati ai malati Covid e non Covid. E’ stato riorganizzata la medicina territoriale che prima di fatto non esisteva. Se possiamo vantare una percentuale di mortalità più bassa rispetto ad altri Paesi vuol dire che siamo riusciti a limitare i danni. Su questo siamo stati previdenti e abbiamo attenuato il colpo. In questo momento è fondamentale accompagnare la fase 2 con chi ha gestito bene la fase 1. Doveroso prendersi l’impegno di attivare un percorso per il nuovo comitato esecutivo dell’Iss. Va fatta una revisione di quelle che sono state le rilevazioni fatte negli anni rispetto al bilancio dell’Iss, che negli ultimi anni ha visto lievitare i costi mentre i servizi non sono migliorati.

Francesca Civerchia (Pdcs): Mi associo alle considerazioni del commissario Santi sulla fase 2. Vado a leggere l’ordine del giorno aperto che abbiamo elaborato.

Vladimiro Selva (Libera): Rispetto all’ordine del giorno noi rileviamo delle distanze che non so se riteniamo essere colmabili. Il lockdown ha portato a una riduzione significativa del numero di pazienti che hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. Dall’altro lato però nell’Odg non emerge nulla sulla gravità del modo con cui il Covid ha colpito la nostra comunità. Poi c’è l’importanza di condividere delle informazioni. Noi oggi per la prima volta abbiamo avuto la possibilità di fare domande su quello che stava avvenendo. Noi vorremmo che in futuro ci fosse un percorso democratico che non è quello del decreto legge. Un’altra richiesta è quella di avere riferimenti più frequenti in modo tale da potere avere informazioni e poter fare qualche proposta. Altra cosa che sarebbe interessante, per capire dove eventualmente si può avere fatto qualche errore: verificare le dinamiche con cui alcuni focolai hanno avuto origine. Si parla di un gruppo di lavoro per la ripartenza ospedaliera, ma non abbiamo ben capito perché si saltano quelli che oggi sono i direttori dei dipartimenti. Qual è la logica?

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Il dibattito di oggi è stato certamente critico ma non polemico e quindi costruttivo. La nomina del comitato esecutivo è urgentissima, dovremo provvedere nei prossimi giorni. Quando parlo di manager ovviamente parlo di figure che abbiano una esperienza ospedaliera. Ci sono gravi carenze nella struttura ospedaliera rispetto ad alcuni requisiti. A partire sui controlli di ciò che accade a livello di orari, presenza fisica e altre dinamiche, ad esempio sul lato amministrativo, le manutenzioni, gli appalti e la gestione del personale. Dobbiamo cercare di andare al di là della nostra professione e cercare di guardare le cose più in generale. L’ospedale non è avulso da un sistema economico. Al di là delle considerazioni sindacali, si deve fare un discorso di prospettiva. Tenere stretto il personale che abbiamo è giusto, ma questo non significa che non dobbiamo pretendere determinati criteri. Ci sono conflittualità tra i primariati che forse in questa fase è il caso di non alimentare. Per quanto riguarda le indagini. I luoghi dove ci sono stati dei contagi hanno tutti avuto un’indagine epidemiologica. Si deve capire da dove è arrivato il contagio per comprendere su chi andare a fare screening. Ci sono state anche indagini amministrative nei casi in cui siano state segnalate ipotetiche condotte che potrebbero avere alimentato i contagi. L’esito dell’indagine amministrativa sul Colore del Grano non mi ha soddisfatto e mi auguro che ci sia la possibilità di riaprire ulteriori indagini.

Maria Luisa Berti (Npr): Ci è stata consegnata una possibilità di modifica da parte dell’opposizione rispetto all’ordine del giorno. Il tempo della sospensione ci è stato utile per valutare le parti aggiunte o modificate. Ci sentiamo di non poter condividere le modifiche. In primo luogo per motivazioni politiche. Nelle integrazioni si stigmatizza l’azione di Governo nell’affrontare l’emergenza. Questo a nostro modo di vedere è inaccettabile. La nostra impostazione non era quella di tessere le lodi del Governo ma prende atto del lavoro svolto dai vari soggetti e guardare alla fase 2. C’è una velata critica rispetto a quella che può essere stato l’utilizzo dello strumento normativo del decreto legge. Un qualcosa che non ci sentiamo di normare, perché nel momento in cui il Paese torna alla sua normalità anche il Consiglio Grande e Generale riprende la sua funzione normativa. Viene fatta richiesta di convocare con assiduità la Commissione alla presenza di commissari e tecnici di settore. Noi ci sentiamo di dire: lasciamo lavorare i tecnici di settore, non togliamo loro tempo utile. Se la necessità è avere un rendiconto, questo può essere fornito al presidente della Commissione. Non appesantiamo il loro carico. C’è la richiesta di avvio ulteriori verifiche sulle dinamiche di contagio. Aspettiamo che la situazione finisca, poi ci sarà il momento di fare le verifiche e rilevare eventuali responsabilità. Oggi deve essere fatto proprio l’appello del commissario Arlotti: la politica deve fare sistema ed evitare le strumentalizzazioni politiche.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Come detto in precedenza l’Odg della maggioranza vede il mio favore nel rispetto dell’indipendenza della commissione in cui io sono ospite. I membri delle commissioni dovranno fare le loro valutazioni. Alcuni degli elementi richiesti vanno da sé. La verifica di eventuali responsabilità, per indole e appartenenza politica, è nelle mie corde la volontà di fare chiarezza, come ho detto precedentemente. Cercheremo di fare chiarezza su tutto. C’è una difficoltà logistica nell’appurare quando il virus è entrato nella struttura, ma una eventuale responsabilità determina sanzioni amministrative.

Vladimiro Selva (Libera): Abbiamo espresso una opinione diversa dalla vostra sulla tempestività dell’azione del Governo. A nostro avviso non è stato tutto perfetto: non lo diciamo per voler negare quanto di buono è stato fatto anche dalla Segreteria. Nel suo complesso il Governo ha avuto almeno nella fase iniziale un po’ di titubanza. E’ una convinzione a cui non possiamo rinunciare e che quindi non ci vede d’accordo con questo Odg. Si parla di politica unita, ma questo non vuol dire che dobbiamo applaudirvi senza entrare nel merito delle informazioni. Basterebbe strutturare dei processi di condivisione delle informazioni. Crediamo non ci sia nulla da nascondere e un po’ fidarsi della responsabilità di chi è all’opposizione.

Francesca Civerchia (Pdcs): Dispiace il fatto che non siamo riusciti a condividere un ordine del giorno così delicato e importante. Mi dispiace per la richiesta dell’opposizione di cancellare il ringraziamento al Congresso di Stato. A nostro avviso il lavoro fatto dai Segretari ha richiesto moltissimo tempo ed è stato molto intenso. Lo stesso Segretario di Stato ha ammesso che la gestione è stata complicata, nessuno di noi si aspettava una pandemia, ma il nostro sistema sanitario ha retto bene.

Emanuele Santi (Rete): Riteniamo che nella fase 2 sia importante che la squadra che si è comportata bene nella fase 1 sia riconfermata. Giusto anche il passaggio sulla nuova governance dell’ISS.

Gaetano Troina (Domani Motus Liberi): Una considerazione sull’iniziale titubanza del Governo. Considerato che il Governo si è insediato a gennaio, l’epidemia è cominciata a febbraio, io penso sia naturale che servissero tempi per capire la situazione in cui operare. Noi voteremo favorevolmente all’Odg.

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8 Maggio 2020
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